Parto gemellare: naturale se possibile. Un servizio al Careggi di Firenze

04 marzo 2019

Parto gemellare: naturale se possibile

Al Careggi di Firenze, un servizio dedicato alle mamme che aspettano gemelli, per seguirle durante l’attesa e favorire la nascita per via vaginale

Parto gemellare: naturale se possibile

Un ambulatorio tutto dedicato ai “pancioni doppi”, dove ogni volta che si può si incoraggia il parto gemellare naturale. Succede all’ospedale fiorentino di Careggi, dove alle gravidanze di gemelli è riservato un servizio ad hoc che, a oggi, ha già seguito oltre 1600 casi. Un percorso speciale, pensato per accompagnare al meglio questa particolare attesa e favorire il parto naturale anche quando a nascere è più di un bambino. “È vero: tendiamo a promuovere il parto per via vaginale anche in caso di gravidanza multipla, ogni volta che è possibile”, spiega la professoressa Mariarosaria Di Tommaso, responsabile dell’ambulatorio.

Nascono sempre più gemelli

In generale, le gravidanze gemellari stanno aumentando, complice la più avanzata età materna al momento del concepimento, che incrementa questa possibilità anche quando la fecondazione avviene naturalmente (quindi, non solo in caso di ricorso alla procreazione medicalmente assistita). “La media nazionale di gravidanze multiple è del 3% circa”, spiega l’esperta. “Qui, al Careggi, stimiamo di arrivare al 7% complessivo dei parti totali”.

Aspetti due gemelli?Servono più attenzioni

Una svolta culturale al Careggi

In Italia non sono moltissime le strutture che offrono la possibilità del parto vaginale per le gravidanze gemellari: la situazione del nostro Paese, in questo senso, non è in linea rispetto a quella di altre realtà europee. “All’estero, per esempio in Francia e in Olanda, in quasi tutti gli ospedali dove vengono seguite le gravidanze multiple viene proposto il parto vaginale anche in caso di presentazione cefalica di un bambino e traversa, o addirittura podalica, dell’altro”.

“All’ospedale di Careggi il 45% dei gemelli che si presentano entrambi in posizione cefalica nasce per via vaginale”, spiega l’esperta. È un numero alto, se si pensa che spesso la difficoltà a intraprendere il percorso del parto gemellare vaginale si lega anche ai timori delle mamme, probabilmente non sufficientemente informate e incoraggiate. “La nostra vorrebbe essere anche un’operazione culturale, perché nelle future mamme incontriamo talvolta un po’ di resistenze, che derivano da dubbi certo legittimi, ma che ci sta cuore dissipare con un’attività di consulenza molto intensa”.

Per prima cosa, infatti, nell’ambulatorio si parla molto: la professoressa e il suo team si occupano di spiegare ai genitori tutto quello che c’è da sapere sulle gravidanze gemellari e le peculiarità dell’attesa “doppia”. “Si tratta di gravidanze per loro natura più complicate, che più facilmente, ad esempio, espongono la donna al rischio di preeclampsia, colestasi, diabete gestazionale e parto pretermine”.

Parto gemellare: consulenze e incontri mensili

“Proponiamo il parto naturale alle mamme seguite dal nostro ambulatorio quando entrambi i bambini si presentano in posizione cefalica”, spiega la professoressa Di Tommaso. Al Careggi, l’opzione di parto gemellare per via naturale viene offerta sia nel caso di gravidanza bicoriale, cioè quando la placenta è doppia e ognuno dei bambini ha la propria, sia in quelle monocoriali, quando cioè i feti condividono la stessa placenta. “Quest’ultima è la combinazione che rende le gravidanze gemellari più a rischio: dato che la distinzione tra i due tipi di placenta si può fare bene solo nei primi tre mesi, è importante che le mamme si presentino precocemente, perché le gravidanze con una sola placenta devono essere seguite in modo più intensivo”.

Per questo, occorre più attenzione: “Siamo felici quando al nostro ambulatorio i futuri genitori arrivano precocemente, già al primo trimestre: così, li seguiamo da principio, in collaborazione con il servizio ecografico dedicato”, dice la professoressa Di Tommaso. L’ambulatorio, infatti, opera in sinergia con il servizio ecografico della Diagnosi Prenatale del Careggi. “Dedichiamo alle gravidanze gemellari un punto ecografico e le seguiamo con incontri a cadenza mensile o, addirittura, quindicinale. Alcune donne fanno l’intero percorso da noi e, dopo essere state seguite, partoriscono proprio al Careggi. Altre, invece, partoriscono in strutture ospedaliere diverse, magari più vicine a casa”.

E quando i gemelli sono più di due?

Si tratta di una percentuale bassissima. “In questi casi, difficilmente il parto può avvenire per via naturale. In genere, si programma alla 34ª settimana, cioè un po’ prima della fine dell’8° mese, anche perché l’estrema distensione dell’addome comporta disturbi alla respirazione della mamma tali da non permettere di andare oltre”.

 

di Giulia Righi

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