Percorso nascita fisiologico in Lombardia: facciamo il punto

11 ottobre 2019

Percorso nascita fisiologico in Lombardia: facciamo il punto

La delibera prevede che ogni futura mamma ha diritto a essere seguita da un'ostetrica di riferimento. Da 2 mesi prima del concepimento fino a 8 settimane dopo il parto. Un'opportunità e un diritto che, oggi, si può esigere

Percorso nascita fisiologico in Lombardia: facciamo il punto

Secondo l’OMS la salute mamma-bambino è uno degli obiettivi sanitari a livello mondiale. In quest’ottica, diventa centrale l’assistenza della donna in tutto il percorso nascita. Prima, durante e dopo la gravidanza. Un’assistenza che deve essere continuativa e modulata sulle singole esigenze individuali.

La novità: continuità delle cure e presa in carico

Regione Lombardia, in base a tutte le evidenze scientifiche, alle raccomandazioni dell’OMS e alle linee guida del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, il 28 giugno 2018, con la Delibera n. 268, ha definito la “rete regionale per l’assistenza materno-neonatale, indirizzi di appropriatezza del percorso nascita fisiologico a gestione ostetrica”.

Cioè il modello organizzativo per definire cosa è appropriato, cosa deve essere fatto e cosa è sicuro in merito al percorso nascita di una donna che inizia una gravidanza fisiologica. “Una condizione che, in Lombardia, interessa circa il 70-80% dei casi”, precisa Nadia Rovelli, ostetrica, presidente Ordine della Professione Ostetrica interprovinciale Bergamo, Cremona, Lodi, Milano e Monza Brianza.

L’ostetrica come figura di riferimento

“Il cuore della proposta alle future mamme di Regione Lombardia è l’offerta della presa in carico da parte di un’ostetrica di riferimento. Che metta la donna al centro, creando con lei una relazione, una modalità di comunicazione in cui possa esprimere tutti i suoi dubbi, in un contesto sicuro e affidabile”. Un’offerta che Regione Lombardia fa a tutte le donne, con o senza fattori di rischio. Attraverso due modelli assistenziali distinti per riuscire a modulare meglio gli interventi. Evitando che le donne sane, senza fattori di rischio, ricevano interventi non appropriati.

Cosa significa, in concreto? “Occorre evitare che succeda ancora che donne sane ricevano un esubero di interventi inappropriati. Senza magari aver avuto counselling su alcol, fumo, acido folico e tutto quello che può generare salute. Non solo: in gravidanza bastano due ecografie, salvo diverse indicazioni. Le future mamme con fattori di rischio, invece, devono poter ricevere tutti gli interventi necessari e le cure addizionali”.

A definire il modello organizzativo più appropriato e sicuro per ogni futura mamma, è l’ostetrica di riferimento durante il primo appuntamento o nel corso dei bilanci di salute, assicurando così a ognuna la continuità delle cure.

Tutto comincia in fase preconcezionale

Il percorso nascita di Regione Lombardia inizia 2 mesi prima dell’avvio della gravidanza. E prosegue fino al parto e al periodo del puerperio, per 8 settimane. In previsione del concepimento, infatti, è già possibile accedere gratuitamente a un consultorio o a un ambulatorio a gestione ostetrica.

“Fin da quando emerge il desiderio di diventare genitori, è importante fare subito un primo bilancio di salute. Per verificare che l’aspirante mamma abbia già tutti i presupposti per avviare una gravidanza serena. O, diversamente, se servono screening o counselling per trovare la giusta motivazione per cambiare stili di vita non salutari nell’attesa. Ad esempio, in tema di alimentazione o igiene dentale, fino ad arrivare a cattive abitudini come fumo e alcol.

Perché il cambiamento avvenga e sia efficace, però, è indispensabile che la donna ne sia partecipe, anzi, protagonista”, spiega Nadia Rovelli. Durante l’incontro preconcezionale è possibile che l’ostetrica individui già la necessità di richiedere valutazioni da parte di specialisti per modulare un accompagnamento successivo, nel caso si instauri una gravidanza. Sempre con l’intento di sostenere la fisiologia, la normalità dell’evento, in piena sicurezza.

Percorso nascita: il primo incontro in gravidanza

Non sempre, però, è possibile fare un punto prima del concepimento. A inizio gravidanza, quindi, avviene un primo incontro durante il quale l’ostetrica definisce se può prendere in carico in autonomia e in piena responsabilità la gestante. O se ci sono criteri – come patologie o fattori che richiedono cure addizionali – per programmare un percorso in cui la responsabilità della cura sia affidata al medico specialista in ostetricia e ginecologia, ma sempre in collaborazione con l’ostetrica.

“Le donne lombarde, quindi, possono sempre avere al loro fianco un’ostetrica di riferimento. Anche quando la gravidanza non è fisiologica”, precisa Nadia Rovelli. “L’ambito di azione, di competenza, e l’assistenza di un’ostetrica sono diversi da quelli del ginecologo. L’ostetrica può sempre valorizzare tutto quel che c’è di sano e funzionale in un’attesa. Anche in quelle con patologia, per aiutare la futura mamma a fare scelte appropriate”.

Un attento percorso di accompagnamento

Durante ogni incontro successivo, l’ostetrica esegue sempre i bilanci di salute, valutando tutti gli elementi che entrano in gioco nelle varie fasi: la gestazione, il parto e il puerperio. Compresi gli aspetti sociali, ambientali e familiari. Che fanno parte delle competenze che la donna ha per iniziare e intraprendere un percorso di nascita fisiologico.

La continuità assistenziale ostetrica gratuita di regione Lombardia prevede anche visite ostetriche a domicilio nel post parto, per 8 settimane. Il puerperio è una fase molto speciale della vita della donna e del bambino. Implica cambiamenti fisici, delle relazioni e l’assunzione di un nuovo ruolo genitoriale. Si tratta, insomma, di un periodo che va sostenuto. E servono bilanci di salute sia per mettere in rilievo le competenze della coppia come genitori sia per vedere se tutto procede bene.

Adesso serve un cambio culturale

A ottobre 2018 sono state pubblicate le Linee di Indirizzo, cioè il decreto applicativo con le indicazioni utili affinché le aziende sanitarie possano adeguarsi. Non solo indicazioni, anche strumenti operativi, come l’Agenda del Percorso Nascita, un diario da distribuire alle future mamme, che le accompagnerà fino a 6/8 settimane dal parto.

La decisione di Regione Lombardia per promuovere la salute e la qualità del benessere psicofisico delle donne prima, durante e dopo la gravidanza non è solo un’opportunità, ma un impegno. Che deve essere attuato dalle varie strutture del Sistema Socio Sanitario Regionale, che devono dotarsi ambulatori a gestione ostetrica e ridurre le limitazioni di accesso ai servizi di salute, agendo sulla pianificazione territoriale sulle politiche organizzative. 

“Affinché la delibera possa essere applicata, serve un cambio di cultura da parte di tutti, anche delle donne. Alle quali spetta il compito di richiedere e, se necessario, esigere la personalizzazione dell’assistenza ostetrica”, conclude Nadia Rovelli.

di Giada Salonia

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