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29 novembre 2018

Shiatsu in gravidanza fai da te: i benefici e i punti da evitare

Shiatsu in gravidanza fai da te: i benefici e i punti da evitare

Derivato dalla medicina tradizionale cinese, lo shiatsu è una tecnica di riflessologia che lavora sui  punti dell’agopuntura. Con la differenza che, al posto degli aghi, si usano le pressioni di mani e dita.  Comunemente conosciuto per alleviare dolori alla cervicale o alla schiena, in realtà produce effetti più profondi sullo stato di  benessere generale.  Ogni volta che si tocca un muscolo, si lavora anche sui meridiani posti lungo tale muscolo, che sono una rete ben strutturata di “trasporto delle energie” che, come un fiume, mette in collegamento fra loro tutte le parti del corpo. Quando l’energia scorre liberamente e nel verso giusto, tutti gli organi lavorano al meglio e permettono di raggiungere uno stato di benessere, sia fisico sia emotivo. In periodi particolari della vita può capitare, però, che si creino blocchi di energia in determinati punti o che le energie fluiscano nella direzione sbagliata ed ecco che l’organismo ne risente, creando scompensi al meridiano dove si instaura il blocco e, di conseguenza, all’organo a esso collegato.

Alla ricerca di un nuovo equilibrio

La gravidanza è proprio uno di questi periodi particolari. Durante l’attesa l’equilibrio fisico ed emotivo della donna  cambia. Nel suo organismo entra una nuova vita: per questo, fegato, cuore e reni si preparano a lavorare per due, ossa e organi cominciano a spostarsi per far spazio al nuovo arrivato. Ma questo lavoro di accettazione è necessario anche da un punto di vista emotivo: benché il bambino sia stato cercato e voluto, rendersi conto che c’è davvero può dare un senso di disorientamento. Lo shiatsu si prende cura di tutti questi aspetti: lavorando sulla parte muscolare arriva agli organi e alle emozioni che li regolano e indirizza nuovamente le energie, facendole scorrere di nuovo nella giusta direzione.

Pressioni su punti strategici

L’ideale sarebbe affidarsi alle mani di un operatore, tuttavia puoi ottenere benefici anche da sola. L’importante è usare solo i palmi delle mani e non il pollice, che esercita un’azione più marcata (praticamente equivale all’ago nell’agopuntura), ma proprio per questo può essere adoperato solo da un esperto. Nel tuo caso si tratterà più che altro di un massaggio dolce, con pressioni  e carezze con il palmo delle mani su braccia, gambe, mani, piedi, dita e viso.

Per fare il trattamento, scegli la posizione che ti risulta più comoda, in piedi, seduta o sdraiata. Per un riequilibrio giornaliero di tutte le funzionalità organiche, segui lo schema riportato di seguito.

BRACCIA

  • Con la mano destra aperta, appoggia il palmo sulla parte interna del braccio sinistro e discendi dalla spalla fino alle dita con pressioni delicate, come se volessi fare “ciao” con la mano, seguendo tre linee, una centrale e due laterali, pur mantenendoti sempre nella parte interna. Si tratta di piccoli spostamenti, ma ogni linea coinvolge meridiani diversi.
  • Successivamente, partendo dal dorso della mano risali dolcemente, percorrendo l’esterno del braccio sino ad arrivare alla spalla, seguendo sempre tre linee di pressione, una centrale e due laterali. Ripeti la sequenza con l’altro braccio.
  • Esegui rotazioni dei polsi, aiutandoti alternativamente con l’altra mano.
  • Per finire, massaggia le dita, andando dal polso alla punta di ciascun dito.

