Contraccezione e gravidanza: 8 domande frequenti
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

25 febbraio 2019

Contraccezione e gravidanza: 8 domande frequenti

Timori per la futura fertilità, possibili errori nell’assunzione della pillola o nell’uso della spirale, ma anche le indicazioni per la ripresa dei metodi contraccettivi dopo il parto

Contraccezione e gravidanza: 8 domande frequenti

L’assunzione della pillola o l’uso della spirale possono in qualche modo condizionare il concepimento, quando la coppia deciderà di avere un figlio? E quando è consigliabile interrompere la contraccezione prima di intraprendere una gravidanza? Cerchiamo di rispondere ai dubbi più frequenti delle donne con l’aiuto di Anna Maria Paoletti, professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Cagliari, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari e membro del Consiglio direttivo della SIGO (Società Italiana Ginecologia e Ostetricia).

1. Tante donne temono che assumere la pillola per molti anni possa rendere più difficoltoso il concepimento: è così?

“Si tratta di una paura infondata”, rassicura l’esperta. “Il meccanismo della pillola, sia estroprogestinica sia progestinica, è quello di bloccare l’asse ipotalamo-ipofisario impedendo la maturazione della cellula uovo. Questo meccanismo si interrompe automaticamente nel momento in cui la pillola non viene più assunta. La maggior parte delle donne rimane incinta entro il primo anno dalla sospensione”.

2. Perché, a volte, si rimane incinta anche se si sta assumendo la pillola?

“Succede quando non è stata assunta in modo corretto. Molte donne, per esempio, dimenticano di prenderla anche per più di una volta in un mese, e questo ne compromette l’efficacia”, chiarisce la ginecologa. “Ma anche un episodio di vomito entro poche ore dall’assunzione può provocare un malassorbimento dell’anticoncezionale. O, ancora, si è assunto un farmaco – ad esempio, certi antibiotici, peraltro non di uso comune – che ne ha ridotto l’assorbimento. Il consiglio, in questi casi, è di associare alla pillola l’utilizzo del preservativo, fino alla fine della confezione e anche durante il periodo di sospensione”.

3. Quando si pianifica una gravidanza, conviene sospendere l’assunzione della pillola un po’ di tempo prima?

“Non è necessario. L’unica raccomandazione è quella di assumere un’integrazione di acido folico – vitamina B9 – almeno tre mesi prima rispetto a quando si pensa di intraprendere la gravidanza. La carenza di questa sostanza potrebbe causare difetti del tubo neurale del bambino”.

4. Dopo il parto, quando si può ricominciare a prendere la pillola?

“Nei mesi successivi alla nascita del bambino, si verifica un aumento piuttosto importante del rischio trombo-embolico: per questo motivo, il consiglio è di aspettare almeno sei mesi prima di ricominciare ad assumere la pillola estroprogestinica”, dice l’esperta. “Se invece la pillola è solo progestinica, cioè non contiene estrogeni, si può riprendere 30-40 giorni dopo il parto, anche nel caso in cui la donna abbia deciso di allattare al seno”.

5. L’aver utilizzato per anni la spirale può rendere più difficoltoso l’impianto dell’ovulo?

“No. Il meccanismo di azione dei dispositivi intrauterini è quello di alterare l’ambiente vaginale, cervicale ed endometriale in modo da contrastare la risalita e la sopravvivenza degli spermatozoi. Una volta che il dispositivo viene rimosso, questo tipo di azione cessa”.

6. Perché a volte si rimane incinta mentre si usa la spirale?

“La spirale viene posizionata dal ginecologo e non richiede alcuna gestione da parte della donna, quindi le percentuali di gravidanza intrapresa durante l’utilizzo di questo contraccettivo sono veramente molto basse”, rassicura l’esperta. “Se dovesse capitare, può dipendere dal fatto che il dispositivo si sia spostato. Per evitare questo inconveniente, il consiglio è di controllare periodicamente che il filo della spirale, che sporge leggermente in vagina, sia ben posizionato”.

7. È meglio lasciar passare un certo periodo tra la rimozione della spirale e il concepimento? Occorrono esami di controllo?

“Il suggerimento è di aspettare la seconda mestruazione, in modo da avere la certezza che l’endometrio sia tornato in condizioni favorevoli per l’impianto dell’ovulo”, spiega la ginecologa. “Se non si sono avuti problemi particolari, e in assenza di sintomi specifici, l’impiego di questo tipo di contraccettivo non rende di per sé necessario alcun esame”.

8. Contraccezione dopo il parto: quando si può inserire nuovamente la spirale?

“In genere, si consiglia di aspettare due o tre settimane, in quanto le contrazioni dell’utero, le naturali perdite di sangue del dopo parto, dette ‘lochiazioni’, e la dilatazione del collo dell’utero potrebbero aumentare il rischio di spostamenti. Una volta che la situazione è tornata alla nomalità, il dispositivo può essere rimesso senza problemi”.

di Francesca Mascheroni

Dopo il partoScegli il metodo contraccettivo adatto a te

Commenti