Infezioni urinarie in gravidanza - Dolce Attesa

06 settembre 2015

Infezioni urinarie in gravidanza

Infezioni urinarie in gravidanza

La futura mamma ha bisogno di fare spesso pipì. Lo stimolo aumenta già dal primo trimestre a causa dei nuovi equilibri ormonali della gravidanza: il progesterone rilassa gli organi interni, tra cui la vescica, mentre altri ormoni importanti nell’attesa, gli estrogeni, favoriscono l’aumento dei liquidi corporei.

Man mano che il bebè cresce, l’utero preme sempre più sulla vescica, che riduce la sua capacità e deve essere svuotata più spesso. Una necessità che si avverte soprattutto di notte, quando la posizione sdraiata favorisce il drenaggio dei liquidi, a cui si può ovviare cercando di limitare l’assunzione di liquidi nelle ore serali.

Si tenga presente che in gravidanza è più facile andare incontro a disturbi e infezioni urinarie (cui le donne, a causa della loro conformazione fisica, sono più soggette). Il più delle volte sono causate da batteri di origine intestinale, come Escherichia Coli, Enterococchi, Stafilococchi. Questo perché il progesterone, che rilassa e dilata la muscolatura delle vie urinarie ( vescica, uretra e uretere) rallentando il flusso delle urine e facilitando la permanenza dei batteri e quindi il loro moltiplicarsi.

La gestazione costituisce dunque un periodo a rischio cistite. Oltre che per l’aumento del progesterone, nei nove mesi si è maggiormente esposte a questo disturbo anche a causa del fisiologico aumento del pH vaginale, che altera il microambiente locale e facilita la moltiplicazione di microrganismi normalmente presenti in vagina, che diventano più aggressivi. Se a questi fattori fisiologici si aggiungono la pressione esercitata dall’utero sulla vescica (che oltre ad aumentare il bisogno di fare pipì favorisce un ristagno di urina al suo interno e un’eventuale proliferazione batterica) e la stitichezza a cui si è spesso soggette nei nove mesi (che favorisce l’aumento di batteri intestinali da cui si origina l’infezione), si spiega perché la cistite può diventare un problema da tenere a bada nel corso della gravidanza.

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Una volta individuata l’origine della cistite, mediante analisi delle urine e urinocultura, si attua la terapia farmacologica più idonea per curare questo disturbo, che – se trascurato – potrebbe dare seguito a complicanze dannose per mamma e feto. La terapia prevede l’assunzione di antibiotici, antimicotici o antiprotozoari, a seconda del germe responsabile.

Ricordate poi che il bisogno di urinare spesso, condizione fisiologica e un po’ fastidiosa in gravidanza, ha però un effetto positivo: previene le cistiti grazie alla pulizia del tratto urinario.

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