Esami preconcezionali: quali sono e quando farli

15 gennaio 2019

Gli esami preconcezionali, prima della gravidanza

Gli esami preconcezionali, prima della gravidanza

Quando per la coppia che decide arriva il momento di pensare a un bambino, bisogna innanzitutto fare degli esami preconcezionali.

La visita ginecologica preconcezionale

Il primo passo da compiere è fissare un colloquio informativo e una visita di controllo dal proprio specialista di fiducia, per valutare le condizioni di salute generali della donna, la sua storia medica e quella del partner e delle rispettive famiglie. La cosiddetta visita ginecologica preconcezionale , di solito accompagnata da un’ecografia pelvica, serve tra l’altro a escludere potenziali ostacoli al concepimento o al sereno svolgimento della gravidanza, come un fibroma di grosse dimensioni. È consigliabile effettuare anche il Pap test, se è passato più di un anno dall’ultima volta che è stato fatto e un tampone vaginale per la ricerca della clamidia, un’infezione batterica spesso asintomatica che può compromettere la fertilità femminile e che, a gestazione avviata, comporta un aumentato rischio di interruzione spontanea di gravidanza.

Se la donna è affetta da malattie croniche come per esempio il diabete o l’ipertensione, è questa l’occasione per parlarne con il medico, che può rivedere eventuali terapie farmacologiche in atto, scegliendo medicinali innocui nell’attesa e predisporre un programma di controlli per gestire la gravidanza in modo tale da minimizzare rischi e disagi per la mamma e per il nascituro.

Il colloquio permette inoltre alla donna di esporre dubbi e di essere informata sullo stile di vita più consono all’attesa di un bimbo, sull’opportunità di rinunciare al fumo, non bere alcolici e controllare l’aumento di peso. Infine, il ginecologo prescrive alla futura mamma alcuni esami e l’assunzione quotidiana di una dose da 0,4 mg di acido folico per la prevenzione dei difetti del tubo neurale e altre malformazioni fetali.

L’acido folico va preso per almeno un mese prima del concepimento e in seguito per tutto il primo trimestre.

Infezioni pericolose: rosolia e toxoplasmosi

Sono pochi e ben mirati gli esami raccomandati in epoca preconcezionale dalle Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). In primo luogo, sono quelli utili per accertare la suscettibilità della donna a due infezioni potenzialmente pericolose durante l’attesa: rosolia e toxoplasmosi.

Il Rubeo test

Il rubeo test consiste nel dosaggio degli anticorpi anti-rosolia in un campione di sangue. Se la donna risulta sensibile all’infezione, è consigliabile che si vaccini per non correre il rischio di ammalarsi in gravidanza. Poiché il vaccino contiene virus attenuati ma vivi, prima di cercare un bambino è necessario attendere almeno un mese dalla somministrazione.

Il toxo test

Analogamente, il toxo test permette di stabilire se la donna è immune o a rischio di toxoplasmosi, infezione provocata da un microscopico parassita che in gravidanza può provocare aborto spontaneo o malformazioni nel feto. A differenza della rosolia, per la toxoplasmosi non esiste un vaccino, ma la donna che risulta suscettibile può mettere in atto una serie di accortezze per evitare il rischio di infezione: rinunciare a mangiare carne cruda o poco cotta, lavare accuratamente frutta e verdura con acqua corrente e non toccare la lettiera o le feci del gatto, potenziale portatore del parassita.

Esami preconcezionali in più: beta-talassemia, anemia falciforme

Altri esami preconcezionali del sangue consigliati in epoca preconcezionale sono quelli per lo screening delle emoglobinopatie più diffuse nel nostro Paese, la beta-talassemia e l’anemia falciforme, alterazioni della struttura e della funzionalità dei globuli rossi che possono essere trasmesse per via ereditaria al bambino se entrambi i genitori sono ammalati o portatori sani.

Le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità raccomandano di sottoporre a esame emocromo-citometrico tutte le donne che progettano una gravidanza. Se dall’analisi risulta un valore dell’emoglobina corpuscolare media (MCH) inferiore a 27 picogrammi, bisogna approfondire la ricerca con un test specifico, il dosaggio delle emoglobine anomale. Nel caso la futura mamma risulti portatrice di una di queste patologie, occorre sottoporre anche il partner agli stessi esami preconcezionali per valutare il rischio di trasmissione ereditaria.

Infine, se non l’ha già fatto in precedenza, è necessario fare un esame che rilevi l’eventuale presenza di anticorpi materni che, durante la gravidanza, potrebbero attaccare e danneggiare i globuli rossi fetali.

Test di Coombs indiretto

Infine, prima dell’avvio della gravidanza la donna accerti il proprio gruppo sanguigno e si sottoponga al test di Coombs indiretto, un esame che rileva l’eventuale presenza di anticorpi materni che, durante la gravidanza, potrebbero attaccare e danneggiare i globuli rossi fetali.

Commenti