Parto in casa o in Casa di Maternità: quando si può fare, dove e con che costi? - Dolce Attesa

12 maggio 2015

Parto in casa o in Casa di Maternità: quando si può fare, dove e con che costi?

Parto in casa o in Casa di Maternità: quando si può fare, dove e con che costi?

Parto in casa o in Casa di maternità: quando si può fare

“Per scegliere il parto in una Casa di Maternità è indispensabile che mamma e bambino rispondano ai requisiti delle linee guida redatte dalla nostra Associazione”, dice Marta Campiotti, presidente dell’Associazione Nazionale Ostetriche Parto in Casa e Casa di Maternità.“La nascita qui, infatti, è consentita solo in condizioni di basso rischio, cioè di buona salute della donna, assenza di complicazioni in gravidanza e avvio spontaneo del travaglio entro la 42a settimana”.

Con questi presupposti, partorire tra le pareti domestiche o in una Casa di Maternità è una scelta sicura quanto il parto in ospedale. È quanto emerge da una revisione condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Copenaghen e pubblicata a settembre del 2012 dalla Cochrane Library.

Nelle gravidanze a basso rischio, il parto extraospedaliero non comporta maggiore mortalità materna o infantile o maggiore probabilità di complicazioni alla nascita, a patto che la donna sia seguita da ostetriche qualificate e in caso di necessità sia possibile trasferirla rapidamente in ospedale, concludono gli autori dello studio. Inoltre, per chi mette al mondo il bimbo a domicilio o in una Casa di Maternità il tasso di complicazioni iatrogene, dovute cioè a interventi medici non necessari, è inferiore del 10-30% e il tasso di cesarei è minore del 20-60% rispetto a chi dà alla luce il bimbo in ospedale.

Quando non si può fare

In particolare, sono escluse dal parto extraospedaliero le donne con: malattie croniche come il diabete, le cardiopatie o l’epilessia; complicazioni emerse in gravidanza, come la preeclampsia o il diabete gestazionale.

Non è possibile partorire qui se durante l’attesa si evidenziano problemi a carico del nascituro, come malformazioni o iposviluppo grave né se si presentano condizioni che rendono più rischioso il parto vaginale, come la presentazione podalica o un pregresso taglio cesareo.

Infine, deve rinunciare anche chi aspetta gemelli o un bebè con peso presunto superiore a 4 kg.

I costi

Il costo di un parto in Casa di Maternità si aggira intorno ai 2.500 euro.
“La spesa comprende la reperibilità di due ostetriche, sempre le stesse, nel terzo trimestre, l’assistenza alla nascita e nei primi giorni di puerperio”, dice Marta Campiotti. “La somma è detraibile dalle tasse e può essere pagata a rate”.
Le Regioni che rimborsano parzialmente le spese per il parto a domicilio o in Casa di Maternità sono: Piemonte, Marche, Lazio, Emilia- Romagna e province di Trento e Bolzano. Le condizioni
e l’entità del rimborso variano da Regione a Regione.

A chi rivolgersi

Ecco gli indirizzi delle sei Case di Maternità attive oggi in Italia.

  • Acqualuce dell’ Ospedale G.B. Grassi
    Via G. Passeroni 28,
    Ostia (Roma),
    tel 06.56482412/06.56482414
  • Gaia
    Strada Bassa dei Folli 195,
    Porporano (Parma),
    tel 338.8799180
  • Il Nido
    Via delle Borre 9,
    Bologna,
    tel 051.6350911
  • La Quercia
    Via Petrini 2,
    Merone (Como),
    tel 347.8175189
  • La Via Lattea
    Via Morgantini 14,
    Milano,
    tel 02.89077589
  • Le Maree
    C.so Torino 9/2 con accesso privato da via Smirne,
    Genova,
    tel 324.9871527
  • Montallegro
    Via Comi 57,
    Induno Olona (Varese),
    tel 0332.202464

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