Si può mangiare in travaglio? - Dolce Attesa

18 giugno 2015

Si può mangiare in travaglio?

Si può mangiare in travaglio?

Fino a qualche anno fa, in tutti gli ospedali  alla donna veniva vietato di mangiare e bere durante il travaglio. Anche in caso di rottura delle membrane, pur senza che ci fossero contrazioni, e quindi con tempi lunghi di attesa”, spiega Annamaria Gioacchini, ostetrica e presidente dell’Associazione Nascere e Crescere di Roma. “Tutto questo per l’eventualità di dover ricorrere  a  un cesareo d’urgenza con anestesia totale e la paura che, una volta addormentata, in caso di rigurgito la mamma  potesse aspirare il contenuto gastrico”.

Ma oggi, nella maggior parte dei casi il cesareo si effettua in analgesia spinale o epidurale. “È vero che la spinale somministrata a stomaco pieno può causare un po’ di nausea, ma i rischi sono decisamente ridotti”, dice il ginecologo Claudio Ivan Brambilla. “Per scongiurare il pericolo di un rigurgito, poi, c’è sempre la possibilità di inserire un sondino nell’esofago della paziente per aspirare il materiale gastrico che dovesse  risalire”.

Dare la possibilità di  mangiare offre invece un grande beneficio alla mamma, che può così recuperare energie.

“In genere, durante il travaglio la sensazione di fame viene avvertita nel periodo prodromico, mentre in fase più avanzata è difficile che si desideri mangiare, soprattutto verso la fine, quando il corpo è totalmente impegnato a utilizzare le proprie energie per dare alla luce il bambino”, dice Gioacchini.

Gli alimenti più indicati sono quelli più leggeri e facilmente digeribili, come fette biscottate o, seguendo l’esempio delle donne cinesi,  un po’ di riso ben cotto, o ancora caramelle o un po’di miele. Si può anche bere acqua, a sorsi piccoli ma frequenti, in modo da non stimolare conati di vomito oppure succhiare piccoli ghiaccioli,  da portare con sé e conservare in un thermos.

Commenti