Parto: la posizione sdraiata inventata dal Re Sole - Dolce Attesa

17 agosto 2015

Parto: la posizione sdraiata inventata dal Re Sole

Parto: la posizione sdraiata inventata dal Re Sole

La posizione parto da sdraiata – o litotomica – che tutte conosciamo fu introdotta per la prima volta da Luigi XIV, il famoso Re Sole, che curioso di vedere come nascevano i suoi figli stabilì che la sua concubina dovesse partorire in quel modo, mentre lui, nascosto dietro un paravento, sbirciava di tanto in tanto che cosa succedeva, pronto a cogliere il momento della nascita.

In genere, però, la futura mamma affrontava il parto con il solo aiuto della levatrice e delle altre donne di casa, scegliendo la posizione che più preferiva. Solamente in epoca recente è stata introdotta la figura del medico uomo e da allora la posizione supina è stata accolta come quella che consente il maggiore controllo da parte del personale sanitario, non solo al momento della nascita, ma anche durante tutto il periodo del travaglio.

“In realtà, secondo molte ostetriche la posizione litotomica è quella meno favorevole, per la donna ma anche per il nascituro. Il peso dell’utero grava infatti sulla vena cava, riducendo il flusso di sangue, cosa che può creare un senso di malessere nella mamma e impedire l’ottimale ossigenazione del bebè. Sdraiata sul letto, inoltre, la donna tiene fermo il bacino, che invece deve essere lasciato ‘libero’, anche al fine di scegliere la posizione migliore per alleviare il dolore. Una volta giunta sul lettino da parto, infine, le staffe sulle quali la donna appoggia le gambe sono standard, qualunque sia la sua altezza e la sua capacità di divaricare gli arti. E’ vero che le ostetriche possono regolarle, ma è ben difficile che in quel momento la mamma sia in condizione di dire come sistemarle per sentirsi comoda!

Il vantaggio è piuttosto per il medico, che può tener sempre la situazione sotto controllo e intervenire tempestivamente in caso di complicanze, ad esempio per eseguire eventuali manovre. Lasciando alla mamma la libertà di muoversi, per la stragrande maggioranza dei parti sarebbe fisiologica e quindi l’intervento medico non sarebbe necessario, sottolinea l’ostetrica.

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