Aborto spontaneo, come superare il trauma - Dolce Attesa

14 gennaio 2011

Aborto spontaneo, come superare il trauma

Aborto spontaneo, come superare il trauma

Perdere un bambino è sicuramente una vicenda molto triste nella vita di una coppia e, soprattutto nei primi tempi, lascia un senso di vuoto che sembra impossibile superare.  È importante prendersi tutto il tempo necessario per rielaborare il lutto che si è vissuto, senza farsi fretta e senza pretendere di cancellarlo dalla propria memoria.
Molti genitori cercano un altro figlio al più presto, per colmare il vuoto e soddisfare il bisogno fisico di tenere in braccio una nuova creatura. Ma se le due esperienze sono troppo ravvicinate, la mamma rischia di provare ancora troppo intensamente il dolore della perdita: la conseguenza è che o si sente in colpa perché crede di dimenticare o rinnegare in questo modo il precedente bambino o, per scaramanzia, vive la gravidanza con minore partecipazione, con distacco, nella paura di affezionarsi al nuovo piccolo. Ci sono donne che non si toccano la pancia o non guardano il monitor quando fanno l’ecografia, che non preparano nulla per il nascituro, nemmeno il fiocco; molte mamme stanno assai peggio quando si avvicinano alla settimana in cui si è verificata la perdita del bambino precedente, e spesso cercano in tutti i modi di anticipare la data del parto.

È invece molto importante concentrarsi sull’unicità di quel che si sta vivendo, coltivare il legame col bambino giorno per giorno e non vivere la gravidanza come “in apnea”, in attesa della nascita.

Quanto sarebbe meglio aspettare, dunque, prima di riprovarci?

Ognuno ha i suoi tempi, ma in genere almeno sei-dodici mesi sono necessari. Il momento “giusto” può essere quando sentiamo che la voglia di amare è più forte della paura, quando la sofferenza si è trasformata in qualcosa di caro da ricordare e pensiamo al piccolo scomparso con tenerezza, dolcezza e non più solo con dolore, consapevoli che non ruberemo niente se ameremo anche un altro bambino.

In questa fase di lutto, ma anche successivamente, è fondamentale non chiudersi in se stesse. Tante donne tendono a tacere l’esperienza vissuta come se fosse qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi. Invece, è indispensabile informare le persone che ci seguiranno nella nuova gravidanza di quel che è successo, non solo per gli opportuni accertamenti medici, ma anche per avere un adeguato sostegno psicologico. L’ideale sarebbe confrontarsi con chi ha già vissuto la stessa esperienza, in modo da poter esternare liberamente i propri sentimenti e le proprie paure. Infine, nel corso della nuova gravidanza è molto importante coinvolgere il papà nel legame con il nuovo bambino, lavorando sul rapporto madre -padre-bambino e sul recupero di un contatto pieno e profondo con il nascituro: esistono tecniche di bonding (che significa proprio “legame”) che i genitori possono facilmente imparare dagli educatori prenatali e che, attraverso semplici esercizi, consolidano la relazione col bebè e allentano lo stress dovuto alla paura di perdere anche questo bambino.

Link Utili
L’Associazione CiaoLapo Onlus fornisce sostegno psicologico ai genitori che hanno perso un figlio

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