Quando il bimbo ha fretta di nascere - Dolce Attesa

03 giugno 2015

Quando il bimbo ha fretta di nascere

 Quando il bimbo ha fretta di nascere, ma proprio tanta fretta, si parla di parto precipitoso. “Succede quando la nascita avviene entro un’ora dalla comparsa della prima contrazione”, spiega Vianella Gnan, ostetrica della Casa di Maternità Il Nido di Bologna. “Un’evenienza decisamente rara, in realtà. In vent’anni di attività in ospedale ho visto solo tre parti precipitosi: una mamma ha partorito in auto, una all’ingresso del pronto soccorso, una nell’ascensore e in tutti e tre i casi si trattava del secondo figlio”. E infatti le nascite lampo riguardano in genere proprio i secondogeniti o i bimbi che nascono successivamente.

A volte può accadere che il parto si svolga molto rapidamente dopo che il travaglio è stato indotto, ma questi casi non rientrano nella fisiologia poiché sono il risultato di una reazione anomala alle prostaglandine usate per l’induzione. Il vero parto precipitoso è quello che inizia spontaneamente e si conclude in tempo record senza alcun intervento medico o interferenza esterna.

“Il travaglio parte senza preavviso, non c’è alcun segnale, per cui la futura mamma viene colta di sorpresa”, continua Vianella Gnan. “Le contrazioni si susseguono molto intense e ravvicinate, in pochissimo tempo – mezz’ora o quarantacinque minuti – la futura mamma sente il bisogno di spingere e il bimbo viene al mondo”.

Una nascita tanto veloce presenta dei rischi per mamma e bambino? “No, quando il parto procede così rapidamente è perché i tessuti della donna sono particolarmente morbidi per cui difficilmente si verificano lacerazioni”, risponde l’ostetrica. “L’importante è che la donna sia libera di assumere le posizioni che desidera e possa assecondare le proprie sensazioni spingendo quando ne sente la necessità”.

Che cosa fare, dunque, se ci si rende conto che il bimbo ha troppa fretta di abbracciare la sua mamma? Se l’ospedale è lontano da casa o se il travaglio precipitoso è partito nell’ora di punta per cui difficilmente si riuscirebbe a raggiungere il punto nascita, meglio evitare di muoversi in auto e chiamare l’ambulanza. “Prima di far salire la donna sull’ambulanza, il personale del 118  verifica che la testolina non sia già incoronata (e quindi visibile) per valutare se il trasferimento in ospedale è possibile o se, ormai, è necessario attendere che il bimbo nasca”, spiega Vianella Gnan. “Se il bebè viene alla luce in casa viene asciugato e posato sul petto della mamma e poi la coppia viene portata in ospedale per la conclusione del parto. In questi casi l’espulsione della placenta può avvenire anche un’ora o un’ora e mezza dopo”.

E se invece il piccolo sorprende tutti nascendo in auto o in casa, con la sola assistenza del futuro papà? “È importante non tagliare il cordone ombelicale, ma asciugare il piccolo e posarlo sul petto della mamma con una copertina che lo tenga ben caldo”, sottolinea l’esperta. “Nient’altro. Non clampare subito il cordone è sempre consigliato, ma ancor più in questa situazione in cui il bimbo non ha avuto il tempo di prepararsi a nascere (anche lui è stato colto alla sprovvista, come la sua mamma) e nei primi secondi fuori dal pancione potrebbe aver bisogno di aiuto per l’ossigenazione: il cordone ombelicale per alcuni minuti continua a pulsare e garantisce al piccolo l’ossigeno necessario”.

Quando il bimbo nasce così in fretta, la mamma viene travolta dagli eventi e non ha il tempo di prepararsi all’incontro con il suo piccino. “Spesso serve un po’ più di tempo per il ‘riconoscimento’ , per realizzare che quel piccolino che è nato è il bambino che per nove mesi è stato nella nostra pancia”, spiega l’ostetrica. “Anche per il bebè tutto accade molto velocemente, prima era tranquillo nel suo nido e poi all’improvviso eccolo catapultato in un mondo sconosciuto. “Ecco perché per entrambi è davvero importante poter restare insieme subito dopo la nascita, tranquilli e al riparo da interferenze esterne, insieme al neopapà”.

di Giorgia Cozza

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