Come migilorare la fertilità femminile? I 10 consigli per tutte

08 novembre 2016

10 regole per preservare la fertilità

Dall'età ideale per concepire allo stile di vita, dal rischio infezioni all’alimentazione, ecco quali sono e come rimuovere i fattori che possono ostacolare il sogno di avere un bebè

10 regole per preservare la fertilità

La denatalità in Italia sembra un fenomeno inarrestabile: lo scorso anno si sono registrate 15mila nascite in meno rispetto al 2014: mai così poche dal 1861, anno dell’Unità. La media di figli per donna, inoltre, è tra le più basse in Europa (1,35). Alle cause economiche e sociali si aggiunge un altro fatto: un quinto delle coppie ha problemi di fertilità. Che cosa si può fare per proteggerla? Come si può migliorare la fertilità? E quale aiuto può fornire la scienza qualora non si riesca a concepire naturalmente?

Migliorare la fertilità maschileScopri come

“È importante che le donne sappiano quali sono i fattori che possono mettere a rischio la fertilità”, dice Alessandra Vucetich, membro del consiglio direttivo dell’Associazione PRO-FERT (Società italiana di conservazione della fertilità), e dell’Associazione Cecos. “È essenziale, inoltre, che siano messe al corrente dei progressi fatti della scienza per preservare la fertilità anche in caso di malattie gravi insorte in età giovanile”. L’associazione PRO-FERT ha messo a punto un decalogo per prevenire l’infertilità femminile e aumentare la possibilità di concepire in modo naturale.

1. Cerca di concepire in giovane età

“Il fattore età è il più importante”, dice Alessandra Vucetich. “Le giovani donne dovrebbero saperlo e fare un planning della loro vita che tenga conto del fatto che fino ai 35 anni è relativamente facile concepire, mentre dopo i 40 le probabilità calano drammaticamente anche ricorrendo alle tecniche di fecondazione assistita”.

Ogni donna, infatti, possiede una determinata riserva ovarica (composta da un certo numero di follicoli, piccole strutture che si trovano nelle ovaie che, maturando, portano alla formazione delle cellule uovo) da cui dipende la capacità delle ovaie di produrre ovociti maturi, pronti per la fecondazione. Questo patrimonio varia da persona a persona e va esaurendosi nel tempo. Alcuni fattori (ad esempio le sostanze tossiche, i farmaci o pregressi interventi chirurgici), inoltre, possono ridurlo o accelerarne il consumo.

Nel proprio progetto di vita è bene tener conto di questi aspetti e del fatto che, compiuti i 35 anni, la fertilità si riduce del 10% ogni anno. È utile considerare, inoltre, che da quando si decide di avere un bambino occorrono in media sei mesi per riuscire a concepire. Ciò vale, però, solo per il 70% delle coppie. C’è un 15% che necessita in media di un anno di tempo e un altro 15% che ha problemi di sterilità (dovuti nella metà dei casi alla donna e nell’altra metà all’uomo): in quest’ultima eventualità è determinante non aver rimandato troppo la ricerca del bambino così da poter ricorrere per tempo a un eventuale aiuto esterno.

2 . Proteggiti dalle infezioni

Alcune infezioni a trasmissione sessuale, come ad esempio la Clamidia o la gonorrea, possono mettere a rischio la fertilità in quanto possono contribuire all’insorgenza della PID (pelvic inflammatory disease o malattia infiammatoria pelvica) che, in un 10-15% dei casi, può compromettere l’endometrio e danneggiare le tube di Falloppio. Per scongiurarle, e migliorare così la fertilità, è bene innanzitutto proteggersi durante i rapporti con i metodi barriera (preservativo). “Comportamenti corretti preservano non solo dall’ormai noto rischio di Hiv, ma anche da infezioni subdole (in quanto spesso asintomatiche) come quelle causate appunto da Clamidia, dai micoplasmi urogenitali, oltre che da sifilide e gonorrea (malattie meno diffuse alle nostre latitudini)”, dice Alessandra Vucetich. “Se si soffre di disturbi recidivanti dell’apparato genitale (anche semplicemente infezioni da candida) è bene non sottovalutarle e sottoporsi a una visita specialistica. Può capitare, infatti, che da un’indagine più approfondita emerga la presenza del micoplasma o di un altro agente patogeno che può mettere a rischio la fertilità”.

3. Segnala al ginecologo questi sintomi

Informa il tuo ginecologo della presenza di eventuali sintomi, quali dolori pelvici cronici o mestruazioni dolorose, e segnala eventuali aborti spontanei o la presenza di fibromi, che possono in alcuni casi interferire con la capacità di concepire. Riferisci, inoltre, eventuali patologie croniche (come diabete, epilessia, ipertensione, asma, malattie reumatiche o della tiroide) che vanno monitorate attentamente in vista di una gravidanza futura.

4. Evita fumo e alcol

Fai attenzione al fumo, all’alcol in eccesso e ad altre sostanze potenzialmente nocive per la fertilità. “Ormai disponiamo di molti dati che confermano come il fumo incida negativamente sulla funzionalità dell’ovaio”, dice Alessandra Vucetich. Le donne che fumano impiegano in media più tempo per concepire. Lo stesso vale per quante consumano alcolici in quantità eccessive. Troppo alcol, inoltre, interferisce con la maturazione dei follicoli e nuoce alla riserva ovarica.

