Disperdi il dolore del parto con la voce - Dolce Attesa
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Disperdi il dolore del parto con la voce

Disperdi il dolore del parto con la voce

Uno “sbarramento” naturale

Usare la voce nel travaglio di parto significa mettere in atto un meccanismo che potremmo definire di dispersione del dolore. Nel momento in cui la donna emette suoni che coinvolgono il bacino, le vibrazioni della voce si sovrappongono alle sensazioni dolorose. Ma le informazioni sugli stimoli vibratori (che “viaggiano” su nervi ricoperti di una speciale sostanza, la mielina) arrivano al cervello più velocemente rispetto a quelle sugli stimoli dolorosi e, in un certo senso, sbarrano loro la strada, le disperdono, fanno in modo che queste arrivino in modo molto più sfumato.

Un canto interiore

La voce che si utilizza durante il travaglio di parto non è la stessa che si emette quando si parla o si canta. Normalmente, l’energia vocale viene propagata verso l’esterno e sale verso l’alto. Al contrario, la vocalità di chi partorisce va indirizzata all’interno, spinta verso il basso. In quei momenti si può stare a occhi aperti o a occhi chiusi, ricorrendo a immagini mentali. Per esempio, la mamma può pensare di cantare al proprio bambino, facendolo vibrare dolcemente e riempiendo della sua voce il “teatro” che è dentro di lei.

Suoni che aiutano

Cantando, il respiro, altro elemento fondamentale nella percezione del dolore (la sofferenza ci induce a trattenerlo o ad accelerarne il ritmo) si regolarizza, mentre il suono, ripetuto, ha un effetto ipnotico. Non ha assolutamente importanza, come qualche donna teme, il fatto di essere stonate. Ciò che conta sono la tonalità e i suoni che vengono emessi. In genere, si vocalizza semplicemente. Le sonorità più rotonde, come la A e la O, sono quelle che aiutano di più. La U, invece, pur essendo un suono grave e quindi adatto a far vibrare il bacino, non viene utilizzata.

Un canale che si apre

Esiste, infatti, una simmetria energetica e funzionale tra la bocca e la vagina: se si chiude la bocca, viene ristretta anche l’apertura perineale; allargando la bocca, si facilita la discesa del bambino abbreviando, fra l’altro, la fase dilatante. Le mamme che hanno provato quest’esperienza raccontano di aver avuto effettivamente la percezione di “accompagnare con la voce il proprio bambino”, una sensazione che ha contribuito a mettere in sordina quella dolorosa.

 

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