Un check-up completo - Dolce Attesa

05 agosto 2010

Un check-up completo

Un check-up completo

Prepararsi ad affrontare la gravidanza nelle migliori condizioni di salute è la prima forma di responsabilità sia verso se stessi sia verso il piccolo in arrivo. Per due ragioni: la diagnosi di eventuali malattie e la loro cura permette di evitare possibili rischi legati alla gravidanza; inoltre, dal momento del concepimento, l’organismo della futura mamma andrà incontro a profonde trasformazioni, dovendo provvedere a tutte le esigenze del bambino in arrivo ed è quindi importante che ‘lavori’ al 100 per cento

L’anamnesi personale e di coppia

L’anamnesi di una persona è il suo percorso clinico: le malattie fatte e quelle mai affrontate, i punti deboli, gli aspetti ‘forti’, il modo di reagire a situazioni potenzialmente dannose per la salute, i malanni che hanno affrontato i parenti più vicini e le eventuali malattie croniche di cui soffrono.
Per un medico è importantissimo conoscere questi aspetti della vita del paziente e lo è a maggior ragione in vista di una gravidanza.
Valutando la ‘carta d’identità’ dei futuri genitori, infatti, saprà quali esami suggerire e quali suggerimenti dare affinché la gestazione si svolga nel migliore dei modi. Inoltre, sarà anche in grado di prevedere il probabile andamento della gravidanza e del parto.

Gli esami consigliati

Gli esami raccomandati prima che inizi la gravidanza comprendono analisi del sangue per stabilire l’eventuale vulnerabilità alla toxoplasmosi e alla rosolia. A questi può essere aggiunto un test per la ricerca degli anticorpi alla varicella, se l’aspirante mamma non ricorda di averla avuta.

Per lei

  • Azotemia e creatinina: servono a valutare il funzionamento dei reni.
  • Transaminasi, fosfatasi alcalina, prove di coagulazione e quadro sieroproteico: per controllare il funzionamento del fegato e le sue connessioni con il processo di coagulazione del sangue.
  • Esame emocromocitometrico: per rivelare un’eventuale anemia, definirne il tipo e individuarne la causa.
  • Glicemia basale: per essere sicure di non avere il diabete al momento dell’esame.
  • Determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh: per poter prevedere eventuali problemi di incompatibilità materno-fetali.
  • Rubeo-test: per controllare il grado di immunizzazione contro la rosolia.
  • Toxo test: per controllare l’immunizzazione contro la toxoplasmosi.
  • Reazione di Wasserman: per escludere il contagio da sifilide.
  • Ricerca dell’antigene Australia: per scoprire se si è portatrici sane del virus dell’epatite. – Radiografia del torace: per escludere eventuali malattie polmonari e cardiache.
  • Elettrocardiogramma: per un controllo accurato del funzionamento del cuore.

Per lui

  • Determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh: per prevedere eventuali problemi di incompatibilità del sangue tra madre e bimbo.
  • Esame emocromocitometrico con i valori globulari, più altri esami di approfondimento che il medico reputerà opportuno fare: nel caso lei risultasse portatrice del gene della talassemia.


 

Salvo rari casi particolarmente gravi, le donne che soffrono di diabete, ipertensione o disturbi cardiovascolari possono affrontare con serenità l’attesa di un bimbo, a patto di essere adeguatamente seguite e curate durante la gravidanza.
Benché solo alcuni principi attivi risultino dannosi, un parere ‘esperto’ serve anche a chi assume farmaci che potrebbero influire sull’andamento della gestazione o sul corretto sviluppo del feto. In questo caso potrebbe essere necessario apportare qualche modifica alla posologia.

Le malattie genetiche
Rappresentano, comprensibilmente, lo spauracchio di qualsiasi coppia stia pensando a un figlio. Ma per fortuna, sono stati fatti enormi passi avanti nella diagnosi e nella cura delle malattie genetiche. E così pure nell’identificare, attraverso esami mirati, persone che potrebbero esserne portatrici e, al contempo, ‘vettori’ per il proprio bimbo (non sempre la responsabilità può essere condivisa: in alcuni casi l’anomalia può essere dovuta a uno solo dei due genitori, che ne è inconsapevolmente portatore).
Uno screening accurato e una consulenza medica adeguata sono ottimi strumenti per individuare il problema per tempo, quindi prima del concepimento. Lo sono, in particolare, nel caso in cui tra i parenti più prossimi dei futuri mamma e papà (genitori, fratelli, sorelle o cugini di primo grado) rientrino casi di:

  • disordini genetici quali fibrosi cistica, anemia, talassemia o anemia falciforme, morbo di Tay-Sachs;
  • anomalie cromosomiche quali sindrome di Down o di Turner, nonché difetti congeniti cardiaci, labbro leporino o palatoschisi.


Le vaccinazioni consigliate

Anche se è raro contrarre malattie infettive infantili durante la gravidanza, la rosolia – presa nei primi mesi – o la varicella – contratta verso la fine della gestazione – possono causare complicazioni al bimbo in arrivo.

  • Una volta verificato lo stato immunologico con un esame del sangue, il medico potrà suggerire se effettuare o meno i vaccini. Tuttavia, trattandosi di prodotti che contengono virus vivi, benché attenuati e che teoricamente potrebbero innescare un’infezione nell’organismo della donna, si raccomanda di effettuare la vaccinazione almeno un mese prima del tentativo di concepimento.
  • Non esiste, invece, un vaccino contro la toxoplasmosi, che tuttavia può essere evitata rispettando alcune essenziali norme alimentari e igieniche.
  • Alcuni medici consigliano poi all’aspirante mamma di rinnovare la vaccinazione antitetanica, se non l’ha fatto negli ultimi dieci anni e di immunizzarsi contro l’influenza se la stagione è quella appropriata, cioè a partire dalla metà di ottobre alla fine di novembre. Entrambi i vaccini, anti-influenzale e antitetanico, possono essere somministrati in piena sicurezza anche durante i nove mesi di gravidanza.
  • Se, infine, la futura mamma ha in progetto di viaggiare in un Paese straniero durante la gravidanza, potranno essere consigliate altre vaccinazioni, per esempio contro il tifo e la febbre gialla, ma poichè alcune di queste non possono essere somministrate a donne incinte, o richiedono tempo, è bene programmarle in anticipo.

Dentista: pensaci ora!

Prima del concepimento può essere utile fare una visita dentistica. Durante la gravidanza, infatti, la flora batterica del cavo orale si modifica, favorendo la comparsa di disturbi alla gengive (il sanguinamento è tra gli ‘inconvenienti’ più frequenti) e, talvolta, carie. Una visita prima della gestazione consente di intervenire per tempo, eventualmente anche di sottoporsi a esami radiografici, che dovranno invece essere sospesi nel corso dei nove mesi di attesa.

Alla visita dal proprio medico di base è bene associare un controllo ginecologico,
per verificare che sussistano le condizioni per affrontare una gravidanza ‘sana’.
Nel corso dell’incontro, l’aspirante mamma potrà fare domande e chiarire così gli eventuali dubbi, ma anche sottoporsi a un controllo per verificare che tutto sia a posto. In particolare, una semplice ecografia pelvica può evidenziare eventuali ostacoli al concepimento e suggerire il modo migliore per eliminarli.

Commenti