Sul passeggino meglio guardare la mamma,per sviluppare la parola!
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08 aprile 2019

Sul passeggino meglio guardare la mamma, per sviluppare la parola e la relazione

Sul passeggino meglio guardare la mamma, per sviluppare la parola e la relazione

I bambini che stanno nel passeggino con il viso rivolto verso chi li spinge sono più sereni e crescono meglio. A sostenerlo è una ricerca compiuta dalla psicologa Suzanne Zeedyk. Nella sua indagine, sostenuta dal National Literacy Trust e dal Sutton Trust, l’esperta dell’università di Dundee, in Scozia, ha stabilito che conviene mettere il bambino in una posizione in cui veda mamma, papà o i nonni, piuttosto che lasciarlo voltato verso il mondo esterno.

I benefici si registrano a livello di relazione, ma anche a livello cognitivo, con un maggiore sviluppo della comprensione e della parola. Perché quando vanno a spasso guardandosi, genitori e piccoli non smettono mai di comunicare. Il legame tra loro si rafforza, attraverso sorrisi, paroline, una carezza, un gesto per indicare un cane che passa o un albero fiorito. Considerando i circa tremila casi presi in esame dall’indagine, però, è emerso che c’erano occasioni di dialogo solo nel 22% dei casi e che avveniva soprattutto (il doppio delle volte per precisione) quando i piccoli guardavano gli adulti che li accompagnavano. E in fondo è un’esperienza che si fa quotidianamente camminando per strada. La mamma spinge il passeggino: il figlio guarda in avanti, spesso perso nel vuoto, mentre la donna parla ma al telefono, non con il suo piccolo. Un’occasione persa, che può avere ripercussioni sul benessere futuro del bimbo.

Conviene dare al piccolo il suo tempo

Un’indicazione preziosa per i neogenitori, visto che l’importanza di sistemare il proprio figlio in un passeggino in cui veda chi lo porta a spasso riguarda soprattutto i più piccoli. “Fino ai sei mesi di vita ha poco senso girare i bambini verso l’esterno, perché ci sono stimoli che non riconosce” – conferma la pedagogista milanese Elena Urso.

“Si tratta di immagini confuse e poco comprensibili, che non attirano in maniera decisa l’attenzione dei bambini, che peraltro non sanno su cosa fissarsi. I bimbi sono invece molto attratti dal viso rassicurante di mamma, papà o di chi si prende cura di loro. Un po’ perché il viso lo conoscono e lo riconoscono e un po’ perché queste persone sono il loro punto di riferimento. Andando in giro si sentono infatti rassicurati dal fatto che la mamma è con loro”. Va sottolineato che per i piccoli esistiamo quando ci vedono e siamo accanto a loro. Il concetto della permanenza dell’oggetto ovvero l’idea che “la mamma c’è anche se non la vedo”, si affaccia solo intorno agli otto mesi.

Nella lista nascita pensate a lungo termine

Stroller_YPSI_EbonyFino a sei mesi, dunque, meglio tenere i bimbi rivolti verso di noi, mentre successivamente si può cominciare ad alternare, visto che hanno modificato il loro rapporto con il mondo esterno. “A quel punto, infatti, se ci si fa caso, anche se possono guardarsi intorno, si girano di continuo per controllare che chi li accompagna ci sia ancora e stia con loro o per condividere la scoperta di qualcosa” conclude l’esperta.

A chi sta pensando alla lista degli acquisti per il piccolo, dunque, conviene riflettere su questo aspetto e scegliere un passeggino che si possa usare in entrambe le posizioni. Come ad esempio Ypsi Combo, la combinazione carrozzina e passeggino di Peg Perego che risponde al motto “Vivi la tua nuova avventura di genitore in libertà e leggerezza, proprio come ti va”. Ypsi Combo include la navicella Ypsi Bassinet, il seggiolino Tilt in Space che è appunto reversibile e il carrello Ypsi Chassis, che essendo largo solo 51 centimetri, supera la prova ascensore. Maneggevole grazie al comando piroet e alla guida facile easy drive, è l’alleato perfetto per passeggiate su ogni terreno. Anche le ruote con molleggio garantiscono praticità ed efficienza, come il maniglione che consente di guidare con una mano sola. Lasciando l’altra libera per dare una carezza al pupo o stropicciare i suoi capelli mentre gli si sussurra una frase affettuosa.

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