Infezioni vaginali nei 9 mesi: in estate fai più attenzione

24 luglio 2019

Infezioni vaginali nei 9 mesi: in estate fai più attenzione

Con il caldo è più facile avvertire qualche fastidio intimo. Anche a causa di certe abitudini stagionali non proprio corrette. Se i sintomi persistono, però, è bene chiedere consiglio al medico 

Infezioni vaginali nei 9 mesi: in estate fai più attenzione

Prurito nelle parti intime, rossore, senso di fastidio, bruciore. Sono inconvenienti frequenti in estate, specialmente al mare o in piscina. Complici il caldo, il sudore e certi comportamenti non proprio corretti, come tenere il costume bagnato addosso. Il più delle volte si tratta di sensazioni passeggere. In qualche caso, invece, sono il segnale di infezioni vaginali, come la Candida.

Un problema più frequente nei 9 mesi

“La situazione ormonale tipica di questo periodo può provocare un’alterazione della flora vaginale”, spiega Enrico Conti, ginecologo e responsabile dell’Unità Funzionale Patologia Benigna Ginecologica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. “E questo fungo, normalmente presente in vagina, può proliferare”. Oltre a dare prurito e bruciore, la Candida è caratterizzata da perdite biancastre dense, simili a ricotta. Anche se fastidiosa, si può curare con terapie locali e non dà problemi alla gravidanza.

Perdite gialline: sono normali?

È anche vero che, durante la gestazione, le secrezioni vaginali aumentano. Molte future mamme le descrivono come perdite gialline, di consistenza acquosa, inodore. Ma come capire se sono secrezioni naturali o infezioni vaginali? “Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di secrezioni fisiologiche. Dovute, appunto, al cambiamento ormonale, alla congestione dei tessuti dell’area dei genitali, alla maggiore attività delle ghiandole della vagina”, risponde lo specialista.

“Se sono associate a un odore sgradevole, di pesce marcio, probabilmente si tratta di un’infezione batterica (da Gardnerella vaginalis). Non è una patologia preoccupante. In gravidanza, però, può esserci il rischio che l’infiammazione coinvolga le membrane del sacco amniotico, provocandone una rottura prematura. Una terapia antibiotica riporterà la situazione sotto controllo”. Del tutto fisiologiche, verso la fine della gravidanza, sono anche le piccole perdite di urina. Di solito, però, la donna si accorge immediatamente di queste perché avvengono in concomitanza con uno starnuto, una risata o un piccolo sforzo.

Infezioni vaginali e cattive abitudini

Sedersi su una sdraio senza un telo può aumentare il rischio? “Non c’è un riscontro scientifico specifico sull’associazione tra questo comportamento e le infezioni dell’area genitale”, osserva Conti. “È vero, però, che può favorire l’insorgenza di infezioni micotiche cutanee. Come la Pityriasis versicolor, caratterizzata da macchie ipopigmentate sulla pelle. È dunque sicuramente buona norma igienica usare un asciugamano personale prima di sedersi”. Così come sostituire il costume con uno asciutto dopo che si è fatto il bagno. E lavarsi i genitali con un detergente a Ph fisiologico, possibilmente diluito con un po’ d’acqua. Preferendo, infine, biancheria intima non sintetica.

No all’automedicazione

In presenza di sintomi, la raccomandazione è quella di evitare l’autodiagnosi e l’automedicazione. “Tutte le forme infiammatorie necessitano di una terapia efficace. A maggior ragione in gravidanza, i farmaci devono essere assunti solo su prescrizione medica. È bene, quindi, rivolgersi al più presto a uno specialista che imposterà il trattamento più adeguato”, raccomanda Enrico Conti.

di Francesca Mascheroni

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