Sigarette elettroniche in gravidanza: facciamo chiarezza

10 ottobre 2019

Sigarette elettroniche in gravidanza: facciamo chiarezza

I rischi della nicotina sono ben noti, tanto che il fumo è vietato in gravidanza. Ma anche le e-cig possono presentare incognite per la salute della futura mamma e del nascituro?

Sigarette elettroniche in gravidanza: facciamo chiarezza

I danni del fumo di sigaretta in gravidanza sono provati. Dimostrati da studi autorevolissimi, che ci raccontano di neonati che nascono con sindromi di astinenza e basso peso. Ma cosa si può dire delle sigarette elettroniche, anche alla luce del recente allarme negli Stati Uniti? Ne abbiamo parlato con Roberta Pacifici, un’esperta dell’Istituto Superiore di Sanità che se ne occupa da anni, e con Irene Cetin, ginecologa, a capo della Clinica ostetrica e ginecologica dell’Ospedale Buzzi di Milano.

La nicotina fa sempre male

In Italia, attualmente, non si registrano allarmi per quanto riguarda ricoveri – o, addirittura, decessi – potenzialmente collegati al consumo di e-cig. Come invece è accaduto in America, dove sono oltre 800 i fumatori di sigarette elettroniche arrivati in ospedale con i sintomi di infezioni polmonari anche molto gravi. Nella maggior parte dei casi sembra che questi fumatori avessero caricato le sigarette elettroniche con oli contenenti THC, dunque cannabinoidi (illegali in Italia).

Adesso il Center for Disease Control americano sta indagando per fare chiarezza. Intanto però, anche se da noi non si sono verificati episodi eclatanti, gli esperti non hanno dubbi: guardia alzata con le sigarette elettroniche. “In assenza di studi specifici, la parola d’ordine, con le sigarette elettroniche, è cautela”, spiega Roberta Pacifici, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile del Centro nazionale dipendenze e doping.

E le cautele valgono sia per le sigarette elettroniche che contengono nicotina, sia per quelle che ne sono prive. Che, come vedremo più avanti, potrebbero comunque essere pericolose per altri ingredienti. “Abbiamo ancora poche certezze in materia di sigarette elettroniche. Ma sappiamo di sicuro che la nicotina in gravidanza è pericolosa e dannosa per il feto”.

Dunque, sbaglia chi pensa che le e-cig possano essere una soluzione nei 9 mesi. “Potrebbero anche essere meno dannose, quanto agli effetti sul feto, ma a ora non abbiamo certezze. Quindi un atteggiamento estremamente cauto è l’unico raccomandabile. Tra ‘male minore’ e ‘male zero’, in gravidanza è importantissimo scegliere la seconda opzione”, raccomanda Pacifici. Sulla stessa linea la ginecologa: “Non avere dati certi non significa che questa pratica possa essere considerata sicura. Per questo la cautela in gravidanza è assolutamente raccomandabile”.

L’incognita su aromi e liquidi: mancano studi

Il discorso non cambia con le sigarette elettroniche prive di nicotina. Rimangono, infatti, molti punti da chiarire. “Ad esempio, mancano ancora studi sugli effetti sul feto degli altri ingredienti contenuti nelle sigarette elettroniche. Come quelli che compongono i liquidi, gli aromi, il glicerolo. Questo vuol dire che anche con le e-cig ‘a nicotina zero’ non possiamo essere certi di non danneggiare il feto”, chiarisce Roberta Pacifici.

E per avere dati sicuri ci vorrà del tempo. “Gli studi sulle sigarette elettroniche sono complicati da una serie di circostanze. I dispositivi elettronici, gli ‘hardware’, sono in continua evoluzione, con caratteristiche molto diverse, tra marca e marca. E sono già molto differenti dai primi in commercio. Inoltre, l’80% dei fumatori di e-cig usa anche le sigarette classiche, per cui scindere gli effetti diventa davvero difficile”, spiega l’esperta del centro nazionale.

