Malformazioni neonatali: acido folico contro la spina bifida

25 ottobre 2019

Malformazioni neonatali: acido folico contro la spina bifida

Grazie a un’iniziativa della Società Italiana di Neonatologia (SIN), l’Italia è in prima linea in Europa per la proposta di una legge che renda obbligatoria la fortificazione degli alimenti con acido folico

Malformazioni neonatali: acido folico contro la spina bifida

Oggi l’apporto di acido folico raccomandato per la popolazione generale e per una donna in età fertile è pari a 0,4 milligrammi al giorno. A partire da due mesi prima del concepimento e fino al terzo mese di gravidanza, secondo le più recenti indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e il Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria dei Difetti Congeniti. Una sua carenza aumenta il rischio di malformazioni, in particolare difetti della chiusura del tubo neurale. 

“È fondamentale garantire il giusto apporto di acido folico all’embrione sin dal concepimento”, afferma il Professor Fabio Mosca, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), che è intervenuto sul tema in occasione della Giornata Mondiale della Spina Bifida, che ricorre il 25 ottobre

“Purtroppo in Italia solo il 30% delle donne che intendono avere un bambino segue una profilassi volontaria corretta nel periodo pre-concezionale. È quindi indispensabile adottare una diversa strategia di profilassi delle malformazioni congenite. Che preveda l’assunzione continuativa di acido folico con gli alimenti, in modo da garantire livelli adeguati nelle importantissime prime fasi della gravidanza, quando inizia a formarsi il sistema nervoso”. Ecco perché, come ha spiegato Mosca, la SIN si farà promotrice, insieme agli altri soggetti interessati, di un Disegno di legge per rendere la fortificazione degli alimenti obbligatoria”.

Acido folico, un alleato in tavola

L’assunzione di alimenti fortificati con acido folico, come le farine di cereali, di cui è accertata e documentata la funzione di prevenzione della patologia, è stata introdotta per la prima volta nel 1998 negli Stati Uniti.

“Per contrastare la diffusione delle malformazioni e delle patologie legate ai Difetti del Tubo Neurale, un problema sottovalutato nel nostro Paese, serve innanzitutto collaborazione tra tutti i soggetti interessati alla salute della diade mamma-bambino: le società scientifiche, le istituzioni, le associazioni, gli operatori sanitari, ma anche i produttori di alimenti adatti alla fortificazione con acido folico”, continua il Professor Mosca.

Malformazioni neonatali: combattiamole così

In Italia 6 neonati su 10.000 nascono con un Difetto del Tubo Neurale (DTN). Una patologia che produce malformazioni congenite di diverso grado (più o meno gravi) come la spina bifida (nel 50% dei casi), l’anencefalia e l’encefalocele. Queste malformazioni possono essere incompatibili con la vita già in epoca neonatale. O estremamente invalidanti con esiti cognitivi e neuro-motori: alterazioni del controllo degli sfinteri, manifestazioni epilettiche, difetti del tono muscolare e neurosensoriali, paralisi cerebrale.

Il percorso di cura in epoca neonatale e nelle età successive è lungo e complesso, sia per le famiglie, che pagano un prezzo sociale ed emozionale molto alto, sia per il Servizio Sanitario Nazionale, richiedendo cure complesse, con importanti costi assistenziali. L’incidenza dei DTN potrebbe essere ridotta fino al 70% con l’assunzione di acido folico attraverso alimenti fortificati, in particolare le farine di cereali, che normalmente sono ampiamente consumate.

di Elisabetta Zocchi

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