Uva: anche con il pancione, tanti benefici (e piccole attenzioni)

01 ottobre 2019

Uva: anche con il pancione, tanti benefici (e piccole attenzioni)

Ideale per favorire la circolazione, contrastare la stipsi e la ritenzione idrica, è anche utile per combattere il colesterolo cattivo e migliorare l'umore

Uva: anche con il pancione, tanti benefici (e piccole attenzioni)

L’uva è una delizia di stagione, capace di ingolosire anche chi non ama troppo la frutta. In questo periodo un acino tira l’altro. Ma mangiarla in gravidanza va bene o c’è qualche controindicazione? Ne abbiamo parlato con Giorgio Donegani, esperto di alimentazione e tecnologo alimentare, e Maurizio Silvestri, ginecologo dell’Usl Umbria 2.

Una pagella invidiabile

“L’uva ha una lunga lista di virtù. Non solo quelle depurative, conosciute ormai da secoli, ma soprattutto quelle protettive, messe a fuoco più di recente”, chiarisce subito Donegani.
Ad esempio, è ottima per la circolazione. Nei suoi acini sono presenti numerose sostanze antiossidanti, conosciute come antociani, pigmenti responsabili della colorazione rosso-viola, particolarmente preziosi per la protezione dei vasi sanguigni. Utili alleati, quindi, per le future mamme.

“Con proprietà simili a quelle del mirtillo, gli antociani dell’uva stabilizzano le pareti di vene, arterie e capillari, rinforzandone il tessuto e rendendolo più elastico. Il consumo di uva nera è un valido coadiuvante per la fragilità capillare, delle vene varicose e delle difficoltà di circolazione in genere”, spiega ancora.

Zuccheri dell’uva: sì, con cautela

In un etto d’uva – un grappolo medio, per capirsi – ci sono 61 calorie e 15,6 grammi di zuccheri. “Un contenuto elevato, di cui tenere conto in caso di diabete gestazionale o necessità di contenere l’aumento di peso. Meglio, in questi casi, limitarne il consumo e possibilmente distanziarlo dai pasti principali per evitare carichi glicemici”, raccomanda il ginecologo. 

“Gli zuccheri dell’uva, però, le conferiscono anche un leggero effetto lassativo, ben bilanciato dall’astringenza di altre sostanze chiamate tannini. L’alto contenuto salino e vitaminico, poi, stimola la secrezione delle ghiandole dell’apparato digestivo, aiutando così il pancreas e il fegato a liberarsi degli eccessi di succo pancreatico e di bile”, spiega Donegani.

“Per questa proprietà lassativa, associata a quella tonificante sulla parete delle vene data dagli antociani, l’uva – soprattutto quella nera – coadiuva i trattamenti dei disturbi emorroidali, frequenti negli ultimi periodi della gestazione”, aggiunge Silvestri.

Quanto alla digeribilità, niente da segnalare. “Non dimentichiamoci, invece, dell’azione diuretica dell’uva, che può essere un aiuto contro la ritenzione idrica tipica dei nove mesi d’attesa”, ricorda il tecnologo alimentare.

Anti colesterolo & anti-age

“Di recente si è scoperta nella buccia dell’uva un’ulteriore sostanza particolarmente benefica, il resveratrolo. Si tratta di un composto naturale che la vite produce per combattere alcuni funghi parassiti”, spiega Giorgio Donegani. “I ricercatori hanno dimostrato che ha la capacità di limitare la formazione del colesterolo LDL (quello ‘cattivo’) nei vasi sanguigni. Migliorando ulteriormente le capacità preventive nei confronti dei disturbi cardiovascolari”.

Infine, gli effetti sull’umore. “La presenza di zuccheri e la ricchezza in acido fosforico e silicio rendono l’uva un ottimo ricostituente del sistema nervoso, perfetto contro la malinconia dell’autunno. E le donano proprietà protettive e rigeneranti della pelle e dei capelli”, spiega l’esperto.

Come sceglierla e gustarla

I grappoli devono essere sani, con gli acini saldamente attaccati al raspo. “Non si devono evidenziare lesioni o ammaccature, i raspi devono essere verdi e il peduncolo deve presentarsi integro”. Una volta recisi, i grappoli non continuano la loro maturazione. È fondamentale, quindi, evitare l’acquisto di grappoli acerbi, troppo chiari o verdi. “Data la delicatezza dell’uva, dopo l’acquisto va consumata il prima possibile. Anche in frigorifero, non dura solitamente più di 3 o 4 giorni”, ricorda Donegani.

Quanto alle varietà, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Tra le migliori uve bianche da tavola troviamo la Moscato, dolce e aromatica, la pregiatissima uva Italia e l’uva di Almeria, con acini grandi e polpa soda. Tra le uve nere, invece, sono ottime la Cardinal, con acini grossi, colore rosso violaceo e polpa verdastra, l’Americana, dai chicchi piccoli e dolcissimi, e la Mennavacca, nera, con acini grossi, violacei, carnosi.

Raccomandazione fondamentale: “Le future mamme devono lavare con attenzione gli acini sotto abbondante acqua corrente. Non solo per il rischio di toxoplasmosi, l’infezione che contratta in gravidanza può causare danni alla retina e al cervello del bambino. Ma anche perché l’uva è sottoposta a notevoli trattamenti chimici mentre è sulla pianta”, raccomanda infine Silvestri.

di Giulia Righi

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