Che vertigini in gravidanza! - Dolce Attesa
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03 luglio 2012

Che vertigini in gravidanza!

Senso di debolezza, la vista che si offusca, capogiri. Quello delle vertigini in gravidanza è un fenomeno piuttosto frequente nel primo e nel terzo trimestre. Come mai?

Che vertigini in gravidanza!

Per quanto riguarda i primi mesi, la causa di questo disturbo è da attribuirsi alle modificazioni cui l’organismo va incontro per adattarsi alla nuova condizione e soprattutto all’azione degli ormoni, in particolare il progesterone. Per favorire un maggiore afflusso di sangue all’utero, questo ormone provoca una vasodilatazione (un allargamento del diametro di vene e arterie), il sangue scorre più lentamente e conseguentemente si verifica un generale calo dei valori della pressione.

Sul finire della gravidanza, gioca invece un ruolo centrale la pressione esercitata dall’utero, sempre più voluminoso e pesante, sui vasi sanguigni più grandi, come la vena cava situata nell’addome, ostacolando il ritorno del sangue al cuore. La crescita dell’utero, inoltre, comporta un innalzamento del diaframma e una compressione di cuore e polmoni. Per questo motivo è facile che la futura mamma avverta palpitazioni, affaticamento, senso di stordimento e, appunto, vertigini.

Le situazioni più a rischio

All’inizio di gravidanza, un momento critico è soprattutto la mattina, quando la sensazione di vertigine si presenta spesso associata a nausea o a vomito. In generale, situazioni a rischio sono quelle in cui la futura mamma si trova in luoghi chiusi e affollati (per esempio, in metropolitana), o sia costretta a rimanere ferma, in piedi, troppo a lungo (per una donna incinta, la valutazione di questo “troppo” è estremamente soggettiva!) o, ancora, effettui un cambio di posizione in modo repentino.

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Quando influisce anche il caldo

Anche il caldo estivo può contribuire a provocare un senso di malessere: le temperature elevate tendono, infatti, a dilatare i vasi sanguigni e di conseguenza a rallentare il flusso sanguigno. In più la sudorazione abbondante, un fenomeno fisiologico durante l’attesa, innescato dagli ormoni prodotti dall’ipofisi, ora si accentua ulteriormente. Perdendo molti liquidi, il volume del sangue in circolo nell’organismo diminuisce un po’ e il fluido diventa più denso, provocando, ancora una volta, un calo dei valori pressori.

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Le accortezze per evitarle

Malesseri e capogiri si possono però cercare di evitare adottando alcuni accorgimenti.

  • No ai movimenti bruschi, soprattutto quando passi dalla posizione sdraiata, a quella eretta: alzati piano, magari anche fermandoti in posizione seduta per qualche istante, in modo da dare al sangue il tempo per affluire al cervello e alla placenta.
  • Non stare in piedi troppo a lungo e cerca di evitare i luoghi eccessivamente affollati.
  • A letto, sdraiati sul fianco sinistro (una posizione che favorisce un’adeguata circolazione sanguigna), mentre evita la posizione supina, che ostacola invece il ritorno venoso.
  • Non rimanere a digiuno. Non dimenticate mai di fare piccoli spuntini nell’arco della giornata, anche fuori casa, per mantenere costante il livello di glucosio. Come rimedio d’emergenza, tieni sempre a portata di mano qualche caramella.
  • Aumenta l’idratazione, bevendo molta acqua e mangiando tanta frutta e verdura, in modo da reintegrare i liquidi e i minerali persi con il sudore.
  • Se fa molto caldo, esci di casa nelle ore più fresche della giornata, evita di stare al sole e preferisci un abbigliamento in tessuti naturali, che favorisca la traspirazione. Fai spesso docce tiepide, in modo da provocare un temporaneo restringimento dei vasi sanguigni.
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Che cosa fare se ci si sente svenire?

E se dovesse capitare di svenire? Ci sono rischi per il bambino? È raro che questo senso di mancamento sfoci in una vera e propria perdita di coscienza, in ogni caso, un breve episodio di svenimento non è in grado di alterare la circolazione materno-fetale, per cui il bambino non ne risente. Anzi una temporanea perdita dei sensi, della durata di un paio di minuti, ha una sorta di funzione di protezione dell’organismo: in posizione orizzontale la circolazione migliora e il sangue arriva meglio al cervello.

Che cosa si può fare se ci si accorge che si sta per svenire? La cosa migliore è mettersi sedute, cercando nelle immediate vicinanze un posto comodo. Se possibile, meglio ancora sarebbe mettersi sdraiate sul fianco sinistro, sollevando un po’ i piedi, in modo da favorire un maggiore afflusso di sangue al cuore. In alcuni casi il senso di svenimento può essere provocato da un abbassamento di glicemia, magari perché si è rimaste a digiuno troppo a lungo: bere o mangiare qualcosa di dolce può aiutare a sentirsi meglio.

Quando servono ulteriori accertamenti

Quando gli episodi di mancamento dovessero essere particolarmente frequenti, intensi e di lunga durata conviene valutare la situazione con il proprio ginecologo. Spetta a lui stabilire i controlli necessari per verificare se il sintomo rimandi ad altre condizioni patologiche (per esempio, un’anemia) ed eventualmente proporre una visita con un altro specialista, come un neurologo o un otorinolaringoiatra.

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