La maternità? Meglio di un master! - Dolce Attesa

23 novembre 2016

La maternità? Meglio di un master!

Diventare mamma permette di sviluppare numerose competenze. Che diventano una risorsa preziosa una volta tornate al lavoro

La maternità? Meglio di un master!

Spesso, tra i datori di lavoro una donna in attesa o che è appena diventata mamma  viene considerata un possibile problema. Eppure dovrebbe essere il contrario:  l’esperienza della maternità potrebbe essere un’incredibile vantaggio per le aziende, considerato che le mamme – proprio perché imparano quotidianamente dai figli – sviluppano importanti competenze che possono essere utilizzate una volta rientrate nel mondo del lavoro. Capacità di organizzazione, problem solving, ascolto, maggior qualità di gestione del tempo sono solo alcune delle abilità acquisite: una formazione sul campo preziosa.
Da un sondaggio effettuato nel 2014 sul blog del Corriere della Sera La27esima ora, cui hanno risposto 1100 donne, è emerso che per le intervistate la gestione del tempo è migliorata (87,5%), la capacità di ascolto è aumentata (86%) ed è maggiore l’energia che si impiega nel fare le cose (86%). A pensarci bene, sono tutte capacità fondamentali anche nel proprio mestiere, apprese in maniera “naturale” e, soprattutto, senza bisogno che i datori di lavoro spendano soldi in formazione.

Una maggiore organizzazione

A ripeterlo sono le mamme stesse, che si riconoscono pienamente in queste nuove abilità. Ad esempio Elisabetta, 35 anni, di Milano. Di professione fa l’autrice televisiva e ha un figlio di quasi 2 anni. “Da quando è nato il mio bambino mi sento più determinata: ho ben presente quali sono le mie priorità e anche il lavoro segue le regole che sento giuste per me in questa fase della mia vita. Sono anche più organizzata e tendo a ridurre gli sprechi di tempo. Sono più serena nel mio lavoro perché so che sto facendo il meglio e quanto più lo faccio bene e nei miei tempi, tanto più ho tempo per stare con la mia famiglia. Se le aziende sposassero le esigenze delle mamme, si potrebbe vivere serenamente la maternità conciliandola con il lavoro”.
Conferma Annalisa, 31 anni di Pavia, madre di due figli e key account manager: “riuscire a gestire famiglia, lavoro, tempo libero è sicuramente qualcosa che prima non riuscivo neanche a immaginare”.

Se vuoi, puoi

Lo grida forte anche Riccarda Zezza, creatrice del MaaM, Maternity as a Master, il primo percorso digitale che trasforma il congedo di maternità in un’opportunità per coltivare alcune competenze acquisite dopo la nascita dei figli.
E lo sostiene Chiara, 36 anni di Senago (Milano), che di professione fa proprio la recruiter. “Prima di avere figli, tornavo dal lavoro stanca e mi chiedevo come avrei fatto una volta che avessi avuto un bambino… Eppure ci sono riuscita. Stesso pensiero quando tornavo a casa dal lavoro dopo aver avuto il primo figlio: anche in questo caso siamo riusciti a organizzarci. Quello che ho scoperto, è che se lo si vuole davvero si può fare tutto quello che si ritiene importante”.

Saper comprendere e accettare

Un’altra dote sembra essere quella della comprensione, data anche dalle difficoltà che si vivono con i figli, ma che possono insegnare strategie di sopravvivenza pure sul posto di lavoro. Lo dice Chiara, 40 anni, giornalista di Bologna, con un figlio nato nel 2009. “Ho imparato a sopportare e ad accettare ciò che accade, anche le cose più fastidiose, molto più di quanto facevo prima. E questo mi è tornato utile sul lavoro. Prima in ufficio era facile avere un attrito con chi era troppo diverso da me, adesso so comprendere molto di più. Senza contare che mio figlio e le esperienze che vivo insieme a lui sono fonte di continui stimoli per la mia professione”.

Ma quanta pazienza!

Maria Elena, 34 anni, di Trezzano sul Naviglio (Mi), madre di due bimbi di 4 mesi e 4 anni, svolge la professione di educatrice in una scuola. “Con i miei figli ho imparato il rispetto del tempo e dell’attesa. Una lezione importante per una come me, che ha sempre voluto tutto e subito”.
Le fa eco Federica, 30 anni, cassiera di Alessandria, mamma di 3 bambini dai 17 mesi ai 5 anni. “La cosa più importante che i miei figli mi hanno insegnato è avere tanta pazienza. Pazienza quando mi fanno arrabbiare, quando vogliono giocare con me e sono stanca, quando desidero che facciano una cosa, ma non c’è verso di fargliela fare”, dice Federica.

Pare che dal 2017 ci saranno nuovi incentivi economici per le mamme. Oltre a questo, però, servirebbe altro, ovvero che alle donne venisse data la possibilità di conciliare più facilmente maternità e professione. Soprattutto considerando l’acquisizione delle nuove competenze e delle risorse che sono in grado di investire sul lavoro.

 

Valentina Colmi

23 novembre 2016

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