Travaglio di prova: è sempre sicuro per mamma e bebè?

14 gennaio 2020

Travaglio di prova: è sempre sicuro?

Sempre più spesso viene proposto alla futura mamma e i numeri parlano chiaro. Se ci sono le condizioni giuste per affrontarlo, 3 mamme su 4 riescono a evitare il secondo cesareo

Travaglio di prova: è sempre sicuro?

Dopo un primo cesareo, è possibile che la futura mamma desideri provare a partorire per via vaginale. O che si senta proporre dallo staff un travaglio di prova. È davvero sicuro? Non ci sono rischi per la mamma e per il suo bambino?

Una prova, spesso, di successo

“Si tratta, in realtà, di una condizione molto comune. Circa il 15% delle donne gravide che hanno già un figlio o più, si trovano nella stessa situazione”, spiega Fabio Parazzini, professore associato di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Università di Milano. “La vecchia regola “dopo un cesareo, sempre un cesareo” è stata riconsiderata negli ultimi anni. Molti studi hanno infatti mostrato che un parto vaginale dopo un taglio cesareo è fattibile e sicuro.

Oggi circa 3 donne su 4 che hanno nella loro storia un cesareo e affrontano un travaglio di prova, riescono a partorire per via vaginaleUna proporzione che può crescere fino a 8 su 10 se la donna ha già partorito per via vaginale (oltre che in modo chirurgico). E se il travaglio incomincia spontaneamente.

I vantaggi del travaglio di prova

Nel caso la mamma decidesse di provare a partorire per via vaginale e ci riuscisse, si sentirà meglio e tornerà in forma più velocemente. Rimarrà in ospedale meno giorni e tornerà alle attività quotidiane più rapidamente.

“Con il parto naturale, poi, si hanno maggiori probabilità di stabilire un contatto pelle a pelle con il bambino subito dopo la nascita e di allattare con successo”, sottolinea il ginecologo. “Infine si eviteranno i rischi di un intervento chirurgico (come, ad esempio, l’infezione della ferita). E aumenteranno le probabilità di un parto vaginale nelle gravidanze future nel caso si decidesse di cercare un terzo figlio”.

E gli svantaggi

Per contro, è opportuno ricordare anche gli svantaggi di questa opzione.

  • Una donna su quattro che inizia un travaglio di prova non partorirà per via vaginale, ma necessiterà di un taglio cesareo di emergenza.
  • Si ha una probabilità leggermente superiore di avere bisogno di una trasfusione di sangue rispetto alle donne che scelgono un cesareo.
  • La cicatrice sull’utero può separarsi o strapparsi (succede in 1 caso su 300-400). Questo rischio aumenta da 2 a 3 volte se il  travaglio è indotto e se il periodo trascorso dal precedente intervento è inferiore a 18 mesi.

Il travaglio di prova, in ogni caso, non è consigliato a donne che hanno già effettuato più di un taglio cesareo.

Pro e contro di un secondo cesareo

Certamente con un cesareo si va incontro a un rischio minore di rottura dell’utero (capita in 1 donna su 1000). E si conoscerà in anticipo la data del parto (comunque dopo la 39ª settimana di gestazione).

Se si sceglierà un cesareo, si avrà però un recupero più lento. Il bambino potrebbe avere una maggiore probabilità di problemi respiratori, anche se generalmente lievi. Inoltre se si pensa di avere una terza gravidanza, aver effettuato più cesarei aumenta la possibilità che la placenta si sviluppi in modo anomalo sulla sede della cicatrice (placenta accreta o percreta).

 

di Laura D’Orsi

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