GAMBE

  • Seduta appoggia il palmo della mano destra sulla parte esterna della coscia destra e discendi fino ai piedi con delicate pressioni, seguendo due linee: una sulla parte esterna del quadricipite femorale fino a percorrere la linea esterna della tibia, e una laterale –per intenderci, la “linea rossa dei pantaloni dei carabinieri” – sino al piede.
  • Subito dopo, partendo dall’interno del piede, risali dolcemente percorrendo la parte interna della gamba e poi della coscia sino ad arrivare all’inguine. Ripeti con l’altra gamba.
  • Esegui rotazioni delle caviglie, aiutandoti con le mani.
  • Termina con pressioni dolci ai piedi e alle dita, andando dalle caviglie alla punta di ciascun dito.

Contro i disturbi dell’attesa

Oltre a dare energia a tutto l’organismo, ogni pressione regala un beneficio particolare.

  • Le pressioni effettuate sulle gambe, sui piedi e sulle dita dei piedi, ad esempio, sono utilissime per i disturbi alla schiena. Con l’auto-shiatsu non si può lavorare sulla schiena, una delle zone più sollecitate e soggette a fastidi nei nove mesi, tuttavia, massaggiando le gambe lungo le linee discendenti ed esterne, si può intervenire sui canali energetici lungo i quali scorrono i nervi sciatici collegati alla schiena che, di riflesso, ne riceverà beneficio.
  • Se soffri di nausee, soffermati invece più a lungo sulle pressioni discendenti che coinvolgono la parte esterna delle gambe, soprattutto la linea esterna al quadricipite femorale e alla tibia, che corrispondono al canale dello stomaco. La nausea o il vomito indicano che l’energia dello stomaco ha preso una direzione sbagliata, che al posto di far scendere il cibo tende a riportarlo verso l’alto. Lavorando su quella linea “ricordi” allo stomaco quale strada deve seguire.
  • Per la sensazione di spossatezza e stanchezza cronica, insisti soprattutto sulla parte interna delle gambe, che corrisponde ai meridiani del fegato e della milza, due organi che, insieme ai reni, durante la gravidanza hanno un vero sovraccarico di lavoro e, quando funzionano male, possono provocare un senso di affaticamento.
  • Se soffri di stipsi, coliti o diarrea, indugia di più sulla parte esterna delle braccia e risali verso le spalle, dove scorrono i canali dell’intestino.
  • Per un rilassamento generale, massaggia anche la testa e il viso, dove sono localizzati numerosi meridiani, che possono dare benessere a tutto il corpo. Comincia eseguendo leggere pressioni sul cuoio capelluto, con il palmo delle mani e la punta delle dita contemporaneamente. Successivamente, porta le mani aperte ai lati del naso, poi dirigile sugli occhi e scivola verso l’esterno a prendere le orecchie, per più volte e con grande delicatezza.

Un tempo variabile

Ma quanto deve durare il trattamento? Dal quarto d’ora all’ora, in base a quanto ci si vuole soffermare su ogni pressione e a quante volte si vuole ripetere ogni movimento. Non c’è, infatti, un numero di ripetizioni prestabilito, ogi donna può  individuare quali sono le pressioni che le danno maggiore beneficio e che le permettono di alleviare eventuali disturbi. L’auto-shiatsu permette infatti di imparare a conoscersi attraverso le carezze e in questo modo trasmette uno stato di tranquillità a se stesse e al bambino.

Carezze sulla pancia

Alla fine del trattamento, fai anche un passaggio leggerissimo sull’addome: comincia ad appoggiare le mani sulla pancia e poi segui i movimenti che ti indicherà il bambino. È un massaggio che nessuno può insegnare: la mamma, “ascoltando” il suo piccolo, lascerà che le mani si spostino, accarezzandolo nel senso che lui deciderà. Se un gomito o un ginocchio puntano proprio sul basso ventre, ad esempio, verrà spontaneo massaggiarsi lì, se invece il piccolo si “stiracchia” verso un fianco, con le nostre carezze cercheremo di sciogliere questa pressione e fargli sentire la nostra presenza. Per il bebè questo è un momento speciale, in cui la mamma si prende cura di entrambi nello stesso tempo.

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