Stop al fumoEcco perché

5. Fai attività fisica, ma senza eccedere

Fare sport regolarmente migliora lo stato di salute dell’organismo e aiuta quindi a migliorare la fertilità. L’attività fisica estrema, invece, può rivelarsi controproducente e incidere negativamente sulla fertilità. “Oggi si tende a praticare sport a volte con eccessivo impegno, cosa che può portare a un consumo eccessivo dei depositi di grasso utili alla funzionalità dell’ovaio”, spiega Alessandra Vucetich. “È bene ricordare, al riguardo, che un po’ di adipe sul sedere e sulle cosce è fisiologico nella donna. Ha una sua funzione e non va eliminato a tutti i costi”.

6. Mantieni un peso nella norma

Anche obesità ed eccessiva magrezza possono essere causa di infertilità. Un peso fuori dalla norma può essere associato a disfunzioni del ciclo mestruale o ad amenorrea (assenza di ciclo). Talvolta è sufficiente tornare al proprio peso forma per migliorare la situazione.
Arrivare al concepimento con un peso nella norma è importante anche per ridurre il rischio di patologie tipiche della gravidanza, come ad esempio la preeclampsia e il diabete gestazionale.

Peso e concepimentoCosa sapere

7. Scegli cibi sani e con effetti antiossidanti

Un’alimentazione controllata e ricca di antiossidanti migliora la qualità degli spermatozoi e degli ovociti e contribuisce a proteggere la fertilità. L’ideale è seguire la dieta mediterranea: mangiare tanta frutta e verdura, cereali e legumi, pesce, pochi zuccheri e pochi cibi grassi. Puntare, inoltre, su alimenti di qualità, che non prevedano il ricorso eccessivo a pesticidi o additivi nella fase di produzione e che siano ben conservati.

8. Proteggiti dalle sostanze inquinanti

Pesticidi e altri agenti chimici, radiazioni e campi elettromagnetici possono mettere a rischio la fertilità. Se svolgi un lavoro a stretto contatto con queste sostanze, quindi, adotta le giuste precauzioni. Anche linquinamento ambientale può influire sulla capacità di concepire. Si sa, ad esempio, che sull’aumento dell’infertilità maschile incidono i cosiddetti interferenti endocrini (ammorbidenti, detersivi, conservanti, disinfettanti, ecc.): sostanze disperse nell’ambiente, ad azione debolmente estrogenica che, sommate, possono influire negativamente sulla fertilità.

Fertilità maschileCosa sapere

 

9. Valuta la tua storia famigliare

Indaga se nella tua famiglia sono presenti casi di malattie genetiche (talassemia, fibrosi cistica, ecc…), di menopausa precoce, di aborti ricorrenti o infertilità. Tieni, quindi, informato il tuo ginecologo. In questi casi, è ancora più importante fare un planning della propria vita e non rimandare troppo il progetto di un figlio. Se non è possibile concepire in maniera naturale, infatti, così facendo si ha il tempo di avvalersi di un aiuto medico e di portare a termine con successo le gravidanze desiderate.

10. Se devi sottoporti a chemioterapia rivolgiti a un esperto di fertilità e tumori

Se hai la necessità di sottoporsi a cure antitumorali (o ad altri interventi che possono incidere sulla fertilità) non rinunciare all’idea della maternità. La scienza ha fatto molti progressi in questo campo. Può essere utile, quindi, contattare un esperto che si occupa di fertilità e tumori in modo da salvaguardare la tua capacità di concepire una volta guarita.
Quali sono le possibili strade? “Per la donna in età fertile la via consigliata è quella del congelamento degli ovociti o social freezing”, spiega Alessandra Vucetich. Le spese, per le donne che devono sottoporsi ai trattamenti oncologici, sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale. “Oggi le probabilità di portare a termine una gravidanza futura sono molto più numerose rispetto al passato. Bastano una decina di giorni, inoltre, per mettere al sicuro i propri ovociti e iniziare quindi il trattamento oncologico con un piccolo ritardo temporale che non incide sui risultati”, rassicura l’esperta. “Sul sito dell’associazione PRO-FERT è possibile trovare una lista dei centri di crioconservazione .

Social freezingScopri cos'è

“Se a dover affrontare la chemioterapia è una bambina, invece, si può tentare la strada del congelamento del tessuto ovarico, una tecnica ancora in via di sperimentazione”, continua l’esperta. “A quest’età, infatti, non è possibile sottoporsi a stimolazione ovarica, necessaria per la crioconservazione dei gameti, perché l’ovaio non è ancora maturo. Con un piccolo intervento, quindi, si asporta un pezzettino di tessuto ovarico che verrà trapiantato in sede una volta che la ragazzina sarà guarita. In questo modo, avrà la possibilità di avviare un gravidanza in maniera naturale o con l’aiuto delle tecnologie di fecondazione assistita”.

Di Michela Crippa

8 novembre 2016

 

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