Olanda, Paese di mamme lavoratrici - Dolce Attesa
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18 luglio 2011

Olanda, Paese di mamme lavoratrici

Olanda, Paese di mamme lavoratrici

Fare le mamme e lavorare; le donne di oggi sono in grado di dividersi fra un’infinità di impegni. Sanno essere brave madri, mogli in gamba, organizzatissime impiegate, ottime dirigenti ed eccellenti padrone di casa. Sfortunatamente però un recente studio Eurostat, fatto in occasione della festa della donna, ha messo in evidenza che il tasso di occupazione femminile diminuisce con l’aumentare del numero dei figli. Fatto ancor più strano se si pensa che nel caso di un uomo accade esattamente il contrario. Gli esperti non sanno spiegare il perché di questa tendenza, ma le cifre sull’occupazione parlano chiaro: uomo con un figlio, media Ue 87,4% (Italia 88%); uomo con due figli, media Ue 90,6 (Italia 91,1); uomo con tre o più figli, media Ue 85,4 (Italia 87,7).

L’Eurostat, che ha reso noti i dati relativi all’occupazione femminile nell’Unione Europea, ha evidenziato una tendenza preoccupante: dopo la nascita del primo figlio, infatti, in Italia, lavora solo il 59% delle mamme (contro il 71,3% della media UE), mentre se la prole è composta da due bambini la percentuale di madri occupate scende fino al 54,1% (nel resto d’Europa 54,7%). Questa situazione è comune in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea, ad eccezione di alcuni Stati più fortunati. A ribaltare questa tendenza è, prima fra tutte l’Olanda, dove l’occupazione aumenta in modo direttamente proporzionale al numero dei figli. Nei Paesi Bassi, infatti, si ipotizza che la giovane madre, dopo il primo anno di crisi, dovuto al cambiamento improvviso, riesca a riassestarsi anche grazie all’aiuto dei giovani nonni, superi poi il secondo parto più facilmente e risulti, così, molto più pronta ad affrontare gli stress del ritorno al lavoro. C’è inoltre da aggiungere che, a differenza di molti Paesi, in Olanda un buon numero di donne a 30 anni è già alle prese con il secondo figlio.

L’Olanda offre alle mamme lavoratrici maggior flessibilità sia per quanto riguarda gli orari che la possibilità di lavorare da casa, condizioni che sicuramente incoraggiano le giovani donne a diventare madri. Gli asili nido, invece, sono pochi e costosi ma vi è la possibilità di scaricare una piccola parte di queste spese a livello fiscale e di ricevere dallo Stato olandese un cifra, variabile in base allo stipendio, di contributi all’anno per figlio.

Non stupisce quindi che molte mamme italiane, a differenza di quelle olandesi, si fermino al primo figlio. Nei Paesi Bassi ci sono molte famiglie con più di 3 figli, situazione che in Italia è piuttosto rara da trovare. Eppure l’Italia sembra essere uno dei Paesi più all’avanguardia nel riconoscimento dei diritti di maternità alle donne. Purtroppo aggirare queste leggi è estremamente facile e per questo motivo il nostro Paese si classifica al penultimo posto fra tutti i Paesi dell’Unione Europea per l’eccessivo tasso di disoccupazione femminile e soprattutto delle mamme.

di Daniela Campomagnani

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