Vaccini per mamma (e papà) per proteggere il bebè

22 ottobre 2019

Vaccini per mamma (e papà) per proteggere il bebè

Le vaccinazioni in gravidanza contro influenza e pertosse sono sicure e proteggono sia la mamma che il nascituro

Vaccini per mamma (e papà) per proteggere il bebè

Le vaccinazioni non sono un presidio di prevenzione riservato ai bambini. Anche gli adulti possono trarne beneficio. E immunizzando gli adulti si proteggono di riflesso anche i più piccoli. Per queste ragioni il calendario vaccinale prevede la somministrazione di due vaccini in gravidanza: quello contro l’influenza e quello contro la pertosse.

Influenza: a qualunque epoca

“È tutt’altro che un’infezione banale”, sostiene Paolo Bonanni, ordinario di Igiene dell’Università di Firenze e coordinatore scientifico del Calendario per la Vita. “In Italia l’influenza è la terza causa di morte per patologia infettiva, dopo AIDS e tubercolosi. Ogni anno colpisce circa il 9% della popolazione. E a farne le spese in termini di ospedalizzazione e decessi sono soprattutto le persone più vulnerabili, come le mamme in attesa. La gravidanza, infatti, pur essendo una condizione fisiologica e non una patologia, aumenta il rischio di complicanze dell’influenza a carico del sistema cardiorespiratorio. Con conseguenti danni al feto da carenza di ossigeno”.

Da anni ormai la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata alle future mamme che si trovano ad aspettare tra ottobre e dicembre, quando è disponibile il vaccino stagionale. Fino all’anno scorso, la raccomandazione era limitata al secondo e terzo trimestre. “Perché il primo è quello più delicato, quello in cui è maggiore il rischio di un’interruzione spontanea. Benché ci sia evidenza scientifica della sicurezza del vaccino in ogni fase della gravidanza, si voleva evitare che un eventuale aborto spontaneo venisse attribuito alla vaccinazione”, osserva Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi di Milano.

“Quest’anno finalmente è caduta ogni remora e i vaccini antinfluenzali sono raccomandati dal primo al terzo trimestre di gravidanza. La mole dei dati disponibili non lascia più dubbi”.

Nel terzo trimestre la protezione è per due

Il momento giusto per vaccinarsi in gravidanza è prima possibile, non appena c’è la disponibilità del vaccino. Se coincide con il terzo trimestre, gli anticorpi prodotti dall’organismo della futura mamma attraversano la placenta e conferiscono al nascituro un certo grado di protezione. Che si estende anche dopo la sua nascita, nelle prime settimane di vita. Ma non vale certo la pena di posticipare la vaccinazione della donna per farla coincidere con il terzo trimestre. C’è il rischio che il virus la batta sul tempo e lei si ammali prima di immunizzarsi.

La donna che aspetta può richiedere gratuitamente la vaccinazione all’ambulatorio del suo medico di medicina generale o al centro vaccinale della ASL di competenza.

“Anche se il neonato è protetto dalla vaccinazione fatta dalla mamma in gravidanza, ben venga qualunque misura ulteriore di sicurezza. Come estendere i vaccini a eventuali fratellini e sorelline, che potrebbero portare in casa il virus contratto a scuola. Ma anche al papà, ai nonni e agli adulti che si prendono cura del neonato”, suggerisce Pregliasco.

Pertosse: vaccini, uno scudo necessario

Ancor più importante è la vaccinazione in gravidanza per proteggere il neonato dal rischio di pertosse. Come nel caso dell’antiinfluenzale, la vaccinazione contro la Bordetella pertussis effettuata nel terzo trimestre conferisce al nascituro una temporanea immunità che lo protegge almeno fino al terzo mese di vita, quando riceve di persona la prima dose di vaccino.

È proprio nei primi mesi di vita che la pertosse comporta i rischi maggiori per la salute e la sopravvivenza stessa del bambino. “Il momento migliore per vaccinare la futura mamma è tra la ventisettesima e la trentaduesima settimana di attesa”, spiega Bonanni.

Per trasmettere l’immunità al piccolo non è sufficiente che la donna sia stata vaccinata prima del concepimento, magari in occasione di una precedente gravidanza. La somministrazione deve essere ripetuta a ogni nuova attesa. “Sia la vaccinazione che l’infezione da Bordetella pertussis non conferiscono immunità permanente”, spiega Bonanni.

“Chi è stato vaccinato nell’infanzia, torna a essere suscettibile da adulto. E l’adulto può contrarre l’infezione più volte nel corso della vita”, spiega Bonanni. “È consigliabile quindi che, oltre alla mamma, anche il papà del neonato, i nonni, gli adulti più prossimi al piccolo rinnovino la loro protezione come ulteriore misura di sicurezza, per creare intorno al bambino un bozzolo difensivo”.

Il vaccino anti-pertosse, che può essere richiesto dalla futura mamma gratuitamente all’ambulatorio della ASL di competenza, è reperibile solo in forma trivalente, insieme ai vaccini anti-difterite e anti-tetanico. “La sicurezza di questa formulazione in gravidanza è sostenuta dalla più solida evidenza scientifica”, assicura Paolo Bonanni.

di Maria Cristina Valsecchi

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