È vero: fumando sigarette elettroniche senza nicotina, si evitano le migliaia di sostanze tossiche liberate dalla combustione del tabacco. Ma questo vantaggio non basta a sdoganarle con il pancione. “Ricordiamoci che la placenta è davvero una spugna”, sottolinea l’esperta dell’Iss. “Gli studi in merito, in questo caso, sono numerosi. Per quanto riguarda le sigarette tradizionali, ad esempio, l’Istituto Superiore di Sanità ha analizzato il caso di un neonato figlio di una forte fumatrice: aveva tutti i sintomi dell’astinenza, oltre che basso peso alla nascita”. Quindi, se sul no al consumo di sigarette tradizionali con il pancione la comunità scientifica è tassativa, anche per le e-cig, allo stato attuale, è bene non abbassare la guardia.

Sigarette elettroniche: cosa dice la legge?

La giurisprudenza, per ora, è rimasta ferma al passato. “Ai tempi della legge Sirchia, che disciplinò il fumo di sigaretta nei luoghi pubblici, quelle elettroniche non c’erano. Il Decreto Legge 104 del 12/9/2013 ha vietato l’utilizzo delle sigarette elettroniche nei locali chiusi delle istituzioni scolastiche statali e paritarie. In molte realtà, come i treni, il divieto delle sigarette tradizionali è esteso a quelle digitali. Ma nei fatti sta, poi, ai singoli gestori dei locali decidere se estendere o meno i propri divieti anche alle sigarette elettroniche”, chiarisce l’esperta dell’Iss.

Questo vuol dire che, anche a livello di sanzioni per il fumo in presenza di bambini o donne in evidente stato di gravidanza, si è – di fatto – fermi. “Senza allarmismi e senza eccessi, nel dubbio, quando si è in attesa, meglio evitare anche il fumo elettronico passivo”, spiega ancora Roberta Pacifici.

Cautele col fumo già prima del test di gravidanza

Le attenzioni, poi, dovrebbero cominciare molto presto. Ancora prima del test di gravidanza positivo. Se si pianifica una gravidanza, il fumo andrebbe sospeso già prima, per evitare effetti sulla placenta e sulla formazione degli organi”, raccomanda Irene Cetin. “Tra l’altro, recenti studi sugli effetti a lungo termine del fumo di sigarette tradizionali hanno dimostrato che, in uomini e donne che ne fanno uso, i gameti, e dunque ovociti e spermatozoi, esprimono alterazioni dell’espressione dei geni, che risultano poi trasmissibili”. È l’epigenetica che viene a ricordarci che gli stili di vita possono addirittura “intaccare” il nostro patrimonio genetico.

“Altri studi hanno messo in evidenza che i piccoli nati da fumatrici possono andare incontro a problemi a livello renale, da adulti. Con rischio aumentato di sviluppare insufficienza renale, oppure sindrome metabolica”, aggiunge la ginecologa. Oltre ai conclamati possibili effetti sul feto.

“Ormai lo sappiamo con certezza: i bambini figli di fumatrici hanno ridotto peso alla nascita. Il loro sangue, infatti, è meno ossigenato e porta minor nutrimento alla placenta. Inoltre, il fumo con il pancione potrebbe avere esiti sulla gravidanza, aumentando il rischio di parto pretermine o di aborto”, ricorda la ginecologa. Che precisa: “Non è un rapporto 1 a 1, certo. Stiamo parlando di rischi aumentati, su grandi numeri, che si amplificano in caso di concomitanza di fattori di rischio. I possibili danni sono proporzionali al numero di sigarette fumate, ma fa male anche una sola. Per questo è importante che le donne si impegnino a smettere di fumare durante l’attesa, anche rivolgendosi – ad esempio – ai centri antifumo dell’ospedale di riferimento”.

 

di Giulia Righi

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