La nausea in gravidanza: cosa fare quando non passa
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07 gennaio 2019

Iperemesi gravidica: quando non passa la nausea in gravidanza

In questo caso si parla di iperemesi gravidica, un disturbo particolare che necessita di qualche accortezza più del solito

Iperemesi gravidica: quando non passa la nausea in gravidanza

Spesso è il primo indizio di gravidanza, insieme alla scomparsa delle mestruazioni: il momento peggiore è sempre quello del risveglio, ma capita che duri tutta la giornata. Stiamo parlando dell’iperemesi gravidica, ovvero la nausea in gravidanza, indesiderata compagna di viaggio per moltissime future mamme, anche se con intensità e caratteristiche diverse. Se in qualcuna, infatti, si limita a un leggero stato di malessere, che si esprime soprattutto in fastidio all’odore del cibo o in qualche conato di vomito mattutino, in altre assume una forma decisamente più pesante.

Un nuovo assetto ormonale

All’origine, ci sono delle turbe del sistema neuro-vegetativo provocate dall’aumento dei cosiddetti ormoni della gravidanza: gonadotropina corionica, estrogeni, progesterone. Questi esercitano una serie di effetti anche sull’attività digestiva e intestinale, che tendono a rallentare, comportando qualche problema come la nausea, appunto, oppure la stitichezza, un altro disturbo “classico” di questo periodo.
Di solito, il fenomeno dell’iperemesi gravidica è più fastidioso che preoccupante: non incide sullo stato di salute generale e scompare del tutto o, comunque, diminuisce notevolmente dopo la 12esima settimana di gestazione. Soltanto in alcuni casi assume la forma di episodi di vomito talmente intensi e ripetuti da provocare la perdita di notevoli quantità di sali minerali e uno stato complessivo di sottoalimentazione, con conseguente perdita di peso. Si parla, allora, di iperemesi gravidica, una vera e propria malattia, che per essere curata richiede sempre l’intervento del medico e, a volte, il ricovero in ospedale.

Iperemesi gravidicaanche la Middleton ne ha sofferto

Un riflesso di corpo e mente?

Ma che cosa c’è all’origine del disturbo? Non si conosce esattamente la causa, sicuramente c’è una predisposizione familiare. A ciò si aggiunge una certa sensibilità soggettiva alle piccole alterazioni dell’apparato digerente: alcune donne, anche non in gravidanza, soffrono più facilmente di altre di disturbi digestivi e il problema insorge con più probabilità in chi, normalmente, lamenta una qualche patologia digestiva, come la gastrite cronica.

Due tipi di nauseaascolta l'esperta

C’è anche chi considera preminente, nello scatenarsi della patologia, il fattore psicologico. Per molto tempo, anzi, l’iperemesi gravidica è stata ritenuta addirittura un disturbo psicosomatico correlato alla difficoltà di accettazione della gravidanza. In realtà, l’attesa di un figlio, anche quando si tratta di un evento voluto, scatena sempre una molteplicità di emozioni e spesso in contrasto tra loro: gioia, ma anche ansia, e magari un po’ di paura, per il grande cambiamento cui si va incontro. Così come non è da  escludere un significativo fattore psicologico nella trasmissione della patologia a livello familiare: la mamma ha raccontato alla figlia quanto è stata male durante i primi mesi di gravidanza, ed ecco che quando questa, a sua volta, aspetta un bambino, si ritrova a ripercorrere la stessa condizione.
Sull’origine dell’iperemesi gravidica, del resto, ci sono molte altre ipotesi: da quella che la correla al sesso del nascituro (se il feto è femmina sarebbe più probabile soffrire di nausee) a ipotesi più scientifiche che collegano i sintomi a una sorta di reazione allergica dell’organismo materno a sostanze prodotte dall’embrione, ad altre che la attribuiscono a possibili carenze vitaminiche. Se ne deduce che si tratta di una patologia molto articolata e complessa, frutto dell’interazione di molteplici fattori: biologici, psicologici, socioculturali.

Gravidanzacome vivi il corpo che cambia

La serenità è la prima medicina

Ci possono essere forme più o meno gravi di iperemesi gravidica? Quali sono i segnali che devono mettere in allarme? In alcuni casi gli episodi di vomito sono talmente frequenti e incontenibili da comportare un serio rischio di disidratazione e di sottoalimentazione. Spetta al medico valutare la situazione ed eventualmente richiedere il ricovero.
Non esiste del resto una terapia medica vera e propria e i farmaci anti-vomito devono essere somministrati con cautela, mentre il ricovero ha prevalentemente lo scopo di garantire alla donna l’idratazione e la nutrizione necessarie per via endovenosa, tramite flebo. Per rassicurare le future mamme, va comunque detto che il bambino non soffre di questa condizione.

Una serie di accorgimenti da mettere in pratica nella vita quotidiana potranno essere utili per contenere il problema. È importante, per esempio, prestare attenzione a come ci si muove. La mattina, alzandosi dal letto, conviene sollevarsi lentamente, girandosi prima sul fianco e appoggiando i piedi sul pavimento prima di alzare il busto: gli spostamenti bruschi o che mettono a dura prova l’equilibrio, infatti, rischiano di innescare la sensazione di nausea, specialmente in questo momento della giornata.
Riposare molto, assecondare i ritmi del proprio corpo è fondamentale per allontanare fattori di rischio, come lo stress, che giocano un ruolo importante nell’insorgere della patologia.

I “trucchi” per ridurre l’iperemesi gravidica

  • Cerca di mangiare poco, ma spesso, prediligendo cibi semplici, non elaborati.
  • Nei momenti “a rischio”, come il mattino, tieni sempre a portata di mano un pacchetto
    di cracker o di biscotti secchi da sgranocchiare.
  • La sera, evita di andare a letto o, comunque, di sdraiarti subito dopo cena.
  • Consuma molta frutta e verdura per contrastare la stipsi: un intestino pieno favorisce la nausea.
  • Evita, per quanto possibile, le situazioni di stress e tutti quegli stimoli esterni che possono far peggiorare il disturbo, come il fumo di sigaretta, gli odori sgradevoli e gli ambienti con aria viziata.
  • Porta sempre dietro con te un pacchetto di mentine (la menta contrasta la nausea) o di gomma da masticare allo zenzero (in vendita in farmacia).
  • Sempre in farmacia puoi trovare i braccialetti anti-nausea (gli stessi consigliati, in genere, a chi soffre del disturbo durante i viaggi): stimolando sul polso alcuni punti dell’agopuntura, aiutano a contrastare il disturbo.
  • Valuta, insieme con il medico, la possibilità di assumere un integratore di vitamina B6.
  • Riposa molto.
  • Fai lunghe passeggiate, possibilmente in mezzo alla natura.
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