Acido folico: assumerlo prima del concepimento è fondamentale
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08 aprile 2019

Acido folico: assumerlo prima del concepimento è fondamentale

Protegge il bambino da serie malformazioni, ma solo un terzo delle future mamme segue una corretta prevenzione. Così, dagli Stati Uniti, arriva l’indicazione di fortificare alcuni alimenti con questa sostanza

Acido folico: assumerlo prima del concepimento è fondamentale

Oggi sono molte le donne che hanno sentito parlare dell’importanza di integrare l’acido folico durante l’attesa. Ancora troppo poche, però, sono a conoscenza del fatto che è fondamentale che l’assunzione di questa sostanza avvenga almeno un mese prima del concepimento, se si pianifica una gravidanza. E, comunque, visto che non tutte le gravidanze sono programmate, le linee guida aggiornate in materia raccomandano l’integrazione di acido folico a tutte le donne in età fertile che non escludano una gravidanza. Solo così, infatti, è possibile evitare fino al 70% delle malformazioni neonatali legate a difetti del tubo neurale.

Serve a prevenire gravi anomalie congenite

“Se la futura mamma inizia ad assumere acido folico solo dopo che si è accorta di essere rimasta incinta, la fase delle prime divisioni cellulari, che portano alla formazione del tubo neurale è ormai terminata”, spiega il professor Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN). “Questo significa che le eventuali alterazioni che si possono determinare quando il livello di questa sostanza è basso non possono essere più evitate”.

“Tra le più importanti e frequenti anomalie congenite del sistema nervoso centrale, che si creano durante lo sviluppo dell’embrione per alterazioni della chiusura del tubo neurale, vi sono la spina bifida, cioè la mancata chiusura della spina dorsale, con alterazioni del midollo spinale, l’anencefalia – incompleto sviluppo del cervello – e l’encefalocele, ovvero un’erniazione di tessuto cerebrale e meningeo”, afferma il professor Domenico Arduini, ginecologo, presidente del Comitato Scientifico di ASM, l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni.

L’integrazione di acido folico è sempre necessaria

Ma cos’è esattamente l’acido folico? E non è possibile garantirsene il fabbisogno attraverso l’alimentazione? “L’acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B”, spiega Domenico Arduini. “Si trova in alimenti quali il fegato, le verdure a foglia verde, i carciofi, i legumi, i broccoli, i cavoli, le arance e i mandarini. La sola alimentazione, tuttavia, non è sufficiente, per vari motivi: una parte di acido folico, ad esempio, si può disperdere durante la cottura e ci sono interferenze da parte di altri alimenti. Inoltre, il metabolismo di questa sostanza può essere ridotto dall’assunzione di alcol – in ogni caso bandito in gravidanza – e di alcuni farmaci.

È necessario, quindi, ricorrere a un integratore, rimborsato dal Servizio sanitario nazionale (dietro prescrizione medica). La dose raccomandata, in linea generale, è di 400 microgrammi al giorno (al massimo 500). Il dosaggio va rimodulato in casi particolari, come una gravidanza gemellare oppure precedenti gravidanze in cui si sono riscontrati difetti del tubo neurale o, ancora, donne in terapia con farmaci antagonisti dell’acido folico. L’assunzione andrebbe iniziata almeno un mese – meglio due – prima del concepimento e poi, in ogni caso, continuata per tutta la gravidanza”. Secondo studi recenti, inoltre, sarebbe utile anche per l’uomo una supplementazione di acido folico per diminuire il rischio di malformazioni del bambino.

Acido folicoGli alimenti che lo contengono

Più informazione o alimenti fortificati?

Attualmente, però, solo il 30-40% delle donne fa la prevenzione giusta, segno che non c’è ancora una conoscenza sufficiente di questa strategia preventiva. “Le opzioni, a questo punto, sono due: mettere in atto una campagna di informazione capillare, in grado di raggiungere le circa 450mila donne che ogni anno, in Italia, decidono di mettere al mondo un figlio oppure seguire l’esempio degli Stati Uniti, dove già dal 1998 si è imposto per legge alle industrie alimentari di fortificare con l’acido folico alcuni alimenti, in particolare quelli a base di cereali”, afferma il professor Mosca.

“Dopo 15 anni di questa politica, si è visto che il tasso di malformazioni del tubo neurale si è ridotto del 35%, con quasi 1500 casi in meno di questo tipo di patologie. Anche in Italia sarebbe auspicabile un’azione di profilassi di questo tipo. La SIN è da anni impegnata su questo fronte, sia per raggiungere con campagne di informazione più donne e famiglie possibile, sia per sensibilizzare il ministero della Sanità su questa problematica”.

 

di Francesca Mascheroni

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