La rottura delle acque - Dolce Attesa

06 giugno 2016

La rottura delle acque

La rottura delle acque

La rottura delle acque non è sempre evidente. Bisogna porre molta attenzione al colore e alla densità del liquido amniotico, segnali molto importanti per la salute del feto. La ginecologa Stefania Piloni ci svela alcune dritte.

La rottura delle acque può essere molto evidente oppure poco evidente,  dipende innanzitutto dalla breccia che si forma sulla sacca amniotica. Per esempio, una piccola breccia crea una scarsa perdita di liquido amniotico mentre un’ampia breccia, un’ampia rottura della membrana crea un fiume di acqua che esce dalla vagina. Nel dubbio, ho perso le acque o non le ho perse, è meglio controllare. È semplice,  basta applicare un piccolo assorbente e raccogliere questa secrezione,  che poi altro non è che una perdita molto simile a quella dell’urina, quasi trasparente o debolmente giallina, che imbibisce l’assorbente, che appena lo impregna. Se la perdita ha queste caratteristiche, possiamo  ipotizzare la rottura delle acque e prepararci per andare in ospedale, ma con tranquillità.

La rottura al termine della gravidanza, quindi oltre la famosa trentaseiesima settimana, o anche nella settimana  che segna l’entrata nel nono mese di gestazione, non impone il ricovero urgente. Ci si può preparare con tranquillità, fare magari una doccia e andare poi con calma in ospedale.

Quando la rottura delle membrane amniotiche avviene prima del  nono mese, quindi  sotto la trentaseiesima settimana, è necessario recarsi in ospedale al più presto perché si è di fronte a una prematurità.  La rottura delle membrane  prima del termine complica un pochino le cose.

Di solito comunque si rompono proprio nelle ultime settimane, ossia quando non solo fisicamente ma anche mentalmente si è nell’attesa del travaglio.

La rottura però non significa sempre l’inizio effettivo del travaglio, che talvolta avviene uno o due giorni dopo. Si  parla di rottura intempestiva delle membrane,  ossia  si rompono le membrane ma non ci sono indizi di travaglio in atto, che potrà iniziare il giorno dopo o più tardi. In questo caso la gestante rimane in ospedale in osservazione e magari sottoposta a profilassi antibiotica per prevenire infezioni. È infatti l’integrità della membrana amniotica che assicura un ambiente fetale asettico.

Quindi, la rottura delle acque può verificarsi  in momenti  e modalità diversi. Quando la perdita è abbondante non ci sono dubbi, ma se le perdite sono scarse può essere più difficile interpretarle correttamente. In caso di dubbio,  è meglio consultare il ginecologo o andare in ospedale dove il medico farà un piccolo tampone. Un semplice cotton-fioc  in vagina assume infatti una colorazione differente a seconda che si tratti di liquido amniotico o di normali secrezioni vaginali.

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