Suzione non nutritiva del bebè: non è mai un "vizio"

17 ottobre 2019

Suzione non nutritiva: non è un “vizio”

È una vera e propria esigenza, a cui è giusto rispondere. Quando il bebè ciuccia, infatti, produce serotonina, l'ormone della serenità

Suzione non nutritiva: non è un

Forse ti è già capitato di vederlo durante un’ecografia: il piccolo, nel tuo pancione, che succhia sereno il suo pollice. Ti avrà fatto sorridere, e magari anche emozionare, ma per lui è un atteggiamento del tutto normale. La suzione non nutritiva è un riflesso che il piccolo acquisisce già verso la 15esima settimana di gestazione. Che gli permette di mettere a punto una competenza che gli consentirà, dopo il parto, di nutrirsi.

Indispensabile per l’allattamento

Per riuscire a poppare, attivando la produzione del latte materno, il bebè deve riuscire a coordinare muscoli oro-faringei e respiro, in modo che la lingua spinga il capezzolo contro il palato. Una maturità del sistema nervoso che, in genere, si raggiunge tra la 34esima e la 36esima settimana di gravidanza.

L’attacco al seno precoce, subito dopo la nascita, permette di stimolare gli ormoni coinvolti nella produzione del latte ed è molto prezioso per il futuro successo dell’allattamento. Il contatto con la madre e la suzione gratificano e rassicurano il neonato che, desiderando ripetere l’esperienza positiva, continuerà a cercare il seno materno. Avviando così, semplicemente, l’allattamento.

Suzione non nutritiva: un pieno di serenità

Il bebè, però, non succhia solo per nutrirsi. Lo fa anche per calmarsi e sentirsi bene. La suzione, infatti, stimola la produzione di serotonina, ormone che rilassa, rasserena e dona sensazioni piacevoli. Per questo motivo tende a chiedere il contatto con il seno materno anche quando è sazio, per coccolarsi e sentirsi confortato. La suzione non nutritiva, per i piccoli, è un’esigenza di tipo psicologico, non un’abitudine o, peggio, un vizio. Un’esigenza a cui è giusto e doveroso rispondere.
Una volta avviato l’allattamento al seno, nei momenti più difficili, puoi offrirgli il ciuccio almeno dopo due settimane di vita del bambino. Un valido strumento per rilassarsi e consolarsi alternativo al tuo seno. Senza il ciuccio, cercherebbe comunque conforto portandosi alla bocca il lenzuolino o il suo dito, proprio come faceva nel pancione. Meglio, quindi, proporgli un succhietto, più igienico e sicuro, anche per lo sviluppo della sua bocca.

Attenzione, però: quando piange o ti sembra agitato, devi prima cercare di capire di cosa ha bisogno, se vuole segnalare qualcosa che non va. Se capisci che è tutto a posto e che ha solo bisogno di gratificarsi un po’, via libera al ciuccio.

Il ciuccio, compagno di culla

La suzione, nutritiva e non, oltre a rilassare e accompagnare il neonato al sonno, favorisce l’apertura delle alte vie aeree e la respirazione in generale. Per questo il ciuccio rientra tra i fattori protettivi dalla SIDS. Per lui, scegli un ciuccio di qualità. Studiato per non interferire con il corretto sviluppo del cavo orale. E adatto per i primi mesi di vita. Come i succhietti Philips Avent Ultra Soft, leggerissimi e delicati sulla pelle.

Ultra Soft ha uno speciale scudo con tecnologia FlexiFit, morbido e flessibile, che accarezza le curve del viso del bebè per il massimo comfort, anche quando fa la nanna. Grazie ai 6 fori sullo scudo, la pelle respira e le guance restano lisce e morbide.

La tettarella in silicone, morbida e vellutata nella bocca del bebè, è studiata per favorire uno sviluppo naturale del cavo orale: piatta, con forma simmetrica, rispetta il palato, i denti e le gengive durante la crescita. È disponibile nelle taglie 0-6 mesi e 6-18 mesi, nei toni del rosa e dell’azzurro.

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