Iodio, nei 9 mesi il fabbisogno raddoppia - Dolce Attesa

08 marzo 2017

Iodio, nei 9 mesi il fabbisogno raddoppia

La sua presenza è fondamentale per il benessere del futuro bebè, facilitandone lo sviluppo neurologico e cognitivo

Iodio, nei 9 mesi il fabbisogno raddoppia

È un micronutriente essenziale per il funzionamento della tiroide. Lo iodio non deve mai mancare nella dieta, tanto più in gravidanza: nei 9 mesi il fabbisogno raddoppia. Ma ancora oggi, soprattutto al Sud, persiste una condizione di carenza nutrizionale di iodio, lieve o moderata, che può causare deficit cognitivi nel bebè.

La tiroide fa il doppio lavoro

Gli ormoni tiroidei sono fatti di iodio e giocano un ruolo decisivo per l’organismo: regolano crescita, metabolismo, frequenza cardiaca, ciclo mestruale, peso corporeo, livelli di colesterolo, salute della pelle e sistema nervoso centrale. E in gravidanza serve più iodio perché la tiroide della mamma è costretta al doppio lavoro. “All’inizio la tiroide materna deve produrre ormoni anche per il bambino, almeno fino a quando non ne ha una tutta sua in grado di produrli in proprio e ciò avviene a partire dal secondo trimestre”, spiega la ginecologa Arianna Prada, consulente e ricercatrice di ASM, l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni. “Per tutta la gravidanza il bambino continua a consumare lo iodio della mamma: perciò si calcola che il fabbisogno materno aumenti di 100 microgrammi al giorno, rispetto ai 150 necessari a un adulto”.

TiroideTienila sotto controllo

Sale poco, ma iodato

Per scongiurare possibili carenze, nel 2005 è stato introdotto anche in Italia il sale iodato per legge (i negozi sono cioè obbligati a vendere entrambi). Si tratta di comune sale da cucina a cui sono aggiunti sali di iodio: ha lo stesso aspetto e non presenta odori o sapori particolari, né altera quello dei cibi a cui viene aggiunto. “Le mamme devono usare sempre quello iodato, ma senza aumentare la quantità di sale assunto, nei limiti suggeriti da una dieta bilanciata”, afferma la ginecologa Arianna Prada, consulente e ricercatrice di ASM, l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni. In quasi tutta Europa si raccomanda un consumo giornaliero di sale iodato di circa 3-5 grammi.

Altri accorgimenti alimentari

  • Aumenta il consumo di prodotti ittici: pesci, crostacei e molluschi assorbono iodio dall’acqua marina e sono buone fonti del minerale.
  • Consuma uova e latticini. Per chi non ama il pesce si rivelano preziosi uova, latte, yogurt e formaggi, tutti alimenti con un discreto contenuto di iodio, che è invece scarsissimo nella frutta e nelle verdure (eccezion fatta per fragole e spinaci).
  • Aumenta il consumo di cibi contenenti selenio, come le carni, l’aglio e gli spinaci. In carenza di questo minerale, i processi di produzione degli ormoni tiroidei si sviluppano più lentamente e consumando una maggior quantità di iodio.
  • Modera l’assunzione di rape, noci e cipolle. Sono alimenti che contengono sostanze (gozzigene) capaci di ostacolare l’assorbimento e l’utilizzo dello iodio da parte dell’organismo.
Il pesce?Consumalo in gravidanza!

 

Iodio nei 9 mesi: a volte sono utili gli integratori

Se la tiroide della mamma “perde colpi”, cioè non riesce a soddisfare l’aumentato fabbisogno ormonale, il bebè può riportare danni neurologici come una ridotta capacità intellettiva e uno scarso rendimento scolastico. “Le alterazioni tiroidee sono comunque rare nel nostro Paese, così come i difetti del sistema nervoso centrale del neonato che ne possono derivare, e sono facilmente prevenibili con il semplice uso di sale iodato”, spiega la ginecologa. “Lo iodio è contenuto anche negli integratori specifici per la gravidanza, che il ginecologo può di volta in volta decidere se prescrivere oppure no in base alle abitudini alimentari della donna e della regione di residenza”.

C.P

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