8 trucchi per affrontare il parto al meglio - Dolce Attesa

8 trucchi per affrontare il parto al meglio

8 trucchi per affrontare il parto al meglio

Il dolore che caratterizza il parto può essere affrontato e sopportato. Ecco 8 consigli per affrontare il parto!

1. CAMMINA!
La regola numero uno. Il movimento ha un effetto analgesico di per sé, in quanto abbrevia il tempo della contrazione e permette a ogni donna di assumere le posizioni a lei più comode. L’attività muscolare delle gambe, tra l’altro, agisce come una pompa che fa circolare meglio il sangue. Quando poi arriva la contrazione, ci si può appoggiare a un sostegno. La posizione più utile è senza dubbio quella con il busto flesso in avanti, perché favorisce l’apertura del canale del parto. Ma è poi il corpo stesso a trovare le posture antalgiche: inginocchiata, appoggiata sulla palla (oggi disponibile in molti punti nascita) o al futuro papà, a cavalcioni su una sedia. L’importante è non rimanere sdraiate, perché in questo modo le contrazioni sono più lunghe e intense. In questa posizione, infatti, il canale del parto, si restringe, affaticando maggiormente la mamma e il bambino.

2. DOLCI MASSAGGI
Quelli più semplici possono essere eseguiti da chiunque. Quindi anche dal futuro papà o da chi resta accanto alla mamma durante il travaglio. Così, per esempio, si può ricorrere alla “contropressione”, premendo con fermezza sulla parte dolente. Oppure si può lavorare sulla pianta del piede: premere con i pollici tutto l’arco plantare favorisce, infatti, il rilassamento.

Queste manipolazioni possono essere praticate sia quando si avverte dolore, così da contrastarlo, sia durante le pause, per indurre un relax più profondo e permettere di affrontare meglio la contrazione successiva.

3. CULLATE DALL’ACQUA
Durante il travaglio, il potere analgesico dell’acqua può rivelarsi particolarmente prezioso. Se in ospedale c’è una vasca a disposizione, si può chiedere di immergersi, anche solo per un breve tempo. In mancanza di meglio, si può usare la doccia o, ancora, ricorrere a semplici impacchi di acqua calda da applicare sulla zona dell’osso sacro. L’acqua, infatti, scioglie le tensioni muscolari e favorisce l’abbandono. E quanto minore è la resistenza del corpo, tanto minore sarà il dolore. Inoltre, la maggiore distensione favorisce la produzione spontanea di endorfine, gli ormoni del piacere che si contrappongono all’azione dell’adrenalina, che viene rilasciata in situazioni di tensione e paura.

4. NELLA PAUSA, UN COMPLETO RELAX
Esistono svariati metodi per rilassarsi, da usare comevere e proprie ‘armi’ per combattere il dolore. Sono utili per sfruttare al meglio la pausa tra una contrazione e l’altra e ricaricarsi in vista delle doglie successive. Per esempio, si possono imparare le tecniche per passare velocemente da uno stato di tensione al rilassamento. Oppure, si possono associare immagini o suoni (a seconda del “canale” che si predilige) a stati di benessere che possano essere richiamati prima del ritorno della contrazione e del dolore. Molto utili anche l’autoipnosi o il classico training autogeno che, però, vanno appresi durante la gravidanza e che richiedono un certo allenamento per poter essere utilizzati con successo.

5. RESPIRA PROFONDAMENTE
La respirazione è importante sia nella fase dilatante sia in quella espulsiva. Durante la prima parte del travaglio è utile effettuare lunghe ‘espirazioni’, cioè buttare fuori quanta più aria possibile. In questo modo, si ottiene un maggior rilassamento dei tessuti e si attiva il sistema nervoso parasimpatico, che apre, espande e distende il corpo. Ma anche l’uso della voce può favorire la corretta respirazione e quindi la distensione muscolare attraverso una sorta di ‘massaggio’ causato dal movimento del diaframma. Tanto che, guarda caso, urla e vocalizzi sono spesso usati spontaneamente dalle mamme durante la fase espulsiva. Non bisogna vergognarsene, anzi, ma ricordare che vanno predilette le tonalità più profonde che, provocando una vibrazione a livello addominale, permettono di dirigere l’energia e la forza della spinta verso il basso.

6. BACIAMI, STUPIDO!
Se si resta da sole, si prova più dolore. E la persona più adatta a essere presente al momento del parto è quella con cui ci si sente più libere di esprimere qualunque tipo di emozione, anche quelle negative. Di solito, questa persona è il partner, con cui si è condiviso tutto il periodo dell’attesa. E se c’è un buon rapporto, il contatto con lui può avere un effetto analgesico molto potente. Ma perché questo avvenga, anche in pieno travaglio è importante creare una certa intimità. Solamente così ci si può abbandonare alla tenerezza: oltre ai massaggi può essere utile il contatto pelle a pelle per poter avvertire il calore dell’altro. Ogni coppia ha una sua modalità affettiva per rilassarsi, che è diversa da quella delle altre. Ma per tutti funziona il bacio. Provare per credere: baciandosi appassionatamente tra una contrazione e l’altra si rilassano anche il bacino e il perineo.

7. CHIUDI LA PORTA!
Ormai è dimostrato da molti studi: un ambiente accogliente costituisce una condizione irrinunciabile per contrastare il dolore. La scelta dell’ospedale è quindi determinante. È fondamentale che ci sia uno spazio ‘protetto’ in cui la mamma possa chiudere la porta e restare sola con la persona che ha scelto di avere accanto per l’intera durata del travaglio. No, quindi, ad ambienti troppo ‘medici’, che fanno sentire malate o a luoghi affollati in cui ci si sente a disagio e che non permettono di lasciarsi andare esprimendo attivamente il dolore.

È importante, poi, che l’ostetrica crei un rapporto “uno a uno” con la mamma e che non sia costretta a occuparsi di tanti parti contemporaneamente. Il calore e il contenimento dati da una buona relazione infondono, infatti, molta sicurezza e aiutano ad affrontare meglio il dolore.

8. SDRAMMATIZZA…
L ’importante è non perdere mai di vista l’obiettivo: l’atteggiamento mentale può condizionare l’andamento del travaglio e ha un ruolo determinante nella percezione del dolore. Senza una solida motivazione, la paura cresce. Quindi, bisogna sempre pensare che possiamo farcela, che ogni donna è in grado di partorire. E che dando alla luce il bambino, si fa un dono al mondo. Un atteggiamento positivo, aperto, può rendere più efficaci le contrazioni.

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