Perdita del tappo mucoso: di cosa si tratta e cosa fare?

29 aprile 2019

Perdita del tappo mucoso: di cosa si tratta e cosa fare?

È uno dei segnali che il parto è imminente oppure manca ancora quache giorno all’inizio del travaglio? Ecco come riconoscere il momento giusto per andare in ospedale

Perdita del tappo mucoso: di cosa si tratta e cosa fare?

Accade spesso che la futura mamma, a poche settimane dal parto, inizi a sentir parlare di perdita del tappo mucoso: è uno dei segnali che il travaglio è vicino? E come riconoscere quando sarà il momento giusto per recarsi in ospedale? Ecco cosa c’è da sapere.

Cos’è il tappo mucoso

“Il tappo mucoso è uno degli ‘accorgimenti’ attraverso cui la natura protegge la salute del bambino durante la gravidanza”, spiega l’ostetrica Lisa Forasacco, del gruppo ostetriche Mamaninfea. “Si tratta di una sostanza gelatinosa che chiude il canale cervicale – il piccolo tunnel che va dal collo dell’utero fino al suo interno – bloccando il passaggio dei microrganismi presenti normalmente in vagina, che non è un ambiente sterile, a differenza dell’utero”. Costituisce, quindi, una barriera fisico-chimica e immunologica per contrastare l’ingresso di eventuali batteri nell’utero e nel sacco amniotico. Anche dopo la perdita del tappo mucoso, le membrane amniotiche continueranno a proteggere il bambino. Tuttavia, per limitare il proliferare in vagina e nelle vie urinarie dei batteri più problematici (tipo Escherichia coli), è importante mantenere una buona funzionalità intestinale.

La perdita del tappo mucoso: come riconoscerla?

Al termine della gravidanza, con l’ammorbidirsi e il dilatarsi del collo, il tappo mucoso scivola in vagina ed esce. “Può staccarsi poco alla volta o scendere tutto assieme e si presenta come una sostanza gelatinosa e mucosa dal colore trasparente, ma talvolta anche striata di rosa o di marrone”, dice l’ostetrica. “Le perdite più abbondanti del solito in gravidanza richiamano sempre la nostra attenzione, ma il tappo mucoso – anche quando striato di sangue – è un segnale totalmente fisiologico, che non deve allarmare. Anzi, è una conferma che tutto procede come da programma”. Il sanguinamento, infatti, è dovuto alla fragilità dei capillari della cervice uterina, che possono rompersi a causa delle contrazioni preparatorie, ma se il sanguinamento è abbondante, paragonabile a una mestruazione, bisogna andare al più presto al pronto soccorso.

Perdite vaginali in gravidanzaCome distinguerle?

Non tutte le donne se ne accorgono

“A volte, la perdita del tappo mucoso è talmente graduale da passare inosservata, o magari può avvenire durante un bagno caldo”, afferma l’esperta. “Quando si verifica, possono mancare ancora diversi giorni al momento del parto oppure è già il preludio dell’instaurarsi del travaglio”.

Cosa significa?

La perdita del tappo mucoso è il primo segnale che nell’organismo qualcosa si sta muovendo, che le contrazioni, pur non essendo ancora regolari e dolorose, stanno agendo sulla cervice. Soprattutto in una donna che non ha mai partorito, le modificazioni del collo dell’utero possono cominciare già qualche settimana prima dell’inizio del travaglio, che si considera avviato solo quando la cervice si è già aperta di un paio di centimetri e, nel caso del primo figlio, quando il collo sia completamente appianato. Se, quindi, appare un po’ di tappo, nessuna fretta! Al contrario di ciò che accade quando si rompono le membrane, se non ci sono contrazioni regolari, si può aspettare e non è necessario farsi visitare al più presto. Di lì a non molto il travaglio potrebbe iniziare, ma a quel punto non ci saranno dubbi perché le contrazioni saranno evidenti: regolari, intense e progressive.

TravaglioQuanto dura?

Fine della gravidanza: i segnali

Altri segnali importanti che possono emergere nell’ultimo mese dell’attesa sono: l’abbassamento della pancia dovuto alla diminuzione del liquido amniotico e alla discesa del bambino nel canale del parto; piccoli crampi di tipo mestruale; leucorrea o idrorrea (perdite vaginali mucose o acquose); contrazioni sporadiche e irregolari (dette di Braxton Hicks); la comparsa del colostro e un cambiamento nei movimenti del bambino, che diventano più simili a uno stiracchiamento e meno vivaci.

di Mara Pace

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