Come sarà la gravidanza con due gemelli nel pancione?
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28 novembre 2013

In due nel pancione

I gemelli, una grande emozione, ma anche tante domande in più. Come sarà la gravidanza? Quali precauzioni particolari? Ecco le risposte che cerchi

In due nel pancione

Saranno gemelli: una grande emozione, ma anche tante domande in più. Come sarà la gravidanza? Occorre adottare qualche precauzione particolare? E il cesareo è inevitabile? Ecco le risposte:

Che cosa dice l’ecografia 

Già intorno alla 5a-6a settimana, con la prima ecografia, è possibile capire se la donna aspetta due gemelli. A quel punto, è importante diagnosticare la corialità, ossia scoprire se ogni embrione è nutrito dalla sua placenta o se c’è una placenta sola per entrambi. La prima è sicuramente l’evenienza più frequente e anche quella meno problematica da un punto di vista medico, mentre la condivisione della placenta, ed eventualmente anche del sacco amniotico, è una condizione  più delicata, che va monitorata con attenzione per controllare che i feti crescano e si sviluppino normalmente. La corialità può essere scoperta precocemente, purché l’ecografia venga eseguita con un apparecchio ad alta risoluzione ed effettuata da un operatore esperto, che deve ricercare alcuni markers, come il numero delle camere gestazionali, il numero dei sacchi vitellini (una formazione extraembrionaria che nelle prime 12 settimane sostituisce la funzione placentare) e il setto amniotico, una membrana che divide i due sacchi amniotici e che, in caso di placenta unica, è molto più sottile.

La prima ecografiaattenzione a quando farla

Ci sono rischi in più?

Aspettare gemelli non significa, come molti credono, andare automaticamente incontro a complicanze. È vero, però, che la gravidanza va monitorata con maggiore attenzione poiché è più facile che insorgano alcuni fenomeni.

  • Uno di questi è il ritardo di crescita legato alla minore funzionalità placentare. Anche se bisogna specificare che nelle gravidanze gemellari la crescita del feto è generalmente inferiore rispetto a quella registrata nelle normali gestazioni. Per questo, in mancanza di tabelle di riferimento specifiche, per valutare il corretto sviluppo dei gemelli si detrae un 15% circa dalle curve di crescita dei singoli bebè.
  • A termine di gravidanza, sono più probabili le presentazioni anomale, con un bimbo cefalico e l’altro podalico, oppure entrambi podalici, o ancora uno traverso e l’altro podalico.
  • Il parto prematuro è più frequente: il peso crescente dei feti può provocare una sovradistensione dell’utero e quindi una precoce comparsa di contrazioni uterine e/o una rottura precoce delle membrane.
  • Infine, è più elevato il rischio di incorrere in alcuni disturbi tipici dei nove mesi, come la carenza di ferro (l’organismo deve nutrire non uno, ma due bambini!), i dolori di schiena, i problemi circolatori agli arti inferiori o le patologie come la preeclampsia. Ma anche patologie tipiche delle gravidanze gemellari monocoriali, quali la cosiddetta trasfusione feto-fetale: per un particolare meccanismo di comunicazioni vascolari, un feto funge da “donatore” di sangue a favore del gemello (ricevente), cossicché il primo cresce poco, e in pochissimo liquido amniotico, e il secondo cresce a dismisura e in abbondantissima quantità di liquido.
Sei carente di ferro?Attenzione a quello che mangi

Controlli ravvicinati 

Di solito, quando la mamma aspetta due bebè si programmano visite e controlli ecografici più assidui, che consentono di monitorare sia il benessere fetale sia lo stato di salute della donna. Anche gli esami di sangue e urine – gli stessi che di prassi vengono prescritti per le gestazioni singole – vengono eseguiti in tempi più ravvicinati, per cogliere sul nascere eventuali carenze o patologie. Per quanto riguarda la sindrome di Down, il fatto di aspettare gemelli non comporta alcun rischio aggiuntivo per le monocoriali, precisa Napolitano. Per le dizigotiche il discorso è diverso: essendo due ovuli distinti ad essere fecondati, il rischio che uno dei due sia Down è quindi doppio. Per sospettare o diagnosticare l’anomalia cromosomica, abbiamo due tipologie di esami: non invasivi ed invasivi. L’esame non invasivo con la più alta sensibilità è la translucenza nucale, mentre sono sconsigliati i test sierologici, e cioè il bi-test o il tri-test, che nel caso di gemellarità perdono fortemente di sensibilità. Se poi l’esito della translucenza segnala un aumento del rischio oppure l’età della mamma supera i 35 anni, può essere opportuno effettuare esami invasivi come villocentesi o amniocentesi: va messo in conto, però, che rispetto alle gravidanze singole in questo caso c’è un lieve aumento del rischio di aborto spontaneo.

Translucenza nucaleDi cosa si tratta

Esame del DNA fetaleDi cosa si tratta

Il parto? Può essere naturale

Se l’attesa prosegue in maniera fisiologica, giunge  a termine ed entrambi i bebè sono in posizione cefalica, nulla vieta di partorire per vie naturali. Se, invece, uno dei due feti si presenta in modo anomalo  (accade nel 60% dei casi circa), si preferisce ricorrere al bisturi. In caso di complicanze, di parto prematuro o di placenta unica, la nascita con cesareo è quasi inevitabile.

 Quanto conta la fecondazione assistita 

Anche se l’impressione generale è che, negli ultimi decenni, il numero di gravidanze gemellari sia aumentato, in realtà, per quanto riguarda le gestazioni spontanee non c’è stato un incremento particolare e l’incidenza è sempre di una gravidanza bigemina ogni 90 singole. Quel che ha fatto crescere il numero delle gestazioni multiple dizigotiche è stato il ricorso alla procreazione assistita, che prevede iperstimolazioni dell’ovulazione e/o l’impianto in utero di più embrioni contemporaneamente.

 Uguali o solo somiglianti?

I gemelli possono formarsi per fecondazione di due o più ovuli distinti o per divisione successiva di un ovulo già fecondato, spiega Carlo Napolitano. Nel primo caso,  di gran lunga il più frequente,  due spermatozoi differenti fecondano due ovuli diversi, dando origine a una gravidanza cosiddetta dizigotica, costituita cioè da due zigoti, ovvero due ovuli fecondati. I due prodotti del concepimento non sono gemelli veri e propri, ma semplicemente fratelli, di sesso uguale o diverso, che all’interno dell’utero occupano due ‘appartamenti’ distinti, cioè due camere gestazionali, con due placente e due sacchi amniotici.

Nel secondo caso un solo spermatozoo feconda un solo ovulo e la gravidanza viene detta monozigotica, cioè costituita da un unico zigote. Nei giorni successivi alla fecondazione, però, lo zigote si divide, andando a formare due unità separate. I gemelli in tal caso sono identici e dello stesso sesso, ma  a seconda del momento in cui avviene la divisione si possono avere quattro esiti differenti.

  1. Se lo zigote si divide due giorni dopo la fecondazione, si ha una gravidanza bicoriale e biamniotica, cioè i due feti condividono lo stesso utero, ma ognuno ha la sua camera gestazionale, la sua placenta e il suo sacco amniotico. È la stessa situazione anatomica dei feti dizigoti, ciò che cambia è l’origine genetica.
  2. Se la divisione avviene fra il 3° e il 7° giorno, gli embrioni condividono la stessa placenta, ma hanno due sacchi amniotici diversi: la gravidanza in tal caso si definisce monocoriale e biamniotica. La monocorialità è un’evenienza che si verifica nel 20% di tutte le gravidanze gemellari.
  3. Se la scissione avviene fra l’8° e il 13° giorno, la gravidanza sarà monocoriale e monoamniotica: i gemelli cioè ‘abitano’ nello stesso sacco e sono nutriti dalla stessa placenta. È un evento decisamente raro, che riguarda solo l’1-2% delle monocoriali.
  4. Se la scissione avviene dopo il 14° giorno si formano i cosiddetti “gemelli siamesi”.
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