Test di gravidanza, istruzioni per l’uso. Come farlo nel modo corretto

02 luglio 2019

Test di gravidanza, istruzioni per l’uso

Hai qualche giorno di ritardo sul ciclo, magari qualche sintomo sospetto? Oppure stai cercando un bimbo e sei impaziente di sapere se l’ultimo tentativo è andato in porto? Per risolvere la questione, al di là di ogni dubbio, è necessario fare un test di gravidanza

Test di gravidanza, istruzioni per l’uso

In farmacia, senza obbligo di ricetta, puoi acquistare gli stick fai da te che misurano la concentrazione nelle urine della gonadotropina corionica umana (hCG), un ormone rilasciato nell’organismo materno dall’embrione a partire dal momento in cui si annida nella parete dell’utero e la gravidanza prende effettivamente il via. “L’affidabilità di questi dispositivi, se usati secondo le istruzioni, è del 97%”, dice Mario Fadin, ginecologo di Milano. Vediamo come si effettua nel modo corretto il test di gravidanza.

Come funziona lo stick fai da te?

Lo stick è un dispositivo di plastica di forma allungata, dotato di un’impugnatura e, all’estremità opposta, di una punta assorbente che di solito è protetta da un cappuccio. Per utilizzarlo bisogna rimuovere il cappuccio e immergere per qualche secondo la punta nel getto dell’urina, oppure nell’urina raccolta in un contenitore.

Il dispositivo contiene un anticorpo che reagisce alla presenza dell’hCG, rilevandone anche minime quantità. Se il test è positivo, cioè se c’è una gravidanza in corso, 3-5 minuti dopo l’immersione della punta una linea colorata compare all’interno di un’apposita finestrella. Alcuni stick hanno anche una finestrella di controllo dove compare una seconda striscia colorata che certifica la correttezza dell’esecuzione. Alcuni mostrano due o più strisce colorate a seconda della concentrazione dell’ormone nell’urina e, dunque, a seconda della settimana di gravidanza in corso. “Ma si tratta di un’approssimazione scarsamente affidabile”, avverte Mario Fadin.

Attenzione, però: se si attende più di 5 minuti dopo l’utilizzo dello stick, la linea colorata che annuncia esito positivo potrebbe comparire anche se non c’è alcuna gravidanza. La lettura, quindi, va effettuata entro i tempi previsti dalle istruzioni, poi lo stick può essere gettato via perché non fornisce più informazioni attendibili.

Quando si può fare?

A partire da quale giorno del ciclo ha senso fare il test di gravidanza? “I prodotti oggi in commercio sono estremamente sensibili e si possono utilizzare già quattro giorni prima della data in cui sarebbe previsto l’inizio delle mestruazioni”, risponde il ginecologo. “Ma raggiungono la massima affidabilità se usati il primo giorno della mancata mestruazione, dal momento che nelle prime settimane di attesa la concentrazione dell’hCG nell’organismo della donna aumenta continuamente, raddoppiando ogni 48-72 ore”.

Poiché le prime urine al mattino sono più concentrate, se si decide di usare il test di gravidanza prima della data prevista delle mestruazioni, quando la concentrazione dell’ormone è ancora bassa, conviene utilizzare le urine del mattino. Nei giorni successivi, il test può essere fatto a qualunque ora del giorno. “Meglio, però, evitare di bere molto nelle ore precedenti, perché le urine potrebbero risultare troppo diluite”, spiega Fadin. “In caso di cistite, se l’urina contiene proteine o sangue, il risultato del test di gravidanza potrebbe essere un falso positivo”.

CicloUn appuntamento da monitorare

Test di gravidanza: sugli scaffali della farmacia

Un test di gravidanza in farmacia costa in media 7-10 euro se la confezione contiene un singolo stick, 20-25 euro se la confezione è da due stick. “Spesso si trova in confezioni da due, non perché sia necessario ripeterlo due volte, ma per motivi commerciali”, dice il ginecologo. “È effettivamente meglio ripeterlo a distanza di una settimana dal primo tentativo quando il risultato del primo è negativo ma le mestruazioni continuano a tardare, oppure se il primo tentativo è stato fatto prima della data prevista delle mestruazioni e ha dato esito negativo o, ancora, se per qualche ragione l’esito era confuso”.

Attenzione: i test di gravidanza hanno una data di scadenza che deve essere considerata scrupolosamente. Quelli scaduti non sono più attendibili e possono dare risultati falsi negativi. Meglio, quindi, non tenerne da parte in casa, ma acquistarne uno al momento del bisogno.

Test ematico: in quali casi si esegue?

In alternativa al test sulle urine, la gonadotropina corionica umana può essere dosata sul sangue. Per effettuare il test ematico di gravidanza bisogna rivolgersi a un ambulatorio di diagnostica, al costo del ticket con la prescrizione del medico di famiglia, se l’ambulatorio è pubblico o convenzionato.

“L’esame sul sangue è più precoce rispetto a quello sulle urine”, spiega il ginecologo. “Può dare esito positivo già sette giorni prima della data prevista per l’avvio delle mestruazioni. Di solito, viene prescritto in caso di fecondazione assistita, per verificare in tempi brevi la riuscita dell’impianto dell’embrione, oppure quando c’è un dubbio diagnostico, per esempio se il test sulle urine ha dato esito positivo ma l’embrione non risulta visibile all’ecografia”.

Il test ematico non fornisce solo una risposta positiva o negativa, ma misura la concentrazione della porzione beta dell’hCG. In caso di dubbio diagnostico, il medico prescrive due esami a distanza di 48 ore uno dall’altro, per valutare l’accrescimento della concentrazione. “Se il valore raddoppia, la gravidanza è evolutiva, cioè progredisce normalmente”, dice Fadin. “Se aumenta ma non raddoppia in 48-72 ore, potrebbe trattarsi di una gravidanza ectopica, cioè l’embrione potrebbe avere attecchito in una posizione diversa dalla mucosa dell’utero, per esempio in una tuba. Se la concentrazione decresce nel tempo, è segno che l’evoluzione della gravidanza si è interrotta”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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