Un aiuto in sala parto - Dolce Attesa
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02 febbraio 2015

Un aiuto in sala parto

Un aiuto in sala parto

Sono sempre più numerose, in Italia, le strutture che promuovono un aiuto in sala parto. La vecchia sala parto, efficiente ma poco accogliente, sta progressivamente cedendo il passo ad ambienti più familiari e intimi, che offrono alla donna tanta tranquillità e la possibilità di utilizzare alcuni ausili durante il travaglio e la fase espulsiva: grandi cuscini morbidi o palloni gonfiabili cui appoggiarsi, liane di stoffa per aggrapparsi e dondolare, un letto ampio e morbido per riposare o trovare la posizione più comoda. E poi lo sgabello olandese per spingere, una vasca per immergersi nell’acqua tiepida e alleviare l’intensità delle contrazioni, uno stereo per ascoltare musica rilassante. Li descriviamo di seguito:

LA LIANA

E’ una fascia di tessuto morbido ma resistente, appesa al sofftto della sala travaglio, che permette alla donna di aggrapparsi e sostenersi facendo forza con le braccia per allungare il dorso, spingere il bacino verso il basso accompagnando la discesa del bambino e dondolarsi. Il movimento ondulatorio è antalgico, aiuta cioè a controllare il dolore. La liana può rivelarsi particolarmente utile all’inizio della fase espulsiva.

PALLA E CUSCINI

Un pallone morbido, non troppo gonfio d’aria, coperto da un lenzuolo pulito perché la pelle della donna non sia a contatto con la superfcie di gomma. Oppure un grande cuscino, o una serie di cuscini più piccoli da sovrapporre fno a raggiungere l’altezza desiderata. Sono “attrezzi” semplici, ma molto utili in travaglio, perché permettono di assumere una posizione accovacciata inclinando il busto in avanti, appoggiandosi, cioè, con le braccia e se lo desidera anche con la testa e dondolando il bacino, in modo da affrontare più facilmente il dolore. Inoltre, la futura mamma può concentrarsi rivolgendo lo sguardo a terra e isolandosi dall’ambiente e dalle persone che la circondano.

LETTO MULTIFUNZIONALE

I lettini ginecologici, quelli che impongono alla donna la posizione litotomica, sono utili in caso di parto operativo per facilitare l’intervento del ginecologo, ma sono scomodi e inadatti alla nascita fisiologica. Tuttavia, il letto non è un arredo da scartare in sala parto. Durante la fase della dilatazione, tra una contrazione e l’altra, la futura mamma può distendersi su un fianco o rannicchiarsi su un letto morbido per riposare. Talvolta riesce anche a dormire per qualche minuto per recuperare le forze. Oggi nei punti nascita più attrezzati sono disponibili i cosiddetti letti multifunzionali: più larghi di un comune lettino da parto, si possono alzare e abbassare e offrono braccioli, cuscini e altri punti d’appoggio. All’occorrenza, la partoriente può anche inginocchiarsi o mettersi carponi durante la fase espulsiva. E, nell’eventualità di un intervento urgente da parte del personale sanitario, questi letti si trasformano nei tradizionali lettini ginecologici.

SGABELLO OLANDESE

È uno sgabellino basso, con o senza imbottitura, con la seduta a forma di ciambella. Permette di accovacciarsi durante la fase espulsiva e di dare alla luce il bimbo sfruttando la forza di gravità. Rimanere a lungo accovacciate senza alcun supporto può essere faticoso: con lo sgabello olandese la mamma ha un sostegno cui appoggiarsi per non stancarsi troppo. In mancanza di questo specifico strumento, può servire allo scopo anche un semplice sgabellino, di quelli bassi che utilizzano i bambini. Di solito, la donna alterna momenti in cui preferisce stare in piedi a momenti in cui si accovaccia sullo sgabello.

VASCA PER IL TRAVAGLIO

L’acqua tiepida attenua il dolore delle contrazioni e aiuta a rilassarsi. Sono ormai numerosi i centri nascita che offrono la possibilità di immergersi in vasca durante il travaglio. Quella adatta allo scopo deve essere possibilmente circolare e comunque abbastanza larga per consentire alla donna di cambiare posizione a suo piacimento, accovacciarsi, inginocchiarsi o distendersi quando ne ha voglia. Inoltre, deve essere fatta in modo da rendere agevole alla futura mamma entrare e uscire fuori. Il livello dell’acqua deve essere basso e la temperatura intorno ai 34-35 gradi. Non più fredda, altrimenti risulterebbe sgradevole, né più calda, altrimenti la vasodilatazione dovuta all’eccessivo calore potrebbe provocare un collasso.
In alcune strutture, è possibile dare alla luce il bimbo in acqua con l’assistenza di personale preparato, ma non è una procedura che si improvvisa.

NASCERE A SUON DI MUSICA

Quali che siano i gusti personali, la musica può aiutare la donna a trovare la giusta concentrazione, a modulare la respirazione e a sciogliere i muscoli contratti. Alcuni punti nascita sono attrezzati per dare alle future mamme la possibilità di ascoltare il proprio CD durante il parto, oppure offrono una scelta di brani rilassanti o suoni della natura. Altri consentono alla donna di portare con sé un piccolo stereo portatile, a patto di non dover dividere la sala travaglio con altre partorienti che preferiscono il silenzio.

CONCLUSIONI

Nella maggior parte dei casi, però, questi ausili non sono utilizzabili in presenza di una flebo, del cateterino per l’epidurale o della fascia per il monitoraggio continuo del battito fetale. Il loro impiego è limitato ai parti fisiologici, in assenza di complicazioni, quando le condizioni sono tali da consentire alla donna di muoversi e camminare liberamente senza vincoli fisici.

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