Chiedi aiuto dopo il parto - Dolce Attesa
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18 gennaio 2011

Chiedi aiuto dopo il parto

Chiedi aiuto dopo il parto

I primi giorni dopo le dimissioni, quando si lascia un ambiente “protetto” e ci si ritrova sole a prendersi cura del proprio bambino, sono molto impegnativi. La neomamma deve fare i conti con la stanchezza e la particolare situazione ormonale del post parto e, soprattutto, deve imparare a conoscere il proprio bebè, entrare in sintonia con lui. In tutto questo, troppo spesso, la donna non è adeguatamente sostenuta e la solitudine aumenta la fatica e il senso di insicurezza.
Nei nove mesi di gravidanza, le iniziative a lei dedicate sono numerose, ma quando il bimbo viene al mondo l’attenzione si sposta su di lui e la puerpera viene investita di una serie di doveri sociali che spaziano dall’essere un’ottima madre, a una compagna attenta, a una professionista capace.

Dal sogno alla realtà
Accade di frequente che le neomamme si trovino “spiazzate” di fronte a una realtà che immaginavano diversa. La gravidanza è il regno dell’immaginario, mentre il “dopo” si trasforma in un’esperienza molto pratica. Il problema è che, generalmente, la donna non viene preparata ad affrontare questo cambiamento: durante i corsi di accompagnamento alla nascita ci si sofferma sugli aspetti poetici della maternità e quando ci si trova a gestire i frequenti risvegli del piccolo, il suo fisiologico bisogno di contatto, eventuali difficoltà nell’avvio dell’allattamento al seno si va in crisi. Un’adeguata assistenza al percorso nascita dovrebbe invece offrire un quadro molto pratico e realistico dei primi tempi con il neonato. Sapere che quello che si sta vivendo è la norma è, infatti, di grande aiuto per affrontare più serenamente l’impegno e la fatica.

La mancanza della famiglia
Un tempo non era necessario che gli operatori spiegassero alla futura mamma che cosa aspettarsi dopo la nascita: la maternità era qualcosa di noto e consueto, grazie all’esperienza e alla vicinanza delle altre figure femminili della famiglia allargata. Oggi, questo contesto che offriva supporto pratico ed emotivo alla neomamma è venuto a mancare. E, a differenza del passato, generalmente il proprio bimbo è il primo neonato che la donna si trova ad accudire.
La nascita di un figlio è un evento che rivoluziona l’equilibrio personale e familiare, cambiano i ritmi, le abitudini e le priorità. Il partner è spesso assente per buona parte della giornata, con il rischio che la donna si trovi ad affrontare una grande solitudine affettiva.
Qualcuno può contare sui nonni, ma oggi questa non è più la norma. Spesso le madri e le suocere sono ancora giovani e attive; a volte, poi, c’è il problema della lontananza o, comunque, si è divisi da scelte pedagogiche diverse.

Una società che va di fretta
Non è solo il contesto familiare a essere cambiato. Anche lo stile di vita è spesso in contrapposizione con l’esperienza della maternità. Quello dell’attesa è infatti un tempo “lento”, in netto contrasto con i ritmi della quotidianità e situazioni di incertezza, dovute alla mancanza di elementi di stabilità come la casa e un impiego fisso.
Inoltre, la difficile conciliazione tra realizzazione familiare e quella professionale mette spesso la donna davanti a un bivio, costretta a scegliere tra due parti di sé, entrambe importanti. A ciò si aggiunge una visione della maternità che vuole la donna madre perfetta di quel bimbo che spesso è l’unico e deve quindi essere molto amato e curato.

Servizi pubblici e volontariato
L’offerta assistenziale e le proposte specifiche per il periodo del dopo parto variano molto da regione a regione. Ci sono aziende sanitarie che assicurano alle neomamme un’assistenza di tipo domiciliare nelle prime settimane dopo la nascita, con un’ostetrica o un’assistente sociale che si reca a casa per offrire consigli pratici.
Dove non è previsto questo servizio, il punto di riferimento può essere il consultorio cittadino: ormai, anche nei centri più piccoli si possono trovare quegli “spazi mamma” in cui un’ostetrica o un’infermiera assicurano sostegno per l’allattamento al seno e indicazioni relative alla cura del bebè.
L’organizzazione di percorsi post nascita, con appuntamenti periodici nei primi mesi di vita del bambino, è però ancora decisamente poco diffusa e manca quindi la possibilità di confrontarsi con altre madri. Naturalmente il primo suggerimento è quello di informarsi – presso il consultorio o il punto nascita – sull’esistenza di eventuali associazioni o gruppi di auto-aiuto. Anche le consulenti volontarie de La Leche League organizzano incontri mensili per gestanti e madri con bimbi durante i quali si trattano tematiche diverse, dall’allattamento, alla nanna, alla cura del bebè.

Un sostegno da mamma a mamma
Per sconfiggere la solitudine e le incertezze, il confronto con altre madri è l’ideale. Preziosa, in questo senso, è l’attività delle associazioni e dei gruppi di auto-aiuto composti da madri che mettono a disposizione il loro tempo e le loro conoscenze per offrire un supporto alle neomamme, tramite consulenze telefoniche o domiciliari e l’organizzazione di incontri periodici.
Se nella propria città non esistono gruppi o associazioni di questo genere, le neo mamme si sforzino comunque trovare il modo di vincere la solitudine. Ad esempio, mantenendo il contatto con qualche compagna del corso preparto o scambiando quattro chiacchiere con un’altra mamma nella sala d’attesa del pediatra per poi darsi appuntamento e incontrarsi ancora. In ogni modo, non dimentichiamo che, per quanto riguarda le consulenze telefoniche, molte associazioni rispondono a chiamate provenienti da tutta Italia.

Consigli online
Il sostegno da mamma a mamma può viaggiare anche online. Nel web si moltiplicano forum e community in cui i genitori discutono, cercano informazioni e conferme. Salotti virtuali che rappresentano veri e propri gruppi di auto-aiuto, in cui ci si confronta in merito a svezzamento, nanna, educazione al vasino e mille altri aspetti della vita quotidiana e della crescita di un figlio. Ci sono mailing-list in cui si approfondiscono argomenti specifici: un esempio è la lista yahoo del sito Allattiamo.it che, a quasi dieci anni dalla fondazione, ha assicurato sostegno a centinaia di madri desiderose di nutrire al seno i propri figli. La mamma in difficoltà scrive il suo messaggio e, nel giro di poche ore, arrivano le risposte da parte di mamme che hanno già attraversato quella fase, o la stanno vivendo proprio in quel momento. Se la situazione lo richiede, potrà rivolgersi a un esperto in allattamento.

Qualche indirizzo utile:

  • Per trovare il gruppo di auto-aiuto più vicino è possibile consultare l’elenco delle associazioni che operano sul territorio nazionale sul sito del MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano)
  • Per mettersi in contatto con una consulente de La Leche League si può telefonare al numero 199.432.326, scrivere un’e-mail all’indirizzo: hf@lllitalia.org

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