Parto con ipnosi, per una nascita più rapida e serena - Dolce Attesa

09 marzo 2017

Parto con ipnosi, per una nascita più rapida e serena

Alleviare il dolore del parto, ridurlo fino a renderlo del tutto sopportabile con l'ipnosi. Possibile? Sì, se la futura mamma apprende la tecnica che le permetterà di ricorrere all'autoipnosi in sala parto e si “allena” nelle ultime settimane dell'attesa

Parto con ipnosi, per una nascita più rapida e serena

Un gesto simbolico, una parola, ed ecco che la mente riesce a indurre uno stato di intenso relax, riducendo ansia, agitazione e paura, e di conseguenza alleviando il dolore delle contrazioni. Potrebbe sembrare incredibile, e invece è realtà, in alcuni punti nascita che offrono questo servizio di analgesia naturale alle future mamme. La trance ipnotica può essere indotta da un medico ipnotista (se l’ospedale prevede questo servizio) o autoindotta dalla donna stessa, se in precedenza ha appreso una tecnica di auto-ipnosi. “Grazie all’ipnosi, la mamma raggiunge una condizione di profonda calma che l’aiuta a contenere l’ansia e la paura”, spiega Giuseppe Regaldo, responsabile Ostetricia dell’Ospedale di Ciriè (To) e Docente presso la scuola Ipnosi CIICS. “La tranquillità psicologica si riflette positivamente sul benessere fisico poiché attenua moltissimo le sensazioni dolorose”.

Per un parto più semplice

Eliminando angoscia e timori, si creano condizioni ottimali anche a livello ormonale: in assenza di adrenalina, l’ossitocina, che è responsabile della buona progressione del travaglio, non trova ostacoli e i tempi del parto si riducono. “Si è visto che con l’ipnosi, la donna partorisce meglio e più rapidamente”, commenta il dottor Regaldo, “si parla addirittura di un dimezzamento dei tempi. La percezione degli stimoli dolorosi si attenua, a volte fino a scomparire, tanto che spesso le donne si addormentano tra una contrazione e l’altra e, una volta nato il bimbo, definiscono sopportabilissimo il dolore provato. In qualche caso, alcune raccontano di non aver sentito alcun dolore”.

Una tecnica facile da apprendere

Per sfruttare le potenzialità dell’autoipnosi è necessario prepararsi in gravidanza, seguendo uno o più incontri ad hoc. “Per l’80% delle future mamme interessate a questa possibilità è sufficiente una singola seduta della durata di un’ora per apprendere la tecnica che consentirà loro di recuperare la calma in pochi secondi durante il travaglio e di tenere sotto controllo il dolore delle contrazioni”, spiega Giuseppe Regaldo. La seduta con il medico ipnotista dovrà avvenire verso la 27ª-30ª settimana, perché la futura mamma abbia il tempo di allenarsi nella tecnica appresa. “Nel corso della seduta la donna è seduta su una poltrona comoda, io la guido con la voce perché possa sperimentare lo stato di tranche ipnotica e i suoi effetti”, spiega l’esperto. “Effetti che sono immediati: la futura mamma è rilassata, il respiro si fa profondo, il battito cardiaco rallenta. Ma non solo. Il potere della mente è tale che immaginando che una zona del corpo sia insensibile, lo diventa realmente”. Prima del termine della seduta si concorda un gesto simbolico (ad esempio chiudere la mano a pugno, con il pollice tra le dita) che aiuterà la donna a rientrare nella condizione ipnotica e recuperare lo stato di rilassamento in qualunque momento. Per chi volesse saperne di più, ci sono numerosi video sul canale youtube del dottor Regaldo.

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Anche dal dentista e in sala operatoria

L’ipnosi permette di combattere il dolore non solo in sala parto. “Già da diversi anni viene utilizzata in campo odontoiatrico”, considera il dottor Regaldo, “sostituendo l’anestesia farmacologica o riducendone l’uso”. E di recente, la sua applicazione si è estesa alla chirurgia. È accaduto all’Istituto Curie di Parigi, dove alcuni pazienti sono stati operati sfruttando l’anestesia ipnotica. “In realtà questa soluzione è indicata solo in casi selezionati, ad esempio per pazienti che sono allergici ai farmaci anestetici”, conclude l’esperto. “Normalmente non avrebbe senso un utilizzo esclusivo dell’ipnosi, che invece può essere associata all’anestesia tradizionale per ridurre l’ansia e la paura e utilizzare dosi minori di farmaco”.

 

Giorgia Cozza

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