Scusate, ma la mamma sono io! - Dolce Attesa

27 giugno 2016

Scusate, ma la mamma sono io!

Intervista a Giorgia Cozza, autrice di un “manuale di autodifesa” per future e neomamme per imparare a proteggersi dalle interferenze di parenti e amici e coltivare la fiducia nella propria capacità di diventare madre  

Scusate, ma la mamma sono io!

“Scusate, ma la mamma sono io!”. Questo il titolo, decisamente eloquente, del manuale di autodifesa per future e neomamme alle prese con consigli non richiesti, giudizi e critiche, scritto da Giorgia Cozza, giornalista e autrice di numerosi saggi per genitori. Il volume, pubblicato dalla casa editrice Ultra (160 pagine, 11,90 euro), arriva in libreria questa settimana e si propone come un utile strumento per affrontare/risolvere/mettere a tacere commenti e giudizi e aiutare quanti circondano la futura e neomamma a offrirle il sostegno giusto.

Giorgia, come è nata l’idea del libro?

La gravidanza e i primi tempi dopo la nascita sono un periodo molto delicato e particolare nella vita di una donna. C’è la gioia, naturalmente, ma ci sono anche tanti dubbi e incertezze. La neomamma è completamente concentrata nella cura del suo piccino, che ha bisogno di lei giorno e notte, e avrebbe bisogno di essere accudita e coccolata a sua volta, dal compagno e dalle persone che le vogliono bene. Purtroppo, però, la realtà che raccontano le madri è ben diversa: poco sostegno e tante, troppe critiche. Future e neomamme sono sommerse di consigli non richiesti, osservazioni e giudizi che, alla lunga, possono minare la fiducia in loro stesse. E questo proprio in un momento in cui ci sarebbe bisogno di tanto incoraggiamento.

Sbalzi d'umoreLeggi

 

Esistono molti manuali per future mamme: il tuo in che cosa si differenzia dagli altri?

Direi l’incrollabile fiducia nelle competenze materne e nelle potenzialità della donna di dare alla luce, nutrire, accudire al meglio il proprio bambino. Questo manuale propone una serie di strategie (teoriche, ma anche pratiche) per prevenire, evitare, superare, critiche e osservazioni altrui. Per arginare le interferenze e indirizzare le energie di quanti circondano future e neomadri verso attività decisamente più utili… come il sostegno pratico e l’incoraggiamento.

Già, perché i commenti indesiderati prendono il via sin dalla gravidanza…

Purtroppo è così. Sono tante le osservazioni che, seppur fatte in buona fede o con leggerezza, possono ferire o far preoccupare la futura mamma. Troppi commenti sulle dimensioni della pancia (non si vede niente, sicura di essere incinta? Hai una pancia enorme, sicura che non siano due?), sulla crescita del piccolo nel pancione (come mai non lo hai ancora sentito muovere?), sul parto (chissà come farai a partorire con quei fianchi stretti/ora che hai già quarant’anni/con una soglia del dolore così bassa...), sulle decisioni della futura mamma in merito agli esami da fare, l’ospedale dove partorire, il professionista da cui farsi seguire, la scelta di continuare a lavorare fino all’ultimo o di prendersi una pausa… Tutti gli aspetti della gravidanza vengono passati in rassegna e giudicati, spesso causando una bella dose di nervosismo (o peggio, di ansia) alla futura mamma. E poi ci sono i racconti di parto, con giorni e giorni di travaglio, dolori inimmaginabili, forcipe, ventosa, convalescenze da incubo… E grazie tante per l’incoraggiamento!

… e continuano dopo la nascita…

È così. Se lo allatti e il bebè piange, è perché il tuo latte non è abbastanza, non è buono, non è nutriente. Se non lo allatti, sei una madre degenere ed egoista. Attenzione, però, se lo allatti va bene, ma non troppo. E, soprattutto, non dopo l’anno, che tanto diventa acqua e poi finisce che sei morbosa. Se lo tieni troppo in braccio poi si vizia. Non dorme tutta la notte? È sicuramente colpa della mamma! Lo addormenti al seno? Non sia mai. Nel lettone? Orrore e raccapriccio. Non correre quando piange, deve imparare! (Sì, ma imparare cosa? Che quando hai bisogno nessuno ti aiuta?) E per finire… ecco, guarda che mammone: vuole stare sempre con la mamma! (Già, perché chissà dove dovrebbe stare un bimbo piccolino!).
La cosa incredibile è che tutti, ma proprio tutti, dalla nonna alla zia, dal collega senza figli all’amica che non vi vedeva da due anni si sentono in diritto di dire la loro, e non esitano a mettere in discussione l’operato della mamma, illustrando con dovizia di particolari quello che invece dovrebbe fare, secondo il loro incontestabile e illuminato parere.

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E il papà? Che ruolo gioca in questa situazione?

Un ruolo fondamentale. Tocca a lui infatti proteggere la futura e neomamma. Il papà è il filtro che intercetta critiche e consigli non richiesti, che ricorda a tutti (parenti, amici e conoscenti) che la futura mamma ha le competenze necessarie per partorire e crescere il loro bambino e, importantissimo, che ricorda alla compagna che lei è una mamma veramente in gamba. La migliore mamma possibile per il piccino che è nato!

Il ruolo del papàLeggi

Parenti e amici sono quindi potenziali ostacoli da tenere a bada e arginare?

Al contrario. I parenti e gli amici sono – o meglio, possono essere – degli alleati preziosi della neofamiglia. Tocca a loro prendersi cura della mamma, occuparsi delle sue necessità pratiche, della gestione della casa. Questa infatti era la norma fino a qualche decennio fa e tuttora lo è in molte altre culture. Aiuto pratico, quindi. Per la spesa, per i pasti, per le incombenze domestiche. Gesti semplici, ma preziosi per una futura mamma stanca e per una neomamma concentrata nella cura del suo piccino. E sostegno morale. Sono i parenti e gli amici che possono far sentire la mamma competente, che possono aiutarla a superare dubbi e incertezze, dimostrando che hanno fiducia in lei e che, quando la guardano, quello che vedono è un’ottima mamma. A tutto vantaggio del benessere suo e, di conseguenza, anche del bebè.

Sì, insomma, le persone che circondano la donna sono importanti. Ecco perché la terza parte del libro è dedicata proprio a loro, per “aiutarli ad aiutare”, per ricordare a tutti cosa può essere utile per una donna che aspetta un bimbo o che è da poco diventata mamma.

Nel tuo “corso di autodifesa” per mamme vengono proposte molte soluzioni per affrontare critiche e osservazioni, dal tentativo di coinvolgere le persone considerate importanti alle risposte ironiche.

Le soluzioni proposte sono differenti, perché diverse sono le situazioni e le relazioni personali cui si riferiscono. Per difendervi dai commenti della vostra amatissima nonna non userete la stessa tecnica dedicata al collega antipatico, e la reazione di fronte a un appunto scherzoso non sarà la stessa suscitata da una critica pesante. Anche il come ha un suo peso, poiché una persona mossa da buoni propositi e convinta di fare il vostro bene non merita la stessa risposta di una persona che agisce con superficialità o addirittura cattiveria. Infine, c’è da prendere in considerazione il quando, perché il commento sbagliato, capitato assolutamente per caso, tra tanti commenti giusti non è fastidioso come il commento ribadito con insistenza, più e più volte, in ogni occasione.
Insomma, situazioni diverse richiedono mosse di autodifesa differenti per risultare efficaci e per preservare i rapporti con parenti e amici.

 Alcune risposte ironiche sono molto divertenti: come ti sono venute in mente?

Ascoltando i racconti delle mamme che ho conosciuto in questi anni grazie al mio lavoro. I criticoni non hanno molta fantasia e ci sono una serie di commenti ricorrenti basati su luoghi comuni (il bimbo che si vizia, le mamme che non hanno abbastanza latte, il mito dell’indipendenza precoce) di cui la scienza ha dimostrato da tempo l’infondatezza, ma che purtroppo sono saldamente radicati nella nostra cultura. Di fronte a certi commenti particolarmente indelicati o assurdi, non resta che ricorrere all’ironia!

Che fare se, una volta tentate tutte le strategie, si scopre che ci sono alcuni criticoni impossibili da scoraggiare?

Quando siete con loro (se proprio dovete frequentarli), sorridete e fate orecchie da mercanti. E se il commento sgradito giunge comunque fino a voi, lasciate che vi scivoli addosso, senza arrivare alla mente e al cuore. Non merita la vostra considerazione, il vostro tempo, le vostre energie. Avete ben altro da fare in questo momento della vita!

Hai quattro figli, di età molto diverse: quanto c’è della tua esperienza nel libro?

Con il primo figlio ho collezionato anch’io una bella rosa di commenti antipatici e i dubbi erano davvero tanti. Il fatto è che quando diventi mamma per la prima volta, magari senza alcuna esperienza di bambini piccoli, hai molta paura di sbagliare. È normale che sia così, in fondo non si nasce già capaci, mamme si diventa giorno dopo giorno, crescendo insieme al proprio bambino. La situazione migliora con i figli successivi. Diciamo che con l’aumentare dei figli, i consigli non richiesti tendono a diminuire. Certo, a quel punto iniziano i commenti sulla scelta di creare una famiglia numerosa: “Ma lo avete cercato? Tre non erano abbastanza?”.

Secondo te quali sono le maggiori difficoltà che una mamma di oggi si trova a dover affrontare?

La solitudine. Sappiamo che, come dice un famoso proverbio, per crescere un bimbo ci vuole un intero villaggio. Quanto sono sole, invece, le mamme di oggi! E quando si è sole la fatica diventa più grande, i dubbi maggiori. Purtroppo la nostra è una società poco amica di mamme e bambini e tiene in scarsa considerazione le loro esigenze. Lo stesso si può dire, purtroppo, del mondo del lavoro.
Per questo, alla fine, fare rete con altre mamme diventa una risorsa preziosa.

 

Eleonora Chiari

 

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