Zenzero, un aiuto per combattere la nausea in gravidanza
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19 febbraio 2019

Zenzero, un aiuto per combattere la nausea

Inserito di recente nel paniere Istat, è un alimento sempre più presente nelle abitudini degli italiani. E può rivelarsi un rimedio efficace per alcuni disturbi della gravidanza

Zenzero, un aiuto per combattere la nausea

Per le future mamme che soffrono di nausea c’è un alleato naturale: lo zenzero. Questo alimento è stato infatti incluso tra i rimedi per il disturbo dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dalle Linee guida della gravidanza fisiologica del ministero della Salute. Vediamo, con l’aiuto dell’esperta, in quali occasioni ne è consigliata l’assunzione e con quali accorgimenti.

Un rimedio di dimostrata efficacia

Lo zenzero, ovvero il rizoma (fusto sotterraneo simile a una radice) di una pianta erbacea perenne con proprietà digestive e antinfiammatorie, è stato utilizzato anche nel passato come rimedio anti-nausea. Oggi, però, la sua efficacia è stata dimostrata scientificamente grazie a vari studi che hanno coinvolto campioni significativi di future mamme. “Ultimo in ordine di tempo, uno studio che ha messo a confronto zenzero, vitamina B6, che ha a sua volta un effetto anti-nausea, e un placebo”, spiega Anna Franca Cavaliere, ginecologa del Dipartimento Scienze della Salute della Donna e del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS-Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Risultato: lo zenzero può realmente essere efficace e i benefici derivati dalla sua assunzione sono superiori rispetto a quelli della vitamina B6”.

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Sicuro sì, ma con alcuni accorgimenti

Oltre a confermarne l’efficacia, gli studi hanno dimostrato l’assenza di controindicazioni. Lo zenzero viene consigliato come rimedio per nausea e vomito in gravidanza anche nel sito farmaciegravidanza.gov.it. “Non sono stati evidenziati effetti avversi”, spiega l’esperta. “Non ci sono rischi né per la salute della futura mamma e del bambino – lo zenzero non ha effetti teratogeni, cioè non è associato ad anomalie fetali – né per la gravidanza in sé. È fondamentale, però, evitare il fai da te. La donna deve rivolgersi al proprio medico affinché le suggerisca la formulazione più indicata, le dosi e la durata della somministrazione”.

Quando può essere utile?

“Una percentuale molto alta di donne soffre di nausea e vomito, in misura variabile, nel corso del primo trimestre”, dice la dottoressa Cavaliere. “Questi disturbi si risolvono nella maggior parte dei casi entro il primo trimestre, ma in una piccola percentuale di donne persistono fino alla ventesima settimana circa e, nel 10% dei casi, continuano, seppur con sintomi attenuati, oltre la metà dell’attesa”. Lo zenzero può rivelarsi un utile alleato per le forme lievi o moderate. “Diverso è il caso in cui la futura mamma soffra di ipermesi gravidica”, sottolinea l’esperta. “Si tratta di un disturbo che riguarda meno del 2% delle donne e che è associato a disidratazione, anomalie nei risultati delle analisi del sangue e una perdita di peso superiore al 5% rispetto al peso pre-gravidanza. In presenza di questi sintomi, è indispensabile una valutazione ospedaliera della situazione”.

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Come si assume?

Il consiglio del medico servirà per orientarsi tra i vari prodotti presenti sul mercato, dato che oggi lo zenzero è disponibile sotto forma di rizoma, polvere, estratto, tisana, compresse, ed è contenuto in vari alimenti, dai biscotti, ai condimenti e ai ghiaccioli. “La formulazione più indicata resta però quella pensata ad hoc per la gravidanza: compresse e chewing gum acquistabili in farmacia”, dice la dottoressa Cavaliere. “Così, ci sono maggiori garanzie in termini di controlli di qualità e tracciabilità del prodotto. Inoltre, questa soluzione permette di quantificare meglio le dosi assunte nel corso della giornata”. Per trarne beneficio si dovrebbero, infatti, prendere 1000 mg al giorno.

E se non funziona?

Cosa fare se, nonostante l’assunzione quotidiana di zenzero, la futura mamma non nota miglioramenti? Può essere utile incrementarne il consumo? “No, se lo zenzero non si rivela efficace, aumentare le dosi non serve”, spiega l’esperta. “Conviene, piuttosto, valutare altre strade, ad esempio, associare allo zenzero la vitamina B6. Oppure l’agopuntura: c’è un punto specifico, detto P6 o Neiguan, che migliora i sintomi della nausea. Si possono provare anche i braccialetti anti-nausea, che esercitano una pressione sullo stesso punto. Ma ancora prima è fondamentale valutare lo stile di vita della futura mamma, intervenendo – se necessario – per migliorarne le abitudini”.

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Zenzero sì, ma conta innanzitutto lo stile di vita

“Per prevenire o limitare il disagio di nausea e vomito, il primo consiglio è di evitare pasti molto abbondanti e cibi grassi o piccanti che possono irritare l’apparato gastroesofageo”, consiglia l’esperta. “Conviene, poi, non lasciar trascorrere molto tempo tra un pasto e l’altro: piccoli spuntini per spezzare il digiuno e prima di alzarsi alla mattina possono alleviare la sensazione di nausea. Se le abitudini alimentari sono scorrette, è assai improbabile che lo zenzero possa risultare efficace. Per favorire il benessere psicofisico della futura mamma, occorre inoltre riposare di più, rilassarsi, allontanare ansie e preoccupazioni”.

 

di Giorgia Cozza

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