Reflusso e rigurgito che fare? - Dolce Attesa

28 febbraio 2011

Reflusso e rigurgito che fare?

Reflusso e rigurgito che fare?

Nel primo anno di vita, il rigurgito è un fenomeno fisiologico, legato all’immaturità dell’apparato digerente e in particolare del cardias, la valvola che impedisce la risalita del cibo dallo stomaco all’esofago, che non si contrae adeguatamente. Rigurgiti frequenti e abbondanti possono destare qualche preoccupazione, ma se il bimbo sta bene, bagna 6-7 pannolini nell’arco delle 24 ore (e sono regolarmente presenti feci), è sereno e la crescita è buona, non c’è motivo di allarmarsi. In genere, il disturbo si risolve da solo verso i 7-8 mesi, quando gli alimenti solidi entrano a far parte della dieta del bebè, il bimbo impara a stare seduto e il cardias completa la sua maturazione.
A differenza del vomito, poi, il rigurgito non è particolarmente fastidioso o doloroso: il latte risale dallo stomaco insieme all’aria e fuoriesce dalla bocca senza che il piccolo debba fare alcuno sforzo. In attesa che il disturbo si risolva da solo con la crescita, provvidenziale è una bella scorta di bavaglini che permettano di “salvare” le tutine del bebè. Solo nei casi in cui il rigurgito sia accompagnato da un costante malessere e pianto si dovrà consultare il pediatra per escludere la presenza di un problema.

I “trucchi” per alleviare i sintomi
I piccoli che soffrono del disturbo possono apparire più nervosi e irritabili. Esistono però alcuni accorgimenti che permettono di farli stare meglio. Vediamo quali.

  • Le poppate
    Offrigli il seno più di frequente e fallo succhiare per meno tempo. Se la quantità di latte assunta nelle 24 ore è frazionata in pasti più brevi e numerosi, la digestione è più rapida e il fenomeno di risalita del latte è meno frequente.
    Ricerca posizioni per una poppata più verticale, con il sederino del bimbo tenuto più in basso rispetto allo stomaco, purché il suo viso si trovi sempre di fronte al seno, con il naso all’altezza del capezzolo. Diversamente, c’è il rischio che si formino lesioni e screpolature e che si provi dolore durante la poppata.
    Una buona soluzione è la posizione da rugby, con il corpo sotto il tuo braccio, dallo stesso lato da cui sta poppando (i piedini rivolti verso la tua schiena) e la testolina messa all’altezza del seno e sorretta dalla mano. Anche la posizione tradizionale “a culla” può essere rivista, posando il sederino sul grembo e mettendo un cuscino dietro la schiena del piccolo.
  • Il cambio del pannolino
    Meglio non cambiare il bebè dopo la poppata poiché durante l’operazione gli si sollevano le gambe, andando così a comprimere lo stomaco e favorendo la risalita di latte nell’esofago. L’ideale sarebbe cambiarlo prima del pasto. Non allacciamo il pannolino troppo stretto: lasciandolo un po’ morbido in vita, non si comprime il pancino.
  • Il ruttino
    Per i piccoli che soffrono di rigurgito è un rituale indispensabile. Quando il bebè ha finito di poppare da un seno, prima di attaccarlo dall’altro è bene fare una pausa per lasciargli fare il ruttino: per favorire la fuoriuscita dell’aria, che potrebbe aver ingerito succhiando, l’ideale è tenerlo in posizione verticale, sorreggendolo sotto le ascelle o appoggiandolo sulla spalla: solo così, infatti, lo stomaco si “distende”.

Quando rivolgersi al medico
Come distinguere i normali rigurgiti, fisiologici nei primi mesi, da un problema di reflusso gastroesofageo? Se oltre a soffrire di rigurgiti frequenti il bimbo piange molto spesso, appare nervoso e sofferente, è disturbato anche durante il sonno e la crescita non è adeguata significa che c’è un problema ed è indispensabile consultare il pediatra. Sarà il medico a valutare se il piccolo può soffrire di reflusso e a stabilire se sono necessari ulteriori accertamenti. Quando possibile, la tendenza è di non sottoporlo a esami invasivi, ma cercare di alleviare i sintomi con accorgimenti legati alla cura e all’alimentazione. Nella maggioranza dei casi, il reflusso tende a migliorare da solo con la crescita, fino a scomparire entro il secondo compleanno.
Nei casi più severi e fortunatamente più rari, in cui il reflusso, oltre a manifestarsi con rigurgito e/o vomito, provochi un’irritazione delle vie respiratorie causando tosse o asma o un’infiammazione a livello dell’esofago, il medico valuterà la necessità di eventuali terapie. Anche per questi bimbi il latte di mamma è l’alimento ideale, poiché oltre a essere facilmente digeribile, garantisce effetti benefici a breve e a lungo termine per la salute.

Il latte materno la soluzione migliore
Anche nei casi in cui il bimbo soffra effettivamente di reflusso gastroesofageo il latte di mamma resta l’alimento ideale, preferibile a qualunque formula artificiale appositamente “addensata”. Quando c’è un problema di reflusso nutrire al seno è ancor più importante dato che la formula artificiale è più difficile da digerire e resta più a lungo nello stomaco irritando le mucose dell’esofago e dello stomaco stesso. Nei casi di reflusso più severi, se necessario il medico prescrive una terapia a base di antiacidi, che serve per alleviare i sintomi del disturbo.

A nanna in posizione sollevata
Ecco qualche suggerimento per assicurare un sonno tranquillo ai bimbi che rigurgitano di frequente o soffrono di reflusso gastroesofageo. L’ideale sarebbe far dormire il piccolo supino, sollevando il materasso del lettino di circa 25°-30°. In questa posizione, la risalita di liquidi dallo stomaco all’esofago è ostacolata dalla forza di gravità. Per sollevare il materasso, vi si potrà infilare sotto un cuscino. Se il piccolo si è addormentato poppando al seno, svegliarlo per fargli fare il ruttino non è necessario, sarà sufficiente aspettare alcuni minuti prima di posarlo nella culla, tenendolo in braccio in posizione verticale.

LINK UTILI
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Centro per l’allattamento materno di Ronco Biellese
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