Smettere di fumare in 5 mosse - Dolce Attesa
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23 settembre 2010

Smettere di fumare in 5 mosse

Smettere di fumare in 5 mosse

Rinunciare alle sigarette non è facile. La nicotina crea dipendenza e, soprattutto all’inizio, sono necessari una grande forza di volontà e il sostegno e l’incoraggiamento di quanti circondano la futura mamma.

Ecco qualche trucco per affrontare questo momento con serenità:

  1. Concentrati sul tuo bambino. La gravidanza è il momento ideale per smettere di fumare, quale altra motivazione può essere più forte del pensiero del piccino che cresce nel tuo grembo? Quando ti viene voglia di una sigaretta concentrati su di lui, guarda la foto dell’ecografia o un vestitino acquistato per la sua nascita. Sarà più facile resistere alla tentazione.
  2. Scrivi su un foglio o su un cartellone tutti i rischi che il fumo comporta per il tuo bambino e per il buon esito della gravidanza e tieni questo memorandum in bella vista.
  3. Prepara un piano d’emergenza: quando il desiderio di una sigaretta si fa insopportabile, esci a fare una passeggiata, telefona a un’amica che ti sostiene nella tua decisione o a un parente/amico ex fumatore che possa comprendere le tue sensazioni, opta per una gomma da masticare, una caramella senza zucchero o uno snack salutare.
  4. Se eri una forte fumatrice e hai deciso di ridurre progressivamente il numero di sigarette quotidiane, prepara un piano di azione fissando scadenze precise e registra i tuoi progressi in un’agenda.
  5. Non dimenticare di premiarti! Naturalmente il benessere del tuo bambino è il dono più importante, ma poichè smettere di fumare ti è costato impegno e fatica (e ti ha assicurato un notevole risparmio economico!) hai diritto di coccolarti un po’: una bella seduta di massaggio, una serata al cinema, quel regalo che desideravi da tempo…”E per chi proprio sente di non riuscire a dire addio alle sigarette può essere d’aiuto un supporto psicologico sotitutivo della nicotina che non presenti controindicazioni in gravidanza”, spiega Salvatore D’Asta. “Di grande aiuto, infine, sono i Centri antifumo”, conclude la pediatra Monica Pierattelli. “E se, nonostante gli sofrzi, non si riesce ad abbandonare del tutto le sigarette, ma si arriva a ridurne significativamente la quota, si dovrà comunque essere fiere di se stesse”.

Niente sigarette per il papà:

“Recenti studi hanno evidenziato che se la futura madre è stata esposta al fumo passivo durante la gravidanza, si verifica un significativo decremento del peso alla nascita del bebè“, dice il ginecologo Salvatore D’Asta. “I livelli di nicotina presenti nel meconio di bimbi nati da fumatrici passive differiscono sostanzialmente da quelli riscontrati nei bebè di mamme fumatrici lievi-moderate”.

Tra l’altro, se il papà è un fumatore, dopo la nascita l’esposizione al fumo passivo danneggerà la salute del bambino. “In proporzione, alcuni componenti tossici sono più elevati nel fumo passivo”, sottolinea la pediatra Monica Pierattelli. “E non si creda di risolvere il problema fumando quando il bimbo non è presente e poi cambiando l’aria nel locale: per eliminare il 95% delle sostanze tossiche liberate da una sola sigaretta è necessario arieggiare l’ambiente per almeno tre ore!”.

L’ideale, quindi, anche per l’uomo, sarebbe cogliere l’occasione della gravidanza e liberarsi da questa fastidiosa dipendenza. A maggior ragione se la donna sta smettendo di fumare: il miglior modo per sostenerla è quello di unirsi ai suoi sforzi.

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