Due cuccioli sotto lo stesso tetto.

11 febbraio 2013

Due cuccioli sotto lo stesso tetto: la convivenza di neonati e animali domestici

Tra qualche mese nascerà tuo figlio. Come lo accoglierà l'altro "bimbo" di casa, quello peloso a quattro zampe? Ecco i consigli per favorire tra loro l’amicizia

Due cuccioli sotto lo stesso tetto: la convivenza di neonati e animali domestici

Il neonato non è a rischio

Raramente la convivenza di un animale domestico con un neonato si rivela difficoltosa. La presenza di un quattrozampe non altera in alcun modo l’equilibrio di una famiglia che si allarga a patto che l’animale abbia già un suo posto definito. Piuttosto, è opportuno evitare di prenderne uno proprio durante la gravidanza o nei mesi immediatamente successivi. E questo per una questione più di buon senso che di carattere medico: l’arrivo di un figlio costringe la coppia a cambiare orari e stili di vita. Sarebbe inutile raddoppiare le complicazioni, trovandosi nella necessità di crescere non uno, ma due cuccioli. Il rapporto che si crea nel tempo tra un animale e un bambino è positivo e dal punto di vista sanitario si può stare tranquilli. L’importante è che l’animale di casa sia sottoposto a regolari controlli dal veterinario. Un’opinione, questa, condivisa in primo luogo dagli stessi veterinari, che sottolineano come visite periodiche e prevenzione, che peraltro dovrebbero essere una regola indipendentemente dalla presenza di bambini, consentano una serena convivenza tra i cuccioli a due e quattro zampe. La coabitazione non è solo da considerare normale, ma addirittura auspicabile: non c’è miglior tranquillante, per i bambini, che un micio che fa le fusa al proprio fianco, che dà calore e sicurezza.

ToxoplasmosiPrevenirla è facile

Maggior pericolo di malattie?

Un aspetto significativo della convivenza tra bambini e animali è proprio quello della socializzazione e della responsabilizzazione. Chi nasce con un cane o un gatto per “fratello” impara a non avere paura degli animali e a rispettarli. Ma non solo: lo stesso organismo ne trae beneficio perché la vita a contatto con un animale permette al piccolo di essere più forte e più protetto e di sviluppare subito le difese da possibili allergie. È dimostrato che i bambini che abitano nelle fattorie hanno un rischio molto inferiore di contrarre questo disturbo e la vita in mezzo alla natura è molto meno allergizzante di quella in città. È evidente che, se un piccolo è già allergico, cani e gatti non dovrebbero essere tenuti in casa. Ma se non ci sono predisposizioni particolari, il contatto domestico favorisce, al contrario, una maggiore tolleranza. Quanto alle infezioni, se sottoposto a profilassi antiparassitaria, l’animale domestico non dà generalmente problemi.

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Per creare il giusto feeling

Ma non c’è solo il problema di allergie o infezioni. Il timore di molti neogenitori è che l’animale possa fare del male al nuovo nato. Un rischio, questo, che chi conosce bene la psicologia degli animali tende a considerare alquanto remoto. A patto, però, che fin dall’inizio venga stabilito un rapporto corretto: l’arrivo di un bimbo comporta un cambiamento nelle dinamiche domestiche. Bisogna dunque sapere come gestire la nuova situazione. L’obiettivo è duplice: tutelare il bambino da possibili comportamenti violenti del cane o del gatto ed evitare che l’animale di casa finisca col sentirsi trascurato, con il rischio di sviluppare forme di ansia o di “depressione”.
Una visita comportamentale pre-nascita e alcuni piccoli accorgimenti possono davvero fare la differenza.

Cani e gatti, preparali all’arrivo del bebè

Micio

  • Prepara la cameretta con un certo anticipo e lascia che il micio vi entri liberamente: inizierà a lasciare i propri feromoni (impercettibili all’olfatto umano) sui muri e sui mobili, riconoscendo la stanza come un ambiente familiare, non pericoloso.
  • L’uso di feromoni sintetici qualche giorno prima dell’arrivo del bimbo aiuterà a creare un’atmosfera più accogliente e a far sentire più tranquillo il gatto.
  • Quando il bebè giunge a casa per la prima volta, non obbligare il gatto ad avere un immediato contatto con lui: lascia che sia il micio a decidere quando è il momento di andare a scoprire la “novità”.
  • Nella cameretta predisponi angoli, cucce e cuccette dove il gatto possa mettersi in alternativa alla culla, che per lui rappresenta una forte attrattiva: è difficile che accada, ma meglio evitare il rischio che, dormendo, con il suo corpo l’animale possa soffocare il neonato.
  • Non occuparti del gatto solo quando il bebè fa la nanna, altrimenti finirà per sentirsi in competizione con il piccolo. Mamma e papà possono alternarsi nell’accudire entrambi i “cuccioli” di casa.
  • Evita di allontanare il gatto quando nello stesso locale c’è il bambino: un animale non aggressivo non ha motivo di fare del male al piccolo se non si sente da lui “scavalcato”.
  • Cerca di coinvolgerlo il più possibile: se il bebè piange, per esempio, puoi chiedere al micio di accompagnarti a vedere di che cosa si tratta.

Fido

  • Permettigli di esplorare in anticipo la cameretta. Fagli vedere il passeggino e la carrozzina, mostragli come si muovono per fargli capire che si tratta di oggetti di cui non aver paura quando si esce per la passeggiata.
  • Evita di farlo giocare con indumenti o accessori del bebè: li identificherebbe solo come giocattoli e tenderebbe a usarli anche dopo l’arrivo del bambino.
  • Il giorno delle dimissioni, il primo contatto deve avvenire nel cortile dell’ospedale, non a casa dove il cane, come sempre, accoglie chiunque entra facendo le feste, ma rischia di vedersi respinto perché la mamma – che dopo alcuni giorni di ricovero è quella che non incontra da più tempo e alla quale vorrebbe riservare le maggiori attenzioni – entra con il bambino in braccio.
  • Al rientro a casa evita, almeno per qualche ora, la presenza di altri parenti: della loro eventuale apprensione farebbero le spese il cane stesso, ma anche voi genitori, già abbastanza stressati.
  • Lascia che il cane si avvicini al bambino per annusarlo: a differenza del gatto, cercherà di farlo appena possibile. Una volta scoperto che si tratta di qualcosa di “normale”, lui stesso passerà ad altre attività.
  • Non pensare al cane solo quando il neonato dorme, ma occupati di lui anche negli altri momenti della giornata, in modo che non si senta trascurato.
  • Chiedi ai parenti che vengono a visitare il bambino di portare un regalino anche per il cane: sono sufficienti un osso di bufalo o dei biscottini per non farlo sentire trascurato.
  • Evita che, quando già gattona, il bambino si avvicini al cane mentre questi mangia o dorme. E non lasciarlo mai da solo con cani che vivono in cortile e hanno quindi un maggiore istinto di difesa del territorio.
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