Il tuo latte è buono! - Dolce Attesa

22 novembre 2012

Il tuo latte è buono!

Il tuo latte è buono!

Sempre nutriente
L’alimento materno è perfetto per rispondere alle esigenze nutritive del bebè. La natura lo ha perfezionato nel corso di milioni di anni, per cui non solo è sempre adeguato e perfetto per la crescita e la salute del bambino, ma ogni mamma produce un latte diverso, e la stessa donna, se diventa madre più di una volta, produce un latte differente per ogni figlio!

A volte a generare dubbi è l’aspetto del latte, che può sembrare troppo chiaro o acquoso. La sua composizione è diversa da quella del latte vaccino. Contiene molta acqua perché deve rispondere al fabbisogno di liquidi del bambino. Inoltre la sua consistenza varia durante la poppata: all’inizio il latte è molto più trasparente, poi diventa via via più denso. Confrontare l’aspetto del latte vaccino (che tra l’altro è pastorizzato) con quello di mamma non ha alcun senso. Sono due alimenti diversi, provengono da fonti diverse e quindi hanno caratteristiche differenti.

Non è mai troppo “magro”…
Il mito del latte troppo leggero o non abbastanza proteico nasce molti decenni fa, quando, per cercare di capire come migliorare le formule artificiali, hanno preso il via i primi studi sulla composizione del latte materno. Tuttavia ancora non si sapeva che il latte cambia composizione nel corso della giornata e durante la stessa poppata. Non solo, le modificazioni dell’alimento dipendono anche dal modo in cui il piccolo ha poppato e dal tempo trascorso tra un pasto e l’altro. Ecco perché un campione raccolto al termine di una poppata poteva mostrare un latte particolarmente grasso, mentre un campione raccolto prima di allattare conteneva un latte più ricco di acqua. Così è nata la credenza del latte troppo leggero o, al contrario, troppo grasso. Ricerche effettuate recentemente, seguendo metodologie più adeguate, hanno dimostrato che tutti i bambini nell’arco delle 24 ore ricevono il latte “giusto”, perfetto per una crescita equilibrata.

E se l’aumento di peso settimanale si dimostra poco soddisfacente?
In questo caso è necessario analizzare la gestione dell’allattamento, verificando, ad esempio, se il piccolo si attacca al seno in modo corretto e se le poppate avvengono a richiesta e in modo esclusivo. Una gestione dell’allattamento in cui anziché assecondare la richiesta del bambino si seguono gli orari (cercando di allungare le pause tra i pasti del bebè e/o interrompendo la poppata dopo un tempo stabilito) può infatti interferire con la produzione di latte e quindi con la crescita del bebè che, al termine della giornata, può non avere avuto la possibilità di poppare a sufficienza.

…  Nè troppo “grasso”
Quando un bimbo aumenta di molti etti in poche settimane, va tutto bene o è necessario ridurre le poppate? Con il latte di mamma non esiste il rischio di mangiare troppo. Alla nascita i bebè sono dotati di un perfetto sistema di autoregolazione che agisce attraverso l’istinto di suzione. Ogni neonato sa esattamente quando e quanto deve mangiare in ogni momento della giornata. Se si rispettano i segnali di fame e sazietà del bambino, non c’è quindi il rischio di sovra-alimentare il piccolo. E se il piccolo ha mangiato troppo… tramite il rigurgito espelle il latte in eccesso!

Inoltre, recenti studi hanno evidenziato la funzione protettiva dell’allattamento nei riguardi di un eventuale sovrappeso nell’infanzia. Viceversa, si è visto che i bambini non allattati presentano un maggior rischio di obesità nell’infanzia e anche in età adulta. L’allattamento ha anche una funzione “educativa” in questo senso, poiché abitua il bimbo ad autoregolarsi, mangiando solo quando ha fame e la quantità giusta per saziarsi.

Con la mastite non si “guasta”
In caso di mastite una delle priorità della, mamma è proprio quella di svuotare bene e frequentemente il seno. Non allattare in questa situazione aumenta di molto il rischio di complicazioni, come l’ascesso mammario: e il bambino svuota il seno molto meglio di qualunque tiralatte! Quando la mamma ha la mastite il latte non diventa “cattivo”: semmai, può succedere che risulti più concentrato del solito e abbia un sapore un po’ salato.

Se il piccolo sembra disturbato e non vuole poppare, si può provare ad attaccarlo prima dalla parte “sana” e poi al seno interessato dalla mastite, oppure si può allattarlo quando si sta addormentando o non è ancora del tutto sveglio. Nel caso in cui il bimbo non volesse proprio poppare, il seno deve assolutamente essere drenato, manualmente o con il tiralatte, e il latte spremuto può essere offerto al bambino. Anche in caso di terapia antibiotica della mamma, l’allattamento può proseguire normalmente. Infatti il medico prescriverà un principio attivo compatibile con le poppate.

Se la mamma non sta bene
In caso di febbre o influenza è opportuno continuare ad allattare o è necessario sospendere temporaneamente le poppate? In questa situazione l’allattamento è ancor più prezioso! Quando la madre e/o il bambino entrano in contatto con un agente virale o batterico, l’organismo materno produce gli anticorpi necessari per sconfiggere quel germe e li trasmette al bebè attraverso il latte. Ricordiamo che il bambino è stato esposto al contagio prima che la mamma mostrasse i primi sintomi, quindi un’eventuale separazione di madre e figlio o, appunto, l’interruzione delle poppate non avrebbe senso. Grazie ai fattori immunitari contenuti nel latte il bebè potrà contare su un aiuto straordinario. Se si ammalerà guarirà più rapidamente e i sintomi saranno più lievi rispetto a quelli della mamma. Il latte materno è un “antibiotico” e un antivirale potente ed efficace che la mamma ha sempre a disposizione!

Se la mamma fuma
Il consumo di sigarette può interferire con la crescita e la salute del bebè nel pancione, aumentando il rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita. E dopo il parto, se i genitori fumano il bambino è più soggetto a infezioni acute e croniche delle basse vie respiratorie (quali bronchite, bronchiolite, faringite e tonsillite) e presenta un maggior rischio di SIDS, ovvero la sindrome della morte improvvisa del lattante.

Ma non è tutto. Il fumo rischia di interferire anche con la buona riuscita dell’allattamento poiché la dopamina contenuta nelle sigarette causa un abbassamento dei livelli di prolattina, ovvero l’ormone responsabile della produzione di latte. Per tutti questi motivi, sarebbe davvero importante rinunciare a questa brutta abitudine.

Ma se la mamma non è riuscita a dire addio al fumo, come regolarsi con l’allattamento? Il bimbo che non viene allattato ha due svantaggi: è esposto ai danni del fumo e non può contare sul latte materno. Quindi è sempre il caso di allattare! Ovviamente l’ideale sarebbe smettere di fumare. Se la mamma non riesce, dovrebbe cercare di non superare le cinque sigarette al giorno.

L’allattamento può rappresentare un valido alleato e una forte motivazione per abbandonare o ridurre molto questa abitudine dannosa. Per quanto riguarda la gestione delle poppate, il pasto del bebè e la sigaretta dovrebbero essere distanziati il più possibile, quindi la mamma potrà fumare immediatamente dopo aver allattato (sono necessari 95 minuti per dimezzare la nicotina in circolo nel corpo), lontano dal bambino e quindi non in casa. Ovviamente, è importante anche che nessun altro fumi in casa o in presenza del bimbo.

PER INFORMAZIONI

Ambulatorio Latte&Coccole e-mail info@latteecoccole.it

Consulenti professionali in allattamento materno (IBCLC), e-mail info@aicpam.org

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