Sclerosi multipla, una gravidanza serena per chi ne soffre

06 settembre 2019

Sclerosi multipla, una gravidanza serena per chi ne soffre

Al Policlinico Tor Vergata di Roma, un ambulatorio dedicato all’attesa e un progetto di assistenza a domicilio nel dopoparto

Sclerosi multipla, una gravidanza serena per chi ne soffre

Vivere l’esperienza dell’attesa e della maternità pur soffrendo di sclerosi multipla oggi è possibile. Sono ormai numerosi, infatti, gli studi che hanno evidenziato che non solo si può diventare mamma, ma la gravidanza rappresenta un “periodo privilegiato”, in cui il rischio di ricadute si riduce notevolmente.

Una malattia più “femminile”

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria del sistema nervoso che colpisce in prevalenza le donne: il rapporto è di un uomo ogni tre donne. “Si tratta di una patologia cronica che tende a manifestarsi tra i 20 e i 40 anni, proprio in una fase della vita caratterizzata da una forte progettualità a livello personale, professionale e familiare”, spiega Gerola Marfia, responsabile dell’Unità Operativa Sclerosi Multipla del Policlinico Tor Vergata di Roma. Fino a vent’anni fa, si dava per scontato che questa malattia fosse incompatibile con la maternità. Se la donna provava a manifestare questo desiderio veniva scoraggiata, perché si temeva che la gravidanza potesse danneggiare il suo stato di salute.

“Oggi la situazione è decisamente cambiata e, in contrasto con il trend nazionale che vede la natalità in costante calo, sono in aumento le donne con sclerosi multipla che diventano mamme”, sottolinea la professoressa Marfia. “Per accompagnarle al meglio, garantendo loro un’assistenza specializzata, e per aiutarle a vivere un’esperienza positiva, al riparo da paure e insicurezze, tre anni fa è stato aperto l’ambulatorio ‘SMamma’ dedicato alla gravidanza e, di recente, abbiamo inaugurato un progetto di assistenza domiciliare per il post parto. Il counselling pre-concepimento, l’assistenza multidisciplinare nei nove mesi e nel puerperio sono fondamentali per garantire il benessere di mamma e bebè”.

Maternità, un desiderio realizzabile

Come mai sempre più donne con sclerosi multipla intraprendono l’avventura della maternità? “I motivi sono essenzialmente due”, spiega l’esperta. “Innanzitutto, il progredire delle conoscenze e l’individuazione di nuovi farmaci più efficaci nella gestione della malattia, tra cui diverse molecole compatibili con il concepimento, hanno portato un miglioramento delle condizioni neurologiche delle pazienti, e quindi a un maggior benessere fisico, che è premessa indispensabile per pensare a una gravidanza. Migliorate le condizioni di salute, è diventato possibile concentrarsi sul progetto della maternità.

Il secondo importante motivo è che numerosi studi scientifici – il primo pubblicato nel 1998 – hanno evidenziato che la gravidanza rappresenta un periodo di benessere in cui il tasso di ricadute, soprattutto nel terzo trimestre, si riduce. Questo accade perché nei nove mesi si crea una sorta di immunotolleranza nell’organismo materno, finalizzata alla crescita del bambino. Il fatto che il sistema immunitario attraversi una fase di ‘quiescenza’, ovvero sia meno attivo, rende la malattia più benigna. Un effetto che dura fino al parto, quando il corpo riacquista la sua immunocompetenza ed è necessario vigilare sulla salute della donna con attenzione”.

Una gravidanza serena

L’ideale è programmare la gravidanza e rivolgersi a un centro di riferimento regionale per la sclerosi multipla prima del concepimento, per ottenere informazioni e suggerimenti mirati e per stabilire un adeguato piano terapeutico. Bisogna, ad esempio, interrompere l’assunzione di farmaci teratogeni, ovvero potenzialmente dannosi per il feto. “Ogni donna deve ricevere un’assistenza personalizzata, che vede la collaborazione di ginecologo e neurologo”, considera la professoressa Marfia.

“La gravidanza in sé, comunque, non presenta rischi maggiori, né per quanto riguarda il suo decorso, né per la salute del bambino che cresce nel pancione”. E, appunto, il rischio di ricadute della malattia si riduce moltissimo. Ma cosa fare se dovesse presentarsi il problema? “Se necessario, è possibile assumere una terapia a base di farmaci antinfiammatori steroidei”, rassicura l’esperta.

Farmaci in gravidanzaSì o no?

Una nascita che risponde ai desideri della mamma

“La sclerosi multipla non interferisce con la possibilità di partorire naturalmente”, spiega Gerola Marfia. “E, se lo desidera, la donna può anche richiedere la partoanalgesia”. Una volta nato il bimbo, prende il via un periodo che, per quanto riguarda la malattia, richiede una gestione attenta. “È il momento in cui, insieme allo specialista di riferimento, si valuta la situazione per stabilire se è necessario riprendere la terapia farmacologica o se è possibile posticipare le cure per dare alla mamma la possibilità di nutrire al seno il suo piccolo. I farmaci attualmente disponibili, infatti, non sono compatibili con l’allattamento”. Dato che ogni mamma ha la sua storia clinica, non ci sono soluzioni predefinite, ma laddove non è indispensabile riprendere tempestivamente le terapie, la sclerosi multipla non rappresenta un impedimento alle poppate al seno.

Sclerosi multipla, un progetto pilota di assistenza nel post parto

Il Policlinico Tor Vergata, in collaborazione con la sezione AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Roma, ha inaugurato lo scorso autunno un progetto pilota per accompagnare le neomamme con sclerosi multipla nel periodo intenso e impegnativo del post parto, quando tutto è nuovo e i dubbi non mancano. “I neurologi dell’Unità Operativa Sclerosi Multipla hanno formato un’équipe di professioniste – ostetrica, psicologa, puericultrice e terapista occupazionale – che nelle settimane successive alla nascita si recano a domicilio della neofamiglia e sono a disposizione per offrire suggerimenti e risposte a ogni quesito legato all’accudimento del bebè.

“La soluzione di una rete di supporto domiciliare risponde alle esigenze di mamme che possono avere disabilità motorie che rendono problematici gli spostamenti”, sottolinea la professoressa Marfia, “e permette ai professionisti di conoscere il contesto socio-familiare – e quindi le eventuali esigenze e criticità – di ogni neomamma. Confrontandosi con figure esperte, le mamme hanno anche l’occasione per scoprire che stanchezza, dubbi e fatica non sono dovuti alla malattia, ma sono comuni alle altre donne in un periodo così delicato e ciò per loro è molto rassicurante. Un ulteriore importante risultato di questo progetto è l’aver messo in contatto tra loro le mamme con sclerosi multipla dopo la nascita del bambino: questo ha facilitato l’attivazione di un supporto tra pari, ovvero un mutuo aiuto tra mamme, che si è rivelato di grandissima efficacia”.

Dalla gravidanza, informazioni utili per la malattia

L’ambulatorio “SMamma” – che la scorsa primavera ha ricevuto il premio “Una cicogna per la Sclerosi Multipla” promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e della Società di Neurologia – oltre ad accompagnare le donne nell’esperienza della maternità, dalla programmazione della gravidanza al periodo successivo alla nascita, organizza incontri divulgativi e contribuisce alla ricerca scientifica raccogliendo dati in modo sistematico. “Dallo studio delle modificazioni del sistema immunitario e dei fattori di rischio legati alle ricadute nei nove mesi e nel post parto, potranno arrivare in futuro informazioni utili per comprendere meglio questa malattia, anche al di fuori della gravidanza”, commenta la professoressa Marfia.

 

di Giorgia Cozza

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