Procreazione assistita: non espone i bimbi a maggior rischio di cancro
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20 febbraio 2019

Procreazione assistita: non espone i bimbi a maggior rischio di cancro

Un nuovo studio, che ha coinvolto migliaia di bambini, rassicura i futuri genitori

Procreazione assistita: non espone i bimbi a maggior rischio di cancro

Uno dei dubbi che hanno sempre assillato i genitori di bambini nati con procreazione assistita è: mio figlio ha maggiori probabilità di sviluppare una neoplasia, rispetto a quelli concepiti naturalmente? Ora a dare risposta a questo quesito è un importante studio, il più grande al mondo finora, pubblicato su “Human Reproduction”, uno dei tre maggiori giornali al mondo specializzati nella biologia della riproduzione.

Uno studio a lungo termine

Lo studio, la cui autrice principale è Flora van Leeuwen, Responsabile del Dipartimento di Epidemiologia del Netherlands Cancer Insititute di Amsterdam, si è svolto in un arco di tempo molto ampio – 21 anni – e ha coinvolto 47.690 bambini: alcuni concepiti con Procreazione Medicalmente Assistita (24.269), altri naturalmente (13.761) e altri ancora (9.660) concepiti naturalmente ma da donne infertili, che hanno quindi fatto uso di farmaci per la fertilità, come quelli per la stimolazione ovarica. Le conclusioni sono rassicuranti: non si è registrato alcun rischio aumentato di cancro nei bambini nati con fertilizzazione in vitro (IVF), mentre un aumento lievissimo, non significativo statisticamente, è stato rilevato nei nati da embrioni congelati e da ICSI,  tecnica che consiste nell’iniezione di un singolo spermatozoo dentro un ovocita (attualmente la più diffusa in Italia).

Procreazione assistitaAumentano le coppie che si rivolgono ai centri di Pma

Una ricerca che rassicura i futuri genitori

Un risultato che non sorprende gli addetti ai lavori. “I timori riguardanti un aumentato rischio di neoplasie fra i nati tramite procreazione assistita rappresentano un allarme che periodicamente si riaccende e puntualmente viene smentito”, afferma il professor Edgardo Somigliana, Responsabile dell’Unità di PMA del Policlinico di Milano. “In realtà, si tratta di una paura non fondata razionalmente: quest’ultimo studio si aggiunge a numerosi altri che lo dimostrano”. Qual è quindi il suo messaggio per quelle coppie che hanno già sperimentato la PMA o si accingono a farlo in questo momento? “Sicuramente è un invito a stare tranquilli”, dice lo specialista. “I bambini nati con queste tecniche non sono esposti a un aumento di rischio. Occorreranno ovviamente altri anni e altri studi per una risposta definitiva, ma i dati tranquillizzanti fin qui ottenuti ci dicono che questo rischio, se anche esistesse, sarebbe talmente basso da non costituire certamente un buon motivo per rinunciare a cercare di intraprendere una gravidanza”.

Procreazione assistita: e che ne è dei rischi per la mamma?

Benché temuto, l’aumento del rischio di tumore alla mammella ipotizzato in relazione a stimolazione ovarica, non sussiste. “Più sfumati i dati su quello all’ovaio, per fattori confondenti che inficiano l’interpretazione, visto che alcune cause di infertilità – come l’endometriosi e le infezioni pelviche – aumentano il rischio, mentre gravidanza e assunzione della pillola sono protettive”, precisa Somigliana.

 

di Francesca Mascheroni

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