Perdite vaginali in gravidanza: le cause e come distinguerle
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21 marzo 2019

Perdite vaginali in gravidanza: come distinguerle?

Sono un fenomeno frequente nei nove mesi e, in genere, fisiologico. Spesso, però, occorre una valutazione del ginecologo per escludere infezioni o altri problemi

Perdite vaginali in gravidanza: come distinguerle?

Nei nove mesi, le perdite vaginali diventano più abbondanti, per diversi motivi: i cambiamenti ormonali, l’aumento del flusso di sangue nell’area dei genitali, la maggiore attività delle ghiandole della vagina e dell’utero. “È un fenomeno fisiologico, che non deve preoccupare”, sottolinea la dottoressa Anna Franca Cavaliere, ginecologa della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, membro della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia). “A seconda del tipo di secrezione, si parla di idrorrea della gravidanza o di leucorrea della gravidanza”. Le perdite vaginali vanno, però, tenute d’occhio per escludere la presenza di infezioni.

Acquose e trasparenti: idrorrea o liquido amniotico?

“L’idrorrea della gravidanza ha una consistenza simile a un fluido trasparente, acquoso, tanto che molte donne riferiscono la sensazione di sentirsi lo slip molto più bagnato rispetto al solito”, risponde la specialista. “Se questo succede nelle fasi più avanzate della gravidanza, può capitare che metta la futura mamma in allarme, facendole pensare a una perdita di liquido amniotico”. Come capire che non lo è? “Normalmente, la perdita di liquido amniotico è molto più abbondante”, dice l’esperta. “Ciò non toglie che, se una donna ha questo sintomo e non lo aveva mai rilevato in maniera così evidente, serva una valutazione del ginecologo. Oggi ci sono test ospedalieri che consentono di verificare con esattezza se si tratta di liquido amniotico oppure no. Anche in farmacia si trovano assorbenti che, se indossati per un certo numero di ore, cambiano colore nel caso in cui la perdita sia di liquido amniotico. Non hanno la stessa affidabilità dei test ospedalieri, ma sono molto pratici e di costo contenuto: possono, quindi, essere utili per una prima autovalutazione. Nel caso permanga un dubbio, la donna potrà decidere se rivolgersi al medico per un’analisi più approfondita”.

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Più dense: leucorrea o infezione?

L’altro tipo di perdita fisiologica della gravidanza viene definita leucorrea. “È una secrezione emessa dalle ghiandole del collo dell’utero, che in questo periodo lavorano di più”, spiega la dottoressa Cavaliere. “Rispetto all’idrorrea è molto più densa e di colore biancastro”. Ma come capire che si tratta di una secrezione naturale e non del sintomo di una patologia? “In genere, la presenza di agenti patogeni nell’ambiente vaginale si associa a perdite di colore giallastro-verdastro e consistenza grumosa, simile a ricotta, o a un odore forte e sgradevole”, risponde l’esperta. “Quasi sempre, inoltre, sono presenti altri sintomi, quali prurito, fastidio, rossore, senso di irritazione”. La vaginite in assoluto più diffusa, anche in gravidanza, è determinata dalla proliferazione di un fungo, la Candida. “I sintomi sono chiari: perdite biancastre, molto dense e grumose, associate a prurito”, commenta la dottoressa Cavaliere. “Piuttosto fastidiosa per la donna, la Candida non comporta problemi per il feto o per la gravidanza e si può curare con terapie locali”. E se dovesse recidivare? “In commercio sono disponibili prodotti che, assunti sia localmente sia per bocca, sono in grado di ripristinare la normale composizione del sistema vaginale”, afferma l’esperta. “Fondamentale è anche che la donna abbia un’alimentazione equilibrata e mantenga una regolare attività dell’intestino”.

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Perdite vaginali rosse: vanno sempre valutate dal ginecologo

Le perdite vaginali che allarmano di più le future mamme sono quelle di colore rosso. “Le perdite ematiche vanno sempre riferite al ginecologo”, afferma la specialista. “Non sempre, però, hanno un significato patologico. Per esempio, se dovessero comparire nelle ore immediatamente successive a una visita ostetrica, verso il termine della gravidanza, potrebbero essere correlate alle manovre eseguite dal ginecologo per valutare la consistenza dell’utero. A causa della maggiore congestione, le mucose vaginali tendono, infatti, a sanguinare più facilmente. Anche in questo caso è importante considerare la quantità della perdita e gli eventuali sintomi a essa associati, in modo da escludere eventuali patologie”.

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di Francesca Mascheroni

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