Scegli di partorire in acqua per alleviare il dolore
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12 gennaio 2016

Controlla così i dolori del parto

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Partorire in acqua

Partorire in acqua

Sono sempre più numerosi in Italia i punti nascita che offrono la possibilità di rilassarsi con una doccia calda o immergersi in acqua durante il travaglio.

Partorire in acqua: pro e contro

Punti di forza

L’acqua calda (34-35 gradi) lenisce il dolore delle contrazioni e aiuta a rilassare i muscoli del pavimento pelvico, favorendo così la discesa del bambino nel canale del parto. La vasca per il travaglio è ampia e confortevole e il livello dell’acqua è basso, così la donna è in grado di entrare e uscire agevolmente e di scegliere la posizione che preferisce: seduta, rannicchiata o semidistesa.

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Punti deboli

Non tutti gli ospedali dispongono di vasche dedicate o di bagni privati dotati di doccia. Nelle strutture che offrono questa possibilità, però, il numero di vasche disponibili è in genere molto limitato e non permette di garantirne la disponibilità. Per partorire in acqua occorre l’assistenza di personale preparato e sono ancore rare le strutture che lo consentono. L’acqua calda attenua il dolore delle contrazioni, non lo elimina. Si può partorire in acqua solo in assenza di complicazioni che richiedano procedure mediche. Il travaglio e il parto in acqua sono incompatibili con l’epidurale.

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