L'Università di Cagliari è “amica” delle mamme - Dolce Attesa
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02 febbraio 2017

L’Università di Cagliari è “amica” delle mamme

Tessera Baby, Stanze Rosa... Compie un anno il progetto messo a punto dall'Università di Cagliari per favorire le studentesse in attesa di un bebè e i neogenitori e incoraggiarli a completare gli studi  

L'Università di Cagliari è “amica” delle mamme

“Ti aiutiamo a prenderti cura di lui, non abbandonare gli studi”. Questa lo slogan che ben riassume la ricca serie di iniziative che l’Università di Cagliari ha inaugurato un anno fa per accogliere le esigenze delle studentesse in attesa di un bebè e dei neogenitori. Primo ateneo in Italia a favorire la conciliazione e incoraggiare gli studenti che diventano genitori a completare i loro studi, quello di Cagliari rappresenta un esempio che speriamo venga seguito da tante altre università.

 

Tutto ha inizio con l’e-mail di una futura mamma

Sin dall’inizio del mandato, la rettrice Maria Del Zompo e i suoi collaboratori dimostrano una forteattenzione per le politiche di genere, ma la “scintilla” che porta – in tempi decisamente brevi – all’adozione di tutta una serie di misure pro-genitori è l’e-mail di una giovane studentessa in attesa che racconta la sua difficile situazione ed esprime il timore di dover abbandonare gli studi. La futura mamma viene convocata dal prorettore vicario, Francesco Mola, che è anche il presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’ateneo e quell’incontro conferma la necessità di un’attenzione concreta nei confronti delle studentesse che stanno vivendo l’esperienza dell’attesa e della nascita di un figlio.
Nasce così la “Tessera Baby” che dà diritto ad agevolazioni e servizi mirati e viene offerta a tutte le studentesse che aspettano un bambino e a tutti gli studenti, uomini e donne, che hanno un figlio di età compresa tra 0 e 10 anni. “L’intenzione era quella di far fronte alle difficoltà oggettive dei neogenitori”, considera Francesco Mola. “Quando siamo partiti con il progetto qualcuno ha obiettato che avremmo messo in campo tante iniziative per un numero limitatissimo di persone… E invece in un anno sono state consegnate trecento tessere!”

Tante agevolazioni per favorire la conciliazione

Le misure adottate per aiutare le studentesse a conciliare la maternità con il proseguimento degli studi riguardano vari aspetti molto concreti: dai parcheggi riservati, predisposti in ogni facoltà, alla precedenza assoluta che permette di evitare le code agli sportelli.

Le mamme lo sanno bene: attendere in piedi, magari a lungo, con il pancione o con un bimbo piccolo tra le braccia o per mano, è una situazione veramente pesante da gestire. Con la Tessera Baby le code per accedere ai servizi amministrativi e alle segreterie non esistono più. Non solo. Future e neomamme possono concordare con i docenti l’orario degli esami in occasione dei vari appelli. “Vero è che queste attenzioni dovrebbero essere la norma”, spiega il professor Mola, “ma la forza della Tessera Baby è quella di chiarire che si tratta di diritti. La mamma non deve sperare nella gentilezza altrui, non sta chiedendo un favore. Queste agevolazioni le spettano”.
Le mamme studentesse hanno inoltre accesso gratuitamente a tutti i corsi online. “Se la mamma non può partecipare a una lezione, ha una password che le permette di accedere ai contenuti on-line che normalmente sono a pagamento”, dice il prorettore vicario.

Le Stanze Rosa: uno spazio a misura di mamma

L’Università di Cagliari si è attrezzata anche per garantire un’accoglienza su misura a mamme e bebè. La risposta alle esigenze delle studentesse in dolce attesa e dei genitori con un bimbo piccolo si chiama Stanza Rosa, un luogo riservato e tranquillo, con poltrone relax, fasciatoio, giochi, tavolini e sedie a misura di bimbo.

Qui le future mamme possono rilassarsi e riposare tra una lezione e l’altra (possibilità importante anche per garantire il loro benessere fisico), le neomamme possono allattare i loro bimbi, le mamme di bambini un po’ più grandi possono studiare e incontrarsi con le compagne mentre i piccoli giocano.

L’accesso in questi spazi è consentito anche ai famigliari delle studentesse: ciò significa che se la neomamma deve seguire una lezione o sostenere un esame, il suo bimbo può restare ad aspettarla nella Stanza Rosa con la nonna (opportunità particolarmente utile, ad esempio, se il bebè è piccino e ha bisogno di poppare spesso al seno della mamma).

E nel 2018 due nidi per i figli di studenti e docenti

La fase successiva, che andrà a completare il ricco progetto di questo ateneo family friendly, è quella della realizzazione di due baby garden. “I fondi sono già stanziati e i lavori per il primo baby garden dovrebbero partire prima dell’estate”, spiega il professor Mola. Il nuovo servizio sarà quindi disponibile a partire dal 2018 e si rivolgerà ai bimbi degli studenti e del personale universitario (professori, assegnisti, dipendenti).

“Per il futuro è previsto anche il coinvolgimento degli studenti di facoltà come scienze della formazione, che andranno a svolgere il tirocinio in questi spazi”, conclude Francesco Mola.

Bologna, Milano, Verona i primi a inaugurare un nido

Se quella di Cagliari è la prima università italiana ad aver intrapreso una serie molto articolata di iniziative per facilitare la vita dei genitori, vari atenei si sono organizzati già da tempo per accogliere i bimbi del personale e degli studenti in asili nido gestiti dalle università stesse. Tra i pionieri in questo percorso troviamo, ad esempio, la Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell’università di Bologna che, nel 2002, ha aperto il micronido “Arca di Noè” all’interno del Campus di Ozzano dell’Emilia; l’Università di Milano-Bicocca con il suo “Bambini Bicocca”, un nido aperto dal 2005, situato nell’edificio U16 in via Giolli, che è anche laboratorio di formazione degli operatori dei servizi educativi per l’infanzia, struttura sperimentale per nuovi progetti (come l’attivazione della rete dei nidi universitari) ed è sede di tirocinio per i futuri educatori; l’Università di Verona con il “Baby Ateneo” inaugurato nel 2006, e l’Università di Salerno che nel 2008 ha ristrutturato un edificio concesso in comodato d’uso gratuito dal Comune di Fisciano per realizzare il primo asilo nido universitario della Campania. “L’apertura di un nido rappresenta un’importante azione positiva che agevola la conciliazione tra vita professionale e vita familiare, e dunque il benessere organizzativo dei genitori, che lavorano e studiano nell’ateneo” commenta Marina Garbellotti presidente del Comitato Unico di Garanzia che gestisce l’asilo nido veronese “Baby Ateneo”.
Alcune università, infine, hanno sottoscritto delle convenzioni con il Comune o con le cooperative sociali che gestiscono gli asili nido presenti sul territorio per riservare alcuni posti ai bimbi degli studenti e dei dipendenti.

 

Cagliari apripista, un esempio da imitare

Il progetto dell’ateneo sardo, oltre a offrire risposta ai bisogni dei neogenitori, rappresenta anche un messaggio educativo e sociale, poiché riconosce e sottolinea ufficialmente il valore della maternità. E per le giovani studentesse è a un tempo incentivo e rassicurazione: la nascita di un figlio non deve comportare la rinuncia ai propri sogni, alle proprie ambizioni, alle proprie capacità. Completare il proprio percorso di studi con un bimbo tra le braccia si può e oggi, per chi frequenta l’ateneo di Cagliari, è più facile. Un esempio da imitare!

 

Giorgia Cozza

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