Ora legale: qualche attenzione in più durante la gravidanza

26 marzo 2019

Ora legale: qualche attenzione in più durante la gravidanza

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo c’è il cambio d’ora: può interferire con i ritmi della futura mamma, soprattutto sul sonno?

Ora legale: qualche attenzione in più durante la gravidanza

Con il ritorno dell’ora legale la lancetta dell’orologio si sposta in avanti, ‘rubandoci’ un’ora di sonno. Per adattarsi al nuovo orario, potrà essere necessario qualche giorno, soprattutto per quanto riguarda la qualità del sonno notturno. Ecco i consigli degli esperti per le future mamme.

Nei 9 mesi si è più sensibili al cambiamento

Quella lancetta che si sposta avanti, anche se di un’ora soltanto, può interferire con il benessere della futura mamma? “La difficoltà di adattamento è una variabile individuale, come accade anche per il jet lag: quando si cambia fuso orario, c’è chi ne risente in modo significativo, chi lo avverte in misura minore e, infine, chi non risulta affatto infastidito”, spiega Roberto Manfredini, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara e della Clinica S. Anna, ed esperto di cronobiologia, ovvero quella branca della medicina che studia la variabile ‘tempo’ in relazione alle funzioni vitali (alimentazione, sonno, attività fisica e intellettuale). “Occorre tenere presente, però, che la donna in dolce attesa rientra, con i bambini e gli anziani, tra le fasce di popolazione più sensibili al cambio dell’ora. A risentire dell’introduzione dell’ora legale può essere soprattutto il riposo notturno, finché il corpo non si adatta ai nuovi ritmi, nell’arco di 4-5 giorni, una settimana al massimo”.

Interferisce con la qualità del sonno

“Il cambio dell’ora che avviene in primavera è quello che risulta più disturbante, perché si riduce il tempo dedicato al riposo notturno”, spiega il professor Manfredini. “Il nostro organismo si adatta più facilmente in autunno, quando c’è un’ora in più per dormire. Con l’introduzione dell’ora legale, si scompagina il ritmo dei cicli di sonno. Per sentirsi riposati ed energici durante la giornata, è indispensabile che i cicli di sonno completi, cioè senza interruzioni, siano almeno due – questo è il minimo, ma il fabbisogno varia da persona a persona – della durata di novanta minuti ciascuno, nell’arco di una notte. In quei novanta minuti si succedono, infatti, le fasi di sonno REM, in cui sono presenti sogni e movimenti oculari, e non REM, cioè la fase di sonno più profondo, ugualmente necessarie per il benessere dell’organismo. Se non si dorme abbastanza, non in termini di ore totali trascorse a letto, ma di cicli di sonno soddisfacenti, ovvero privi di interruzioni, il cervello non ha modo di ricaricarsi e, di giorno, ci si può sentire stanchi, nervosi e insofferenti”.

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Le future mamme preferiscono l’ora solare

Gli effetti dell’ora legale si fanno sentire in modo più accentuato per le future mamme. “Nei nove mesi, il sonno è differente rispetto agli altri periodi della vita”, spiega Stefania Piloni, ginecologa e omeopata. “La donna in gravidanza è sintonizzata sui ritmi ancestrali di luce e buio e il suo orologio biologico si accorda meglio con l’orario solare. Non è un caso se le future mamme spesso riferiscono di essere molto stanche verso le nove di sera e di svegliarsi al mattino prima che suoni la sveglia. Se i ritmi naturali di luce e buio si accordano con il ritmo biologico, ci si sente meglio. Per questo, la futura mamma ‘patisce’ di più l’introduzione dell’ora legale, che per l’orologio biologico risulta una forzatura”.

Ora legale: come prepararsi al cambio

Evitare i possibili disagi legati al cambio dell’ora o alleviarne gli effetti è, però, possibile, mettendo in atto alcuni semplici accorgimenti. “A cominciare dall’orario della cena, che è bene anticipare, in modo da mantenere una certa distanza dal momento in cui si va a letto”, spiega la dottoressa Piloni. “Se la futura mamma si corica quando la digestione è conclusa, riesce a riposare meglio: si riducono, infatti, i problemi di reflusso e acidità di stomaco, e il bambino stesso è più tranquillo se non viene disturbato dai movimenti della peristalsi, per cui non rischia di svegliare la mamma con calcetti e capriole”. Cenare presto e, poi, rilassarsi, con un libro, un film o la propria musica preferita, sono ottimi presupposti per favorire il riposo notturno.

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Dalla natura un aiuto per dormire meglio

Ma cosa può fare la futura mamma se, nonostante questi accorgimenti, ha il sonno disturbato? “Può assumere magnesio, che rilassa i muscoli e rappresenta una buona soluzione per alleviare le piccole ansie, che possono intensificarsi nell’orario serale, e i problemi di insonnia”, consiglia la dottoressa Piloni. “Il magnesio è disponibile in compresse, fiale o bustine e la dose indicata è 250-300 mg, da assumere prima di cena. Da evitare invece la melatonina, che in gravidanza non può essere assunta. Fa eccezione la melatonina omeopatica 4CH: la futura mamma può sciogliere sotto la lingua 5 granuli, quando è già letto ed è il momento di dormire”.

Al mattino una sferzata di energia

Nei primi giorni successivi all’introduzione dell’ora legale la futura mamma può sentirsi più stanca del solito al mattino. “A causa della pressione bassa e del lungo digiuno notturno, alzarsi dal letto può essere difficile”, dice la dottoressa Piloni. “Per fare il pieno di energie al mattino, oltre a un integratore vitaminico completo di acido folico, prescritto dal ginecologo, un aiuto può arrivare dall’avena, che è un tonico naturale. Oggi in commercio si trovano vari prodotti per la colazione a base di avena: biscotti, latte, porridge, fiocchi d’avena. Se il gusto non è gradito, si può assumere sotto forma di compresse o tintura madre – in questo caso la dose è di 50 gocce – subito dopo colazione”.

 

di Giorgia Cozza

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