Perdite in gravidanza: bisogna preoccuparsi?
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10 marzo 2014

Piccole perdite: bisogna preoccuparsi?

Quali sono le cause e come distinguere le perdite innocue da quelle che possono segnalare una condizione di rischio? Tutto sulle piccole perdite

Piccole perdite: bisogna preoccuparsi?

È un evento che può causare ansia, ma che spesso non ha alcuna rilevanza clinica: accusare piccole perdite di sangue è un’esperienza comune tra le mamme in gravidanza, soprattutto nelle prime settimane di attesa. Ma quali sono le cause? E come distinguere le perdite in gravidanza innocue da quelle che possono segnalare una condizione di rischio?

L’attecchimento dell’embrione

Nella fase iniziale della gestazione, una donna su quattro nota piccole perdite ematiche, poche gocce di colore rosso vivo, non associate a dolori e contrazioni. Nulla di cui allarmarsi: sono il risultato dell’attecchimento dell’ovocita fecondato nella parte uterina. Ancorandosi alla mucosa ben irrorata, l’embrione può provocare la rottura di un capillare e la fuoriuscita di qualche goccia di sangue. Se la perdita di sangue è minima e si esaurisce rapidamente non occorre fare accertamenti.

Perdite di sangueguarda il video dell'esperta

Piccoli scollamenti

A partire dalla 7a settimana di gravidanza, l’embrione ha ormai completato il processo di attecchimento. In quest’epoca, eventuali sanguinamenti sono dovuti a piccoli scollamenti delle membrane dalla mucosa dell’utero, con conseguente rottura dei capillari, spiega il ginecologo. Se il sangue fuoriesce immediatamente dopo lo scollamento, il suo colore è rosso vivo. Se invece viene trattenuto per alcuni giorni e fuoriesce in seguito, appare più scuro, bruno o marrone”. Si tratta allora di un segnale rassicurante perché vuol dire che l’episodio all’origine del sanguinamento è vecchio e, in assenza di altri sintomi, è ormai in fase di risoluzione.

Se la perdita di sangue è minima, si interrompe spontaneamente in poco tempo e non è accompagnata da dolori o contrazioni: in tal caso non occorre andare al pronto soccorso, ma è opportuno parlarne al più presto con il ginecologo che, se lo riterrà opportuno, prescriverà alcuni accertamenti. Se invece la perdita ematica è abbondante, protratta nel tempo e associata a crampi e sensazioni dolorose, è necessario recarsi urgentemente al pronto soccorso per una visita di controllo e un’ecografia, perché potrebbe trattarsi di una minaccia d’aborto.

Mestruazioni fantasma

C’è chi dice che in gravidanza l’organismo della futura mamma mantiene la memoria del ciclo mestruale e produce, con cadenza mensile, una sorta di “mestruazioni fantasma” di lieve entità, ma “non è vero”. Con l’avvio della gravidanza le mestruazioni si interrompono. È vero, però, che durante l’attesa, per effetto del progesterone, l’epitelio che riveste la cervice uterina subisce delle modificazioni e può sanguinare con una periodicità che ricorda quella delle mestruazioni. Si tratta però di un meccanismo ormonale differente da quello del ciclo mestruale.

Spotting dopo un rapporto

Se l’attesa procede senza problemi e complicazioni, è possibile avere una normale vita sessuale per tutto l’arco dei nove mesi. Può accadere, però, che dopo un rapporto si verifichi una piccola perdita, di colore vivo nell’immediato oppure più scura nei giorni successivi.

Le cause possono essere diverse. La più comune è una lieve infiammazione vaginale, un disturbo frequente durante la gravidanza. Un’altra possibilità è la rottura di un capillare della cervice uterina, reso più fragile dagli ormoni e sollecitato durante il rapporto, oppure di un piccolo polipo uterino.

Se la perdita è minima e si esaurisce spontaneamente in pochi minuti, non occorre andare al pronto soccorso. Ma è sempre opportuno parlarne quanto prima con il medico curante, che prescriverà un’ecografia di controllo se lo ritiene necessario.

Scollamento della placenta e placenta previa

Se invece si presenta nel secondo o nel terzo trimestre, il sanguinamento è un campanello d’allarme che non va mai trascurato. Può essere il sintomo di un distacco della placenta, che provoca la rottura di un vaso. Il rischio di scollamento è maggiore se la placenta è posizionata in prossimità o in corrispondenza del collo dell’utero. È possibile che si tratti di un singolo episodio senza alcuna conseguenza e che in seguito il problema non si presenti più, ma a volte le perdite si ripetono e diventano sempre più serie. È necessario allora programmare un calendario di esami per tenere la situazione sotto controllo.

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Se c’è un piccolo polipo

Infine, una possibile causa di perdite è la presenza di un polipo della cervice uterina, una piccola escrescenza di natura benigna, di solito lunga pochi millimetri, che tende ad aumentare di volume per effetto degli ormoni estrogeni e può sanguinare, soprattutto a seguito di un rapporto sessuale. Questa evenienza, però, non compromette il proseguimento della gravidanza.

Quando il parto è imminente

Una perdita di sangue in gravidanza misto a muco, in prossimità del termine dell’attesa, è un segnale dell’avvenuta espulsione del tappo mucoso, che nel corso della gravidanza sigilla il collo dell’utero. L’espulsione segna l’approssimarsi del travaglio e il sanguinamento è dovuto alla fragilità dei capillari della cervice uterina, che possono rompersi a causa delle contrazioni preparatorie. Se la perdita mista a muco è minima, non occorre recarsi subito in ospedale, meglio attendere a casa l’avvio del travaglio. Se invece il sanguinamento è più abbondante, paragonabile a una mestruazione, bisogna andare al più presto al pronto soccorso.

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