Le 10 domande più comuni sul travaglio
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09 luglio 2014

Tutto sul travaglio

Che cosa è concesso e che cosa è vietato fare quando si è in travaglio? E a quali controlli si verrà sottoposte una volta raggiunto l’ospedale? Ecco le risposte alle 10 domande più comuni

Tutto sul travaglio
  1. È necessario correre in ospedale appena cominciano le contrazioni?

    Da quando iniziano le prime doglie fino all’istante in cui il bebè nasce passano 12-16 ore. Per questo si consiglia di raggiungere l’ospedale quando le contrazioni durano un minuto e si manifestano a intervalli regolari di 5. Se le contazioni durano un minuto ma si è alla seconda gravidanza, meglio invece partire subito, indipendentemente dalla frequnza che intercorre tra l’una e l’altra. Naturalmente, se questa scelta fa sentire più tranquille, nulla vieta di recarsi in ospedale anche a travaglio appena iniziato.

  2.  È indispensabile fare il clistere?

    Di solito, nelle ore che precedono il travaglio la necessità di andare in bagno per liberare l’intestino si manifesta spontaneamente, un po’ come accade quando iniziano le mestruazioni. Per questo, a travaglio avviato non c’è bisogno di effettuare un clistere. A meno che non sia la donna a chiederlo, perché sente lo stimolo a scaricarsi, ma non ci riesce.

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  3. Il monitoraggio deve essere continuo?

    Per controllare il cuore del piccolo e verificare come procedono le doglie basta una cardiotocografia di circa mezz’ora: viene effettuata al momento del ricovero, applicando sul pancione due fasce collegate a un apparecchio che elabora un tracciato. Durante le ore successive l’esame viene ripetuto solo se c’è il sospetto che il battito cardiaco del piccolo (registrato ogni 15 minuti) non sia regolare e c’è il pericolo di una sofferenza fetale, oppure se il travaglio è lungo e difficile. Il monitoraggio continuo è invece previsto se la gravidanza è a rischio o se il parto è indotto con i farmaci.

    Monitoraggiocontinuo o intermittente?

  4. Si può bere qualcosa?

    Si può prendere qualche goccia d’acqua o inumidirsi le labbra con un cubetto di ghiaccio. Meglio non assumere, invece, grosse quantità di liquidi, che potrebbero indurre il vomito. Se bisogna effettuare un cesareo urgente occorre comunicare all’anestesista ciò che si è bevuto.

  5. È possibile mangiare se si sente un po’ di languore?

    Il parto richiede un notevole lavoro muscolare e a volte si avverte il bisogno di mangiare qualcosa per recuperare le forze. Meglio preferire alimenti facilmente digeribili ma energetici, come ad esempio un cucchiaino di miele o una fetta biscottata. Questi contengono zuccheri semplici che vengono bruciati subito dall’organismo. In caso di un cesareo urgente è opportuno comunicare al medico che si è mangiato.

  6. Si può cambiare posizione?

    Per affrontare le contrazioni si può assumere la posizione che si preferisce: c’è chi desidera stare sdraiata, chi si accuccia e chi si mette carponi. La scelta deve seguire le esigenze del momento.

  7. Le visite sono frequenti?

    Circa ogni 15 minuti l’ostetrica rileva il battito cardiaco del bimbo con lo stetoscopio doppler, un apparecchio che viene appoggiato sul pancione e riporta la frequenza su un display. Ogni due ore, invece, valuta l’andamento delle contrazioni, la dilatazione del collo dell’utero e la progressione della testa del piccolo nel canale del parto.

  8. E camminare?

    Se si sente questa necessità, è addirittura consigliabile farlo: stando in posizione eretta, si sfrutta maggiormente la forza di gravità e si facilita la discesa del piccolo nel canale da parto. Dopo la rottura della borsa delle acque, però, è meglio consultarsi prima con il ginecologo o con l’ostetrica: se la testa del piccolo è alta e non aderisce al collo dell’utero è preferibile stare sdraiate, finché non scende. Poi, ci si può muovere senza problemi.

  9. Ci si può lavare?

    Se la donna lo desidera, può fare una doccia, anche se ha già rotto la borsa delle acque. Il getto dell’acqua calda diretto sul corpo può risultare rilassante e aiutare ad affrontare meglio le contrazioni, perché elimina le tensioni muscolari. Per evitare cali di pressione, la temperatura dell’acqua non deve superare i 37 gradi.

  10. Si può chiedere un analgesico?

    Il corpo può compensare il dolore perché durante il travaglio produce endorfine, che fungono da antidolorifici naturali. Inoltre, se hai fatto un corso di preparazione al parto e hai appreso una tecnica di rilassamento, puoi riuscire a controllarlo. Se senti ugualmente che non ce la fai a tollerarlo, puoi chiedere un antispastico all’ostetrica. Rivolgiti all’ostetrica o al ginecologo ogni volta che vuoi essere rassicurata. Non temere di essere “invadente”: sapere come stanno le cose è un tuo diritto